Un momento di rara intensità, in cui la storia ha preso vita, trasformandosi in una profonda riflessione sulla nostra identità civile, molto più di un semplice appuntamento del “progetto del venerdì”, è avvenuto venerdì 24 aprile a Casa Blu. A guidare questo viaggio tra passato e presente sono state le rappresentanti dell’associazione Toponomastica femminile: insieme a me, la referente per la provinciale di Vicenza, l’associata Roberta Vedovato.
L’incontro si è svolto nella cornice accogliente del Centro giovanile di S. Pio X gestito da AstraTre e Casa Blu, un’Associazione di promozione sociale che combatte l’isolamento attraverso l’inclusione e le attività di gruppo.
Distaccandosi dal modello puramente ospedaliero, Casa Blu propone un approccio bio-psico-sociale in un ambiente non medicalizzato; qui l’obiettivo è trasformare la sofferenza in benessere, favorendo il reinserimento sociale attraverso la cura di sé, l’utilità verso gli e le altre e una forte rete di collaborazione con famiglie e istituzioni territoriali.

È proprio in questo clima di apertura che è nato il dialogo odierno.
L’associazione Toponomastica femminile ha parlato di parità di genere e ha presentato un progetto dal forte valore simbolico per la città di Vicenza: l’intitolazione del parco nell’ex area Beltrame (zona Cattaneo) di Vicenza.
Un’iniziativa che guarda al 2 giugno 2026, anno in cui celebreremo l’80° anniversario della Repubblica Italiana e del diritto di voto alle donne.
Attraverso le biografie delle 21 Madri Costituenti, abbiamo raccontato lo straordinario lavoro svolto da queste pioniere all’interno dell’Assemblea Costituente. Con tenacia e lungimiranza, queste donne lavorarono affinché venisse approvata quella che è considerata la “Costituzione più bella del mondo”, riuscendo a inserire nel testo principi fondamentali come l’uguaglianza sostanziale nell’articolo 3, pilastro dell’uguaglianza e della parità di genere.
Perché intitolare proprio questo parco?
Si tratta, per chi non lo conosce ancora, di un parco di quasi sei mila metri, dotato di vialetti, collinette fiorite, alberi, cespugli, giochi per bambine/i e attrezzature per il tempo libero.
Seppur inaugurato nel giugno 2025 (all’inaugurazione presenti anche classi della scuola dell’infanzia comunale che sorge proprio dietro al parco) è rimasto senza nome.
La vicinanza con il Centro pedagogico di via dei Mille e della scuola dell’infanzia a me personalmente ha fatto scattare subito l’idea: questo parco è un luogo da vivere e frequentare per ogni fascia di età, per le famiglie. Il luogo perfetto per un’intitolazione carica di significato che può parlare con forza alla cittadinanza.
Ecco allora perché risulta perfetto intitolarlo alle 21 Madri Costituenti.
L’interesse suscitato tra le persone giovani è stato travolgente. La discussione si è accesa con un flusso ininterrotto di domande e riflessioni profonde, tanto da proseguire ben oltre l’orario previsto: nemmeno l’arrivo delle pizze ha interrotto il dialogo. La fame di conoscenza e il desiderio di approfondire hanno avuto la meglio sulla cena, dimostrando quanto i temi dei diritti e della memoria siano vivi e sentiti.

Foto di Roberto Marconi
Il momento culminante della serata si è consumato alla fine del dibattito, quando le ragazze e i ragazzi hanno espresso un voto all’unanimità per appoggiare ufficialmente l’intitolazione del parco alle 21 Madri Costituenti. Un gesto corale che trasforma lo studio della storia in cittadinanza attiva.
Da oltre dieci anni Toponomastica femminile lavora per dare visibilità alle donne negli spazi pubblici; oggi, grazie alla passione dei/delle giovani di Casa Blu, quel cammino ha trovato nuovi passi e nuove voci. È la prova che quando la storia viene raccontata con cuore e competenza, sa parlare alle nuove generazioni, spingendole a costruire un futuro più equo e consapevole.
La proposta d’intitolare il parco alle 21 Madri Costituenti, ricordo, è già stata presentata all’Amministrazione comunale.
La presentazione prende spunto dall’art. 10 dello Statuto del Comune di Vicenza, in quanto «Il Comune favorisce la partecipazione dei cittadini e delle associazioni all’amministrazione locale, favorisce l’attività e promuove la collaborazione del volontariato, riconoscendone il ruolo come espressione libera ed autonoma della comunità locale», attuando il principio di cittadinanza attiva.
Inoltre, questo progetto va verso un riequilibrio di genere negli spazi pubblici urbani e si inserisce nel solco dell’impegno decennale di Toponomastica femminile. Dal 2014, l’associazione ha mappato le strade d’Italia rilevando uno squilibrio profondo: a fronte di un 40% di strade dedicate a uomini, solo il 3% (oggi salito al 4,5% grazie a queste battaglie) è riservato alle donne, spesso limitandosi a figure religiose. A Vicenza a fronte di 1.140 aree pubbliche di circolazione, 604 (pari al 52,98%) sono intitolate a uomini e solo 36 (pari al 3,15%) a donne. L’unico parco intitolato a una figura femminile, l’archeologa di natali vicentini Maria Teresa Fortuna Canivet (Vicenza 18/08/1927 – Parigi 28/04/1982), è quello ubicato in via S. Cristoforo.
Ricordare le donne negli spazi pubblici deputati alla memoria collettiva è un atto politico, culturale e di civiltà, serve a restituire visibilità a contributi storici rimasti nell’oscurità.
Intitolare questo parco ancora senza nome significa partecipare a ridurre il divario di genere presente nella nostra città.
L’istanza rappresenta un sentire comune della società civile vicentina. Dopo il parere favorevole della Consulta per le politiche di genere del Comune di Vicenza, la proposta ha raccolto l’adesione entusiasta di oltre 50 associazioni e fondazioni cittadine, degli Ordini professionali e dei Comitati Pari Opportunità di Avvocati e Commercialisti.
Un segnale forte che dimostra la bontà e validità dell’intitolazione proposta.
La scelta dell’ex area Beltrame, nel cuore pulsante di Vicenza, assume un valore simbolico: trasformare uno spazio urbano nell’emblema di una città che si vuole definire paritaria, inclusiva e di pace, rappresenta una azione positiva verso la realizzazione della parità di genere auspicata dall’art. 8 dello Statuto comunale, contenente i principi ispiratori dell’azione amministrativa.
La nostra associazione ha aperto una petizione online, sul sito del Comune di Vicenza, per raccogliere le firme della cittadinanza a supporto del progetto; dal 30 aprile ha avviato una raccolta firme diffusa al mercato settimanale e presso la libreria La Vista Teresa, nel quartiere 6, e nel negozio Unicomondo in piazza delle Erbe.
In copertina: giovani di Casa Blu nella sala musica del centro giovanile di S. Pio X dopo la conferenza e la pizza. Foto di Roberto Marconi.
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Articolo di Veronica Grillo

Avvocata del foro di Vicenza, appassionata di questioni di pari opportunità e parità di genere, impegnata nell’associazionismo vicentino, socia e referente provinciale di Toponomastica femminile aps-ets.
