«In definitiva, resta il fatto che mio padre aveva idee e una vasta conoscenza di vari argomenti, ma per natura era indeciso; la sua mente funzionava solo quando stimolata dalle reazioni di un pubblico favorevole. Mia madre, invece, possedeva la risolutezza e la tenacia necessarie per portare a termine un’impresa. La sua capacità di comprendere e di rispondere, e il piacere che provava nell’esercitare tale capacità, la condussero naturalmente alla posizione che ricoprì in modo così unico. Se non avesse avuto questa dote, il genio di mio padre sarebbe probabilmente rimasto un’aspirazione infruttuosa e non avrebbe eclissato il suo e il nome che si era già fatta».
Con queste parole Cecily Young Tanner tratteggia il legame fra i suoi genitori, i matematici Grace Chisholm e William Young, un sodalizio umano e scientifico durato oltre quarant’anni. È una testimonianza importante, perché ci fa capire che fra i due era lei a possedere le doti necessarie all’elaborazione di un pensiero matematico originale, che in gran parte furono attribuite a lui.
Appare del tutto scontato per chi come noi si avvicina oggi alla loro storia e la osserva da una prospettiva attuale, arrivare alla conclusione che Grace Chisholm Young fu letteralmente rapinata dei frutti del suo talento. Si tratta di un esempio da manuale: l’appropriazione da parte di un uomo del patrimonio di intelligenza appartenente a una donna, dietro il paravento di una collaborazione virtuosa. E tuttavia non bisogna dimenticare che Grace e William appartenevano al loro tempo. In particolare lei accettava serenamente la sua posizione convenzionale di donna, paga del fatto di potersi dedicare ai suoi studi senza smettere di essere una buona madre e una buona moglie. Era molto orgogliosa di come riusciva a conciliare le due cose e accettava di buon grado il fardello di onorare il suo talento senza rinunciare a quella che riteneva la sua femminilità, al punto da opporsi strenuamente al suffragio femminile durante un dibattito all’università.
Lui, d’altro canto, riteneva suo dovere interpretare il proprio ruolo, accollandosi il compito di provvedere a tutte le necessità materiali della famiglia e riservando a sé stesso oneri e onori di una carriera pubblica costruita sul lavoro di entrambi.
In altre parole, è semmai il modello di società patriarcale del tempo che dobbiamo condannare, prima ancora del comportamento opportunistico di lui.
Grace Chisholm Young era nata a Londra il 15 marzo 1868. I suoi genitori erano Anna Louisa Bell e Henry Williams Chisholm, un alto funzionario del governo britannico, responsabile del dipartimento dei pesi e misure. Lei era la loro ultima figlia e quando nacque erano entrambi piuttosto anziani: sua madre aveva 44 anni e suo padre 59.
Suo fratello, maggiore di lei di due anni, frequentò una scuola prestigiosa e poi fu ammesso a Oxford con una borsa di studio. Divenne caporedattore del Times e fu anche redattore dell’undicesima e della dodicesima edizione dell’Enciclopedia Britannica.
Invece fu la madre a occuparsi dell’istruzione di lei e di sua sorella maggiore, con l’aiuto di una istitutrice. La sua famiglia la incoraggiava a dedicarsi a opere di assistenza e Grace avrebbe voluto studiare medicina, ma le fu impedito da sua madre, perché questa scelta non era considerata adeguata a una signorina di buona famiglia. Grace decise allora di studiare la matematica e le scienze. Si preparò per l’esame di ammissione a Cambridge e lo superò brillantemente a 17 anni. Ma le ragazze non erano ammesse e solo dopo altri quattro anni, nel 1889, ebbe l’opportunità di iniziare gli studi, avendo ottenuto una borsa di studio per il Girton College di Cambridge, la prima università inglese riservata alle donne. A quel tempo, le studenti di Girton erano valutate con le stesse prove riservate ai maschi iscritti a Cambridge, anche se venivano stilate due liste separate e l’ottenimento della laurea non comportava alcun titolo di studio formale.
