Le campionesse delle Paralimpiadi estive. Da Tokyo 1964 ad Arnhem 1980 

La seconda edizione delle Paralimpiadi si è svolta a Tokyo nel 1964. In realtà, molti e molte continuano a considerare ancora l’evento come la tredicesima edizione dei Giochi di Stoke Mandeville, e a ragion veduta. Infatti i Giochi del 1964 sono i primi in cui viene impiegato il termine “Paralimpico” in associazione con l’evento, mentre la locuzione “Giochi Paralimpici” è stata approvata dal Comitato Olimpico Internazionale (Cio) per la prima volta nel 1984; solo cinque anni dopo, nel 1989, nasce formalmente il Comitato Paralimpico Internazionale (Ipc).  

In ogni caso i Giochi di Tokyo si sono svolti regolarmente con ben centoquarantaquattro competizioni in nove discipline diverse. Tra le numerose atlete che si sono distinte sicuramente spicca la figura della britannica Valerie Robertson (1943) che proprio a Tokyo fa il suo debutto, partecipando in quattro specialità diverse e ottenendo in tutte medaglie e piazzamenti. Nel nuoto vince nei 50 metri stile libero (classe completa 3), ed è seconda sia nei 50 metri rana (classe completa 3) che nei 50 stile libero Prone (classe completa 3); nell’atletica ottiene una medaglia di bronzo nel lancio del disco (classe C); nel tiro con l’arco è argento nell’evento Open di Albion femminile e nella scherma su sedia a rotelle ripete un secondo posto a squadre nel fioretto. Ai Giochi del 1968 a Tel Aviv raggiunge poi i suoi più grandi risultati, con cinque medaglie d’oro su nove eventi. In questa edizione tre medaglie sono arrivate da gare di nuoto 50m (dorso, rana e stile libero) e altri due ori nell’atletica leggera (la gara dei 60 m in sedia a rotelle e il pentathlon). Dopo una pausa, Robertson torna alle Paralimpiadi nel 1976 a Toronto, vincendo la sua ultima medaglia, un bronzo in un torneo a squadre di scherma. 

L’edizione di Tokyo 1964 porta con sé una novità: si svolge infatti la prima competizione di corsa in sedia a rotelle sui 60 metri; questo evento sarà particolarmente fortunato negli anni successivi con un numero molto alto di partecipanti che crescerà di volta in volta. In questa specialità dell’atletica si distingue l’inglese Carol Bryant nota anche con il nome Caz Walton (1947). Infatti, è la prima a vincere nella corsa in carrozzina nella storia (ripetendosi nella successive due edizioni). A Tokyo si fa notare anche nello slalom, ma è ai Giochi di Tel Aviv, di Heidelberg 1972 e di Toronto 1976 che la sua carriera sportiva fiorisce: in questi anni colleziona dieci medaglie d’oro, due argenti e cinque bronzi nelle diverse specialità dell’atletica, tennis tavolo, nuoto e scherma.  

I Giochi paralimpici del 1968 erano originariamente previsti per svolgersi insieme alle Olimpiadi estive a Città del Messico, ma nel 1966 il governo messicano decide di non farlo a causa di alcune difficoltà organizzative. Il governo israeliano si offre allora di ospitare la manifestazione a Tel Aviv, che diviene così la sede della terza edizione paralimpica della storia. Le novità di quest’anno sono diverse perché vengono inserite in programma la disciplina delle bocce e la pallacanestro in sedia a rotelle femminile.  

Nelle bocce emerge la figura della britannica Gwen Buck (1929-2005) che si impone in entrambe le gare previste: vince infatti a livello individuale e a squadre insieme alla connazionale Janet Laughton. Buck annovera nel suo palmarès sportivo ben dieci medaglie paralimpiche, in tre discipline: quattro ori, due argenti e tre bronzi nelle bocce, nel nuoto e nel tennis tavolo. 

Nella terza edizione dei Giochi la prima squadra femminile a vincere nella pallacanestro è quella di Israele che batte l’Argentina grazie al contributo delle atlete Ruth Biton, Michal Escapa, Neora Even-Zahav, Malka Halfon, Ayala Malhan, Ariela Meizan, Batia Mishani, Zipora Rubin-Rosenbaum, Shoshana Sharabi, Batia Shweiki, Geula Siri. 

