Pioniere d’Europa. Un ponte verso il futuro a Riva del Garda

Il bel progetto Pioniere d’Europa. Un ponte verso il futuro, di cui sono stati protagonisti studenti della 3A del Liceo Scientifico Andrea Maffei, ha visto la partecipazione anche di Toponomastica femminile, che è stata invitata a Riva del Garda alle “tappe” di apertura e chiusura; si è trattato di un lavoro lungo e articolato, accompagnato e indirizzato dalla curatrice del progetto Giulia Mirandola.
È stato un viaggio di sei mesi, da gennaio a giugno, con incontri di approfondimento e pratici, che hanno condotto tutta la classe 3A all’analisi della toponomastica femminile nel Comune di Riva del Garda, culminata nella creazione di un quaderno di documentazione. A questo si aggiunge la realizzazione di una mappa per il trekking urbano e, infine, la formulazione di una proposta indirizzata all’Amministrazione comunale per l’intitolazione di uno spazio pubblico a una donna.

Quaderno di documentazione a cura della 3A del Liceo Maffei

Dello sviluppo del progetto, delle sue fasi e delle sue tappe si racconta alla cittadinanza il 5 giugno nel corso della Notte degli Archivi, una serata ideata nel contesto di Archivissima, il festival di livello nazionale, arrivato alla sua nona edizione, dedicato alla promozione e alla valorizzazione dei patrimoni conservati negli archivi storici di enti, istituzioni e imprese.
Riva del Garda partecipa anche all’edizione 2026 del Festival. Quest’anno il filo conduttore è la ricerca di Quello che non c’è: si tratta di un tema curioso, affascinante e intrigante, che mira a interrogare gli archivi e gli enti sui patrimoni culturali sommersi, con lo scopo di immaginare e capire che rumore fanno i silenzi e le assenze. L’Archivio e la Biblioteca di Riva, con la referente Anita Malossini, hanno interpretato con originalità il tema dell’assenza e orientato con precisione la loro ricerca verso quello che non c’è nelle strade e piazze della città. Da qui il titolo della Notte degli Archivi: Dai nomi delle donne, ai nomi delle vie delle donne. Una ricerca sulla toponomastica femminile a Riva del Garda, in Italia e nel mondo.

Locandina della Notte degli Archivi 2026 a Riva del Garda

In questa Notte degli Archivi rivana sono gli/le studenti in prima persona a raccontare la loro esperienza. Da subito mi sorprende il titolo d’effetto che hanno ideato per il loro intervento: Avere 16 anni e intitolare una via a una Pioniera d’Europa. Cosa succede quando la storia incontra lo sguardo dei giovani? Credo che la scelta migliore per capire il valore di questo impegno corale sia far parlare la curatrice e poi le stesse e gli stessi studenti, che hanno lavorato anche con il coordinamento delle prof.sse Laura Benzi e Claudia Pellegrini Parisi.
Giulia Mirandola racconta: «L’uscita con ragazze e ragazzi nelle vie di Riva è stata fondamentale per dare concretezza all’esperienza di camminare sulle vie delle donne e preparare la realizzazione di una mappa a loro dedicata». La classe si è avventurata in un viaggio immersivo nella città, l’ha percorsa con occhi diversi alla scoperta delle 15 intitolazioni femminili, le ha messe a confronto con le ben più numerose intitolazioni maschili — a oggi 81 strade — sul totale complessivo delle 230 strade presenti nella cittadina di Riva del Garda. 
Per immergermi ancora di più in questa avventura toponomastica, sfoglio il quaderno di documentazione che ci viene distribuito. Mi cattura il titolo del capitolo Le strade sono storie da leggere, che si rivela una sintesi chiara ed eloquente del lavoro svolto dalla classe.

La classe 3A del Liceo Scientifico Maffei

«Una fresca mattina di primavera siamo uscite/i da scuola con un obiettivo preciso: scoprire, mappare e fotografare le vie intitolate a figure femminili a Riva del Garda. Sembrava un compito quasi superficiale, ma via dopo via ci siamo rese/i conto dell’importanza del lavoro che stavamo svolgendo. Camminando tra le vie della città, cartina alla mano, abbiamo cercato i cartelli stradali, li abbiamo fotografati e abbiamo registrato la loro posizione. Questo lavoro ci ha permesso di costruire una panoramica più chiara del rapporto tra vie maschili, femminili e neutre, un rapporto che spesso diamo per scontato ma che, in realtà, racconta molto della nostra cultura e delle nostre abitudini… Il nostro percorso ci ha permesso di riflettere su come la memoria delle donne venga rappresentata, o talvolta dimenticata nello spazio in cui viviamo ogni giorno.
Inoltre ci ha mostrato che anche una semplice passeggiata può trasformarsi in un’occasione per comprendere meglio la nostra città e la nostra storia. Proprio per questo abbiamo creato un itinerario che permette a ognuna e ognuno di noi di attraversare queste vie e avere la possibilità di riflettere su una questione che riguarda da vicino noi cittadini e cittadine e i luoghi in cui viviamo. Per concludere, questo progetto ci ha insegnato qualcosa di veramente importante: le strade non sono solo luoghi da attraversare, ma storie da leggere».

