Magie del bosco 

Il mio rapporto con la montagna è cambiato nel corso degli anni. Da luogo nel quale trascorrere qualche giorno di vacanza in estate o in inverno a luogo nel quale da pensionata posso andare in diversi periodi dell’anno, anche solo per una gita giornaliera, una passeggiata in un bosco.  
Con più tempo libero a disposizione, minori velleità sportive a causa dell’età che si fa sentire, e soprattutto aver imparato a godere lo sfuggente presente, il bosco di Sesera in Abruzzo, facilmente raggiungibile da Roma, città nella quale vivo, è diventato per mio marito e per me un luogo del cuore, una fonte di benessere. Il bosco di Sesera, detto anche bosco di Oricola, è un sito di interesse comunitario, consta di un’area di circa 600 ettari per il 91% nel comune di Oricola e per il 9% nel comune di Carsoli e segna il confine dell’Abruzzo marsicano con i comuni laziali di Riofreddo, Vallinfreda e Vivaro Romano.  
Da Civita di Oricola partono diversi sentieri che offrono delle passeggiate suggestive, alcune non impegnative, che consentono di vivere il passaggio delle stagioni e di godere i cambiamenti determinati nel corso della giornata dai giochi della luce che, filtrando tra le foglie degli alberi, esalta o nasconde particolari di un paesaggio conosciuto.  
Nel bosco di Sesera si possono ammirare castagni, cerri, faggi, pioppi, querce, roveri, tigli, oltre a cespugli di more e fragoline di bosco. 
Gli alberi che si protendono verso il cielo, come guglie di cattedrali gotiche, con le loro ombre che si allungano e si accorciano o che con i loro intrecci di rami formano delle gallerie sono meravigliosi e per ringraziarli tutti, ogni tanto, ne abbraccio uno. 
Per quanto riguarda la fauna sono presenti soprattutto uccelli, tra i quali poiane, allocchi, picchi rossi, averle, e il lupo: nonostante la sensazione provata diverse volte di essere osservati da occhi nascosti al nostro sguardo, oltre qualche averla, farfalle e api non abbiamo visto altro. 
Questo luogo è frequentato prevalentemente da abitanti delle zone limitrofe e ciò consente di godere in tranquillità la natura tutto l’anno. Il bosco ha un suo fascino in tutte le stagioni e già solo quando inizio a percorrere un sentiero provo la sensazione di entrare in una magia e di attraversare un mondo non conosciuto, in cui i miei sensi sono all’erta per percepire rumori o per cogliere segnali di un cambiamento repentino del tempo e dell’avvicinarsi di un temporale. 
Pur amando i colori del bosco in tutte le stagioni, le passeggiate autunnali mi hanno regalato emozioni più intense. Come percorrere un sentiero in una giornata di sole e sentire il suono del vento che muove dolcemente i rami degli alberi che lasciano volteggiare le foglie nell’aria per atterrare al suolo e formare un tappeto di caldi colori. Oppure camminare su un sentiero fangoso e vedere una distesa di ciclamini che si perde a vista d’occhio. 
Se l’inizio di una passeggiata non interrompe la conversazione in atto, man mano che ci addentriamo nel bosco, le parole si diradano fino a scomparire del tutto e nel percorso di ritorno è bello condividere sensazioni ed emozioni, con la possibilità di poterci tornare anche solo il giorno dopo perché ormai fa parte della nostra vita. 

In copertina: foto di Anna Pascuzzo. 

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Articolo di Anna Pascuzzo

Ho svolto la maggior parte della mia vita lavorativa in un ente previdenziale. Sono laureata in Lettere moderne, indirizzo storico e in Psicologia dello sviluppo, dell’educazione e del benessere. Nell’ultimo quinquennio il mio interesse per le tematiche di genere è stato ed è costante e continuo e costituisce un significativo filtro di lettura della quotidianità.

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