Nel 1892 Chisholm sostenne il suo esame di laurea, superandolo con lode e ottenendo un punteggio che l’avrebbe collocata al 23° posto in una virtuale graduatoria unitaria dei 110 laureati di Cambridge di quell’anno. Poi, per una sfida, sostenne anche gli esami di Oxford, collocandosi al primo posto nella classifica, naturalmente sempre senza ottenere la laurea, in quanto donna.
Nel 1892 decise di recarsi a Göttingen, in Germania, per il dottorato, sotto la guida del grande matematico Felix Klein. Il titolo della sua tesi era: I gruppi algebrici della trigonometria sferica e fu la prima donna a ricevere un dottorato ufficiale magna cum laude in Germania.
In una lettera è lei stessa a descrivere il clima di Gottinga e la posizione di Klein a proposito delle donne:
«L’atteggiamento del professor Klein è il seguente: non prenderà in considerazione l’ammissione di alcuna donna che non abbia già svolto un buon lavoro e non possa fornirne prova sotto forma di titoli di studio o equivalenti…inoltre, non intraprenderà ulteriori azioni finché non si sarà accertato, tramite un colloquio personale, della solidità delle sue affermazioni. La posizione del professor Klein è moderata. Ci sono membri della facoltà che sono più favorevoli all’ammissione delle donne e altri che la disapprovano completamente».
Dopo aver conseguito il dottorato, Grace dovette rientrare a Londra per assistere i suoi genitori, ormai anziani, e tornò a Cambridge per iniziare la sua attività di ricerca matematica. Qui ritrovò un giovane docente che era stato suo tutor ai tempi del Girton: William Young. William cominciò un corteggiamento molto assiduo e Grace, dopo aver rifiutato una prima domanda di matrimonio, alla fine accettò di sposarlo. Il loro fu un matrimonio fortunato, coronato dalla nascita di tre figlie e tre figli, basato su un sentimento profondo, ma anche su una solida collaborazione professionale.
Dopo il matrimonio, William riprese il suo lavoro di docente, ma poco dopo aver avuto il loro primo figlio, i due dovettero trasferirsi perché le ore di insegnamento di lui non fruttavano adeguatamente per le esigenze della famiglia. Iniziò un periodo difficile, alla ricerca di un luogo dove fosse possibile trovare un incarico sufficientemente remunerativo per lui e un ambiente abbastanza aperto da permettere anche a lei di continuare il suo lavoro. Così decisero di recarsi a Gottinga per far visita a Felix Klein, che li incoraggiò a occuparsi della nascente teoria degli insiemi.
Fino a quel momento, William si era dedicato più che altro alla docenza, ma lei lo incoraggiava a seguirla nella sua attività di ricerca. Dopo aver lasciato Gottinga, la famiglia si stabilì a Ginevra. Insieme ebbero un periodo molto fecondo, anche se lui era spesso lontano, a causa di una serie di incarichi accademici in varie università, grazie alla fama ottenuta in quella attività di ricerca comune. Basti pensare che negli anni dal 1913 al 1919, Will occupò contemporaneamente due cattedre universitarie, una a Calcutta e una a Liverpool.
I loro interessi erano la topologia della retta e del piano reali, la teoria della misura e dell’integrazione, le serie di Fourier e i fondamenti del calcolo differenziale. Su questi argomenti diedero un contributo fondamentale: in una decina di anni furono autori di 214 articoli e diversi libri, oltre a mettere al mondo i loro sei figli. Di quei 214 articoli, 13 sono firmati da entrambi, 18 dalla sola Grace e i restanti 183 hanno William come unico autore.

