Una libraia di montagna 

Entrando nella libreria Livres et Musique a Champoluc, località turistica nel Comune di Ayas, a 1560 metri di quota, ai piedi del Monte Rosa, ci si sente avvolti/e dai libri, riposti negli scaffali di legno. Una grande vetrata regala una magnifica vista della Punta Zerbion, particolarmente affascinante al tramonto o durante una nevicata. “La libraia di montagna” Danila Cugnod, che gestisce la libreria dal primo marzo 1997, ci accoglie, come sempre, con un sorriso aperto e un bel “Ciao”! 

La libraia Danila Cugnod 

Il ricordo va a 23 anni fa, quando entrammo la prima volta, la mia compagna di cammino e io, in libreria, cercando una Guida alle escursioni nelle Valli del Rosa e ne uscimmo con un piccolo tesoro: un libretto di un autore e una casa editrice specializzata nel descrivere i vari itinerari. Ancora oggi questa Guida è presente e consultata nella nostra biblioteca familiare. 
La conviviale chiacchierata con Danila (il cui vero nome è Daniela) si svolge nella sua pausa-pranzo, gustando delle ottime pinse, accompagnate da buone birre. 

L’insegna della libreria Livres et Musique 

Quando hai avuto l’idea di gestire questa libreria? 
Tutto inizia quando, insegnante di francese in una scuola superiore di Verrès, mi viene imposto il disagevole trasferimento fino a Pont Saint Martin. In quello stesso periodo ricevo la proposta di gestire questa libreria, aperta già da qualche anno. Con la mia gestione manterremo negli anni la stessa insegna Livres et Musique, anche se l’aspetto musicale verrà abbandonato gradualmente in favore di una più ampia e articolata offerta di libri. Sarà ampliata soprattutto la preziosa sezione cartografica e di libri di montagna e quello che io chiamo “L’angolo dello sfrugo”, dove, grazie al paziente lavoro da detective dei e delle bibliofile, si possono trovare delle vere e proprie “chicche” della letteratura di montagna, magari meno famose ma veri piccoli capolavori. 

La sezione cartografica delle Guide escursionistiche, che coprono tutto il territorio della Valle d’Aosta, è veramente notevole, un carattere peculiare della libreria. Quali sono i periodi e gli orari di apertura del negozio? 
Diversamente da parecchie strutture ricettive di Champoluc e di tutta la Val d’Ayas, la libreria è aperta tutto l’anno. Chiaramente ciò ha aspetti positivi e negativi, in quanto subisce la forte stagionalità e la diversa tipologia del turismo, invernale ed estivo. Il periodo clou è il mese di agosto, dove si insedia un “turismo stanziale”. Inoltre bisogna tenere presente che non è facile rimanere aggiornata in un mercato dove i nuovi titoli escono settimanalmente a centinaia. Mi definisco perciò una “farmacista dei libri” dovendo intuire quante copie comprare e quali titoli scegliere. È un lavoro davvero di estremo equilibrio. E l’aspetto più difficile riguarda proprio la gestione del magazzino, in un’attività fortemente condizionata dalla stagionalità.  

Acquistano più libri uomini o donne a Champoluc? 
Chi acquista più libri è il genere femminile, che legge di tutto e chiede anche consigli confrontandosi spesso con me. Il genere maschile, invece, predilige saggi, gialli e romanzi storici. A proposito di gialli, ricordo che il primo libro, Pista nera, della fortunata serie del Vicequestore Rocco Schiavone di Antonio Manzini per la casa editrice Sellerio, è proprio ambientato sulle piste da sci di Champoluc. All’ingresso di Champoluc — continua Danila con un sorriso — ci dovrebbe essere un posto di blocco dove venga chiesto, come lasciapassare “Hai letto Pista nera?”. Questo libro, tradotto in inglese e francese, ancora si vende e ha dato lustro a Champoluc e alla Val d’Ayas. 

Sappiamo che c’è un altro scrittore che ha connotato fortemente la sua presenza in Val d’Ayas. 
Certamente. Si tratta di Paolo Cognetti. Il suo libro Le otto montagne, Premio Strega 2017, da anni è presente in libreria, anche tradotto in più lingue, insieme ad altri suoi titoli ed è ancora molto richiesto. 