Come abbiamo anticipato, questo progetto ha portato la classe 3A a conoscere importanti figure femminili del Novecento attraverso le pagine del libro illustrato Pioniere. Le donne che hanno fatto l’Europa (testi di G. Mirandola e P. Caporaso, illustrazioni di M. Nanut, ed. Settenove 2022).

Copertina libro Pioniere

A partire dalle loro biografie, dal loro impegno e dal loro contributo alla storia e al pensiero europei, per la classe è stato possibile fare una scelta e decidere a quale “pioniera d’Europa” intitolare lo spazio pubblico. Personalmente rimango colpita dal percorso seguito, che si rivela un vero esercizio di democrazia e di cittadinanza attiva: tramite votazione è stata eletta a maggioranza Sofia Corradi.
In questa Notte degli Archivi, uno studente legge con emozione la lettera indirizzata al Sindaco: ancora una volta sono stupita dalla maturità e dalla sensibilità che hanno guidato la loro scelta. Uno sguardo ampio, largo, una mentalità aperta e allora, di nuovo, diamo la parola a ragazze e ragazzi: 

«Chi era Sofia Corradi e perché è una pioniera di Europa? Soprannominata mamma Erasmus, Sofia Corradi ha lottato per decenni affinché l’Europa abbattesse le sue frontiere universitarie. Nel 1987 ha dato vita al programma Erasmus permettendo a milioni di giovani di studiare all’estero e di costruire, insieme, una reale integrazione e pace tra i popoli. Perché proprio il ponte dei lucchetti a Riva del Garda? La scelta di questo specifico ponte non è casuale, ma racchiude tre significati profondi.
Il primo: il valore del ponte. Per definizione il ponte unisce ciò che la natura ha separato. Sofia Corradi ha fatto esattamente questo: ha gettato ponti culturali tra le nazioni europee.
Il secondo: il legame con i/le giovani. Quel ponte, noto a Riva per i lucchetti lasciati dai ragazzi e dalle ragazze, è già nel nostro cuore. L’Erasmus è il programma per le persone giovani per eccellenza. Associare il nome di Sofia Corradi a quel luogo significa richiamare ogni volta che lo si attraversa lo spirito di unione, di scoperta e di futuro che caratterizza le nuove generazioni.
Il terzo: la vocazione internazionale di Riva. La nostra città è da sempre un crocevia di turisti, culture e relazioni internazionali. Avere un “Ponte Sofia Corradi – Mamma Erasmus” racconterebbe al mondo che Riva è una città aperta, accogliente e profondamente europea».

Il Ponte Sofia Corradi – Mamma Erasmus

La serata è proseguita con la presentazione da parte della curatrice Giulia Mirandola della mostra itinerante sulle Pioniere d’Europa. Un percorso visivo unico, tratto dall’omonimo albo illustrato di Pina Caporaso e Giulia Mirandola, articolato all’interno della bellissima Biblioteca, che dalle finestre offre una vista impagabile sul lago di Garda. La mostra permette di scoprire e conoscere meglio figure che spesso non trovano abbastanza spazio nei libri di storia, nonostante abbiano contribuito in modo significativo alla costruzione dell’Europa. Oltre a Sofia Corradi, Ada Rossi, Ursula Hirschmann, Simone Veil, Louise Weiss, Sophie Scholl…
Concludiamo la Notte con il mio intervento. Il titolo Il genere invisibile risulta del tutto coerente con il tema di Archivissima 2026, cioè con la ricerca di quello che non c’è. Ragazze e ragazzi hanno analizzato e scritto in merito ai dati toponomastici della loro città; a me spetta solo confermarli e confermare che Riva del Garda vanta valori percentuali decisamente migliori rispetto ai dati medi nazionali. Il rapporto strade totali/strade femminili è del 6,5%, l’indice di femminilizzazione (rapporto percentuale tra intitolazioni maschili e femminili) è pari al 18,5%. 
Dati quindi parzialmente confortanti, ma — ciononostante — dati che continuano a denotare un forte squilibrio tra intitolazioni femminili e maschili. Molto resta ancora da fare, anche se mi piace evidenziare che il percorso fin qui svolto ha aperto la via a nuove consapevolezze. E allora, chiudiamo con le parole della vicesindaca Barbara Angelini che, nel suo intervento di apertura di questa Notte degli Archivi, ha ben sintetizzato contenuti e valori del progetto della classe 3A: «Questo progetto nasce da un’assenza che diventa domanda, da una domanda che diventa ricerca».
Buona continuazione a tutte e tutti noi!

In copertina: foto presente all’interno del Quaderno di documentazione a cura della 3A del Liceo Maffei.

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Articolo di Bruna Proclemer

Referente per il Friuli Venezia Giulia dell’associazione Toponomastica femminile e componente della Comm. Toponomastica del Comune di Udine. Laureata in Giurisprudenza, dirigente amministrativa prima per la Sanità Alto Friuli, poi per il Comune di Udine. Ha seguito attività, eventi e progetti della Comm. Pari opportunità di Udine, della Casa delle Donne e del suo Centro di documentazione.

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