L’itinerario odierno parte da Donnas, caratteristico borgo della Bassa Valle d’Aosta, conosciuto per i resti romani dell’antica Via delle Gallie e per i suoi vitigni “eroici”, che andrò a risalire, con la mia compagna di cammino, per arrivare al Santuario di Notre Dame de la Garde e quindi a Perloz, antico borgo medievale.

È una calda mattinata di inizio aprile, con sole e cielo azzurro, senza una nuvola; l’alta pressione da giorni insiste sulle Alpi portando le temperature a livelli insoliti per la stagione.
Lasciando la strada asfaltata prendiamo un sentiero che, con tratti e scalini di pietra molto ripidi, risale i terrazzamenti di questi vitigni “eroici” da cui si produce un ottimo Nebbiolo, che in Valle d’Aosta è chiamato “Picotendro”. Sono definiti “eroici” i vigneti che si trovano su pendenze superiori al 30%, ad altitudini oltre i 500 metri e coltivati su terrazze o gradoni.

Salendo costeggiamo una monorotaia che solo da alcuni anni facilita il faticoso lavoro in vigna. Pensiamo a quando questo prezioso ausilio non c’era e tutto era trasportato a mano.

Notiamo la presenza di una vegetazione particolare: piccoli fichi d’India, ginestre e una grande agave, la più grande della Valle d’Aosta, testimoni di come questo versante assolato, chiamato in patois (la lingua franco-provenzale parlata tuttora in Valle) adret, goda di un particolare microclima, quasi mediterraneo.


Passiamo presso la località Barma d’Amour, grande ambiente rurale dove il tempo pare si sia fermato.
La mulattiera ora risale un castagneto per poi incrociare la strada asfaltata e, con una breve salita, siamo al bel Santuario di Notre Dame de la Garde. Posto in posizione panoramica, l’edificio fu costruito nel XVI secolo su un ripido pendio e domina l’abitato di Pont St. Martin. Nei pressi del Santuario una lapide ricorda gli ex internati caduti nei lager nazisti.



Una breve sosta per rifocillarci in compagnia di un gatto affettuosissimo e riprendiamo la strada asfaltata che ci porta al Borgo medievale di Perloz, con le sue strette vie e antiche abitazioni, fra cui spiccano il Castello Charles e il Castello Vallaise.

In un locale, poi, è possibile ammirare un grande torchio comunitario per le vinacce.

Una pagina a sé andrebbe poi scritta per le tragiche vicende che si svolsero a Perloz e nei suoi dintorni durante la Seconda guerra mondiale. Infatti in questi luoghi agivano numerosi partigiani e partigiane facenti capo alla Brigata Lys e molte sono le lapidi che abbiamo incontrato in questo cammino: tutte giovani vite che si sono sacrificate per la nostra libertà.



Perloz, soprattutto nel 1944, subì terribili rappresaglie a opera dei nazifascisti, che incendiarono gran parte del borgo. La più grave avvenne il 30 giugno 1944. In quell’occasione i repubblichini dettero fuoco a 23 case del capoluogo, tra cui il Castello, dando sfogo alla massima violenza, spaccando tutto, sparando e rubando (dalla lapide che è riportata nel Paese). Tuttora in paese è presente il Museo della Resistenza della Brigata Lys, ospitato in una grande casa, acquistata dalla Brigata stessa nel 1946. Perloz è stata insignita della medaglia di bronzo al valor militare «per l’indomita della popolazione interna contro i nazifascisti».

Riprendiamo a ritroso la strada asfaltata e quindi di nuovo la mulattiera lastricata in discesa nel bosco di castagni. Decidiamo di deviare per un sentiero meno ripido e sempre immerso nel bosco, che ci porterà di nuovo a riprendere i vitigni.

La giornata è ancora molto calda ed è piacevole camminare in discesa in questi boschi. Arriviamo quindi a incontrare la strada asfaltata che a mezza costa, fra qualche ulivo e tanti vitigni, ci riporta alla partenza di questa mattina. Questa escursione, da evitare nei mesi estivi per il caldo, si può effettuare tranquillamente anche da ottobre fino a maggio. Col passo di un escursionista medio lo abbiamo percorso, tra andata e ritorno, in quattro ore e mezza, con uno sviluppo di circa 11 km e un dislivello in salita di 500 metri.
Una variante per camminatori e camminatrici audaci, calcolando un’ora in più, sale dal Borgo di Perloz costeggiando una ripida parete di roccia per poi ridiscendere di nuovo al Santuario di Notre Dame de la Garde, in un piccolo anello.
Tutte le foto di questo cammino sono di Marco Peccenati.
In copertina: i vitigni eroici di Donnas.
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Articolo di Marco Peccenati

Montanaro di pianura, socio del Cai di Melegnano, con un passato da alpinista, ha alternato la passione per le lunghe distanze, a piedi, in bicicletta e sugli sci di fondo a quella per la montagna “non addomesticata”. Frequenta assiduamente le valli valdostane, che ama percorrere in tutte le stagioni. Come il pastore di stambecchi Louis Oreiller «dove l’orizzonte è piano non sa stare».