Tra le italiane a Tel Aviv una figura particolarmente interessante è quella di Irene Monaco (1940). All’età di cinque anni contrae la poliomielite insieme alla sorella gemella Elena (anche lei futura vincitrice di 6 medaglie paralimpiche). Monaco, già doppio oro a Tokyo nel lancio del disco e nel fioretto a squadre, a Tel Aviv si dimostra nuovamente una campionessa di valore: vince infatti ancora nel lancio del disco e ottiene tre bronzi.  

La quarta edizione dei Giochi paralimpici si svolge a Heidelberg, in Germania Ovest, dal 2 all’11 agosto 1972, quindici giorni prima delle Olimpiadi estive di Monaco di Baviera. Fino a quel momento i Giochi erano riservati ad atleti e atlete in sedia a rotelle: in questa edizione per la prima volta, in via dimostrativa, alcune competizioni si aprono alle persone ipovedenti. Sempre come dimostrazione viene inserita in programma la goalball (o pallarete), dove però non saranno assegnate medaglie.  

A Heidelberg si fa notare un’eccezionale atleta israeliana, Zipora Rubin-Rosenbaum (1946), vincitrice di ben trenta medaglie in quattro discipline diverse. Nell’atletica i suoi maggiori successi comprendono tredici medaglie d’oro, cinque argenti e cinque bronzi tra Tokyo 1964 e New York 1984, nelle specialità del lancio del peso e del giavellotto. Una carriera lunga e costellata di successi, tra cui si annoverano anche due ori a squadre nella pallacanestro.  

L’edizione numero cinque delle Paralimpiadi si svolge nel 1976 a Toronto, Canada. Quell’anno le novità sono molteplici: per la prima volta viene garantita una copertura televisiva dell’evento e viene autorizzato l’accesso alle competizioni ufficiali di persone ipovedenti e che hanno subito amputazioni (in precedenza avevano già gareggiato anch’esse, ma solo in via dimostrativa); la pallavolo maschile, la pallarete e la carabina entrano infine definitivamente nel programma di gare. Per la prima volta nella storia, inoltre, i Giochi sono aperti da una donna: Pauline Mills McGibbon, la prima governatrice dell’Ontario. 

Durante la manifestazione si fa notare Libby Kosmala Richards (1942), australiana e vincitrice della medaglia d’oro nel primo evento misto: la carabina. Nella specialità del tiro con fucile misto 2–5 infatti l’atleta, affetta da paraplegia e già bronzo nel 1972 nel nuoto, si impone con forza segnando la storia della disciplina: sarà infatti medaglia d’oro paralimpica fino a Seoul 1988, per un totale di nove ori e tre argenti. Sempre nella carabina a Toronto è medaglia d’argento un’altra figura femminile di spicco: la canadese Joyce Murland (1937-2017). Oltre che nel tiro a segno si piazza anche nell’atletica, conquistando due bronzi nel lancio del disco. A Heidelberg nel 1972 aveva invece ottenuto due argenti, questa volta nel lancio del giavellotto. 

Nel 1980 l’Unione Sovietica avrebbe ospitato le Olimpiadi ma l’organizzazione si rifiuta di inserire i Giochi paralimpici, dichiarando di non possedere una propria squadra (l’Urss abbraccerà le competizioni paralimpiche solo nel 1988). Per questo motivo le competizioni si spostano in Olanda, più precisamente ad Arnhem, e si svolgono dal 21 al 30 giugno 1980. In questa sesta edizione le gare vengono suddivise in quattro categorie secondo la disabilità: amputazione, paralisi cerebrale, ipovedenti e sedia a rotelle. Per la prima volta quindi vengono ammessi atleti e atlete con paralisi cerebrale. 

Tra le numerose partecipanti a questa edizione merita una menzione l’italiana Rosa Sicari (1948-2007) che brilla nella scherma. Sicari, che è costretta da anni sulla sedia a rotelle a seguito di un incidente domestico, ottiene infatti ben quattro medaglie: un oro nel fioretto individuale classe 1B misto, e un bronzo a squadre, sempre nel fioretto, insieme a Gabriella Bareggi e Irene Monaco.  

In copertina: Libby Richars, medaglia d’oro.

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Articolo di Marta Vischi

Laureata in Lettere e filologia italiana, super sportiva, amante degli animali e appassionata di arte rinascimentale. L’equitazione come stile di vita, amo passato, presente e futuro, e spesso mi trovo a spaziare tra un antico manoscritto, una novella di Boccaccio e una Instagram story!

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