Gli storici della matematica ritengono attualmente che la parte svolta da Grace in tutto quel lavoro collaborativo sia stata molto più ampia di quello che appare. Del resto è lo stesso William a riconoscerlo in una lettera indirizzata a lei: «Il fatto è che i nostri articoli dovrebbero essere pubblicati a nome di entrambi, ma se ciò accadesse nessuno di noi ne trarrebbe beneficio. No. A me spettano ora gli allori e la conoscenza. A te solo la conoscenza. Tutto a mio nome ora, e più tardi, quando non sarà più possibile procurarsi pane e pesce in questo modo, tutto o gran parte a tuo nome. Al momento non puoi intraprendere una carriera pubblica. Hai i tuoi figli. Io posso e lo faccio» e aggiunge, non senza una punta di autoironia: «Sono molto contento che tu stia facendo progressi con le idee. In un certo senso mi sembra di insegnarti qualcosa, proponendoti problemi che io stesso non sarei in grado di risolvere, ma che ti permetto di affrontare».
Grace, dal canto suo, accettava di buon grado questo ménage: nei lunghi periodi di lontananza di lui, si dedicava a moltissime attività: scriveva libri di scienza per bambini tra cui uno sulla riproduzione, intitolato Bimbo e le rane, dedicato al primogenito Frank, che Grace e William chiamavano affettuosamente Bimbo; insegnò a ciascuno dei sei figli un diverso strumento musicale, imparò a parlare ben sei lingue e completò con successo gli studi di medicina, che sua madre le aveva impedito di intraprendere da giovane, senza tuttavia fare il tirocinio necessario per esercitarla.
Nello stesso tempo portava avanti le sue ricerche nel campo del calcolo infinitesimale. Pubblicò, stavolta a suo nome, un saggio Derivate infinite, che le valse il premio Gamble del Girton College nel 1915.

Nello stesso anno, dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale, la famiglia fu gravemente colpita: il primo figlio, Franck, pilota della Raf, perse la vita in combattimento.
Grace fu devastata da questa tragedia e non si riprese mai completamente. A poco a poco la sua vena creativa si spense e intorno al 1920, non ancora cinquantenne, interruppe completamente le sue ricerche in matematica. Da quel momento anche Will, senza il supporto di lei, smise la sua attività e accettò solo incarichi onorifici.
Poco dopo lo scoppiare della Seconda guerra mondiale, Grace decise di recarsi a Parigi per mettere in salvo i suoi nipoti, nel timore che la guerra si allargasse a tutta Europa, con l’intenzione di rientrare subito a Ginevra. Ma l’invasione della Francia da parte dei tedeschi fece precipitare gli eventi: Grace riuscì a portarli a Londra, ma rimase bloccata in Inghilterra senza poter tornare a casa. Suo marito rimase in Svizzera con la loro governante e questa separazione forzata lo condusse in uno stato di profonda prostrazione, dal quale non riuscì a riprendersi. Morì nel 1942, senza riuscire a ricongiungersi con la sua amata Grace. Lei gli sopravvisse due anni e si spense a Londra per un attacco cardiaco. Non fece in tempo a ricevere la laurea ad honorem che il Girton College intendeva conferirle.
Grace e Will trasmisero ai loro figli l’amore per lo studio: tre di loro, Cecily, Helen Marion e Laurence divennero matematici; la figlia Janet realizzò il sogno materno di diventare medica; il figlio minore, Patrick, si laureò in chimica e poi si dedicò alla finanza pubblica.
La loro nipote Sylvia Wiegand, anche lei matematica all’Università del Nebraska, è stata presidente della Association for Women in Mathematics.
In copertina: Grace Chisholm Young. Wikimedia Commons. (Particolare).
Per saperne di più:
- Riddle, Larry (2022). “Grace Chisholm Young”. Biografie di donne matematiche. Agnes Scott College.
- Cartright, ML (1942). “Grace Chisholm Young”. Journal of the London Mathematical Society.
- Grace Chisholm Young, su Wikipedia (consultato il 23/05/2026 alle ore 16:00)
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Articolo di Maria Grazia Vitale

Laureata in fisica, ha insegnato per oltre trent’anni nelle scuole superiori. Dal 2015 è dirigente scolastica. Dal 2008 è iscritta all’Associazione per l’Insegnamento della Fisica (AIF) e componente del gruppo di Storia della Fisica. Particolarmente interessata alla promozione della cultura scientifica, ritiene importanti le metodologie della didattica laboratoriale e del “problem solving” nell’insegnamento della fisica.