La sezione dedicata ad Antonio Manzini e Paolo Cognetti 

Per quanto riguarda le scrittrici, è vero che tra i titoli proposti si trovano quasi esclusivamente libri appartenenti al genere romance, come ha ventilato qualche scrittore in una polemica con Loredana Lipperini? 
Questo è un cliché da sfatare perché spesso le scrittrici scrivono storie sofferte e a volte molto crude, attraversando generi diversi. 

Parlando con te si percepisce quanto amore hai per il tuo lavoro, quanto sia bello il rapporto che spesso instauri con i/le clienti. Quali competenze sono richieste a una libraia? 
Una libraia (anche un libraio però) deve essere mossa da diversi fattori. Innanzitutto la passione / curiosità per i libri e per tutto quello che è carta stampata. Un po’ di competenza di base ci vuole (io ho fatto degli studi letterari), anche se le conoscenze non si fermano mai, anzi crescono in itinere e vengono anche dalle/dai clienti. Occorrono tanta pazienza e un po’ di empatia per capire chi si ha di fronte in modo da sapere subito come muoversi. In ultimo, ma non per questo meno importante, anzi, è riuscire a instaurare un rapporto di fiducia con chi compra, non fondato su sconti e promozioni. Un rapporto reciproco, alla pari: io mi fido di chi ho davanti, che si fidelizza, che a sua volta si affida a me per le sue necessità.

Quanti libri ci sono nella tua libreria? 
Non so quantificare esattamente il numero di libri, però con certezza vi dico che ho più di 7000 titoli / articoli vari, contati singolarmente per definizione. Tanti, troppi per essere una libreria con flussi stagionali, in un piccolo comune di montagna, ma aperta tutto l’anno. E per contro, per lo stesso motivo, mai abbastanza fornita. Tengo a precisare che gestisco la libreria per conto di una società di cui faccio parte, come dipendente e socia. I miei soci non hanno quasi mai interferito nel mio operato, dal canto mio sapevo (e so) che, in caso di necessità di sostegno economico momentaneo, loro ci sarebbero sempre stati.

Quali difficoltà hai incontrato nel tuo lavoro di libraia?  
Quello che mi pesa maggiormente è l’aspetto burocratico, che toglie molto tempo ed energie al vero lavoro della libraria, che è scegliere e consigliare libri. Credo che altre difficoltà incontrate siano dovute, piuttosto che al mio essere una donna, al mio carattere accondiscendente, che mi porta a preferire l’accordo piuttosto che la disputa e il litigio. Non avendo avuto precedentemente nessuna esperienza nel settore commerciale, ho imparato che se si sbaglia si paga tutto sulle proprie spalle.
Quello a cui purtroppo non sono ancora abituata sono i piccoli furti che a volte subisco e soprattutto la mancanza del saluto di chi entra e chi esce dalla libreria.
D’altro canto, però, ho avuto la grande fortuna di avere per 16 anni una collega (così l’ho sempre considerata), Cinzia S., con cui ho lavorato benissimo, che mi ha dato tanto nel senso che, lavorativamente, ci completavamo a vicenda. Bello lavorare in sintonia, pesa meno e si produce di più.

Un’ultima domanda. Ci puoi segnalare alcuni tuoi libri del cuore?  
L’Opera al nero di Marguerite Yourcenar, Il sale della terra di Jeanine Cummings, Fumana di Paolo Malaguti e La ragazza d’aria di Andreea Simionel.

Il tempo è passato veloce. Ci lasciamo in una bella giornata di sole mentre arriva Cinzia ad aprire la libreria. Sicuramente torneremo presto in questo presidio di cultura, amore per la montagna e gentilezza. Uno dei nostri luoghi del cuore.

In copertina: la vetrata con vista sullo Zerbion. 

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Articolo di Marco Peccenati

Montanaro di pianura, socio del Cai di Melegnano, con un passato da alpinista, ha alternato la passione per le lunghe distanze, a piedi, in bicicletta e sugli sci di fondo a quella per la montagna “non addomesticata”. Frequenta assiduamente le valli valdostane, che ama percorrere in tutte le stagioni. Come il pastore di stambecchi Louis Oreiller «dove l’orizzonte è piano non sa stare».

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