«La cura è un diritto della persona», così si legge sul sito dell’Andos, l’Associazione nazionale donne operate al seno, in cui operano diverse figure specialistiche, negli ambiti medici, psicologici, fisioterapici e altri, che incontrano le migliaia di donne che vivono l’esperienza traumatica di un tumore, nei suoi molteplici aspetti che vanno dalla prevenzione agli elementi psico-emotivi, senza trascurare le ricadute sociali ed economiche nella vita quotidiana. L’associazione Andos è nazionale, ma è punto di riferimento di molti comitati territoriali.
Per conoscere meglio le attività e le caratteristiche dell’associazione in territorio marchigiano, rivolgiamo ora alcune domande a Raffaella Ramazzotti, psicologa-psicoterapeuta familiare, del Comitato Andos di Ancona.

In che cosa consiste il tuo supporto specialistico alle donne che vivono la difficile esperienza del tumore al seno e in che momento le incontri del loro percorso, da quando scoprono la malattia a quando ritornano a casa dopo l’operazione?
In qualità di psicologa e psicoterapeuta, a indirizzo sistemico-relazionale-simbolico-esperienziale, solitamente si rivolgono a me le socie che hanno già affrontato da più o meno anni il tumore al seno, sono state operate e spesso hanno già concluso la parte post-riabilitativa più importante: i trattamenti oncologici di radioterapia e chemioterapia. In alcuni casi sono ancora in trattamento ormonale. Solitamente mi chiedono di aiutarle a migliorare la loro qualità di vita, ad affrontare meglio stati ansiosi o depressivi, emozioni difficili da digerire come la paura di recidive, supportarle nel ricostruire un’immagine di sé stesse più soddisfacente, operando scelte a volte innovative per prendersi più cura di sé ed esprimere meglio i propri bisogni, specie con i mariti e altri familiari. A volte sanno cosa desiderano, ma non sanno come arrivare a ottenerlo. Tutto parte da un ascolto empatico e da un rispecchiamento positivo delle loro qualità e risorse.
Sappiamo che hai partecipato ad Ancona al Convegno della Regione Marche Agire con le parole, indetto da Reti culturali, in cui hai presentato anche diversi casi clinici da te affrontati, ce ne vuoi illustrare alcuni?
I casi di cui ho parlato al Convegno Agire con le parole erano relativi ai primi anni in cui sono entrata nel Comitato di Ancona, nel 2013. Posso parlarvi di una socia che era appena entrata in associazione in quel periodo, da poco andata in pensione, per la quale affrontare questo impatto con il tumore è stato come un fulmine a ciel sereno; nei primi colloqui di consulenza mi aveva raccontato un suo incubo successivo alla diagnosi, che ho riportato nella mia presentazione: «Era tranquilla, quando all’improvviso le cade sopra una massa d’acqua enorme, con un peso notevole e lei rimane lì, ferma, immobile, a ricevere questa quantità di acqua sopra di sé e con il pensiero che forse ce la fa o forse no, l’incertezza di riemergere». Nel suo percorso psicologico, questa socia ha affrontato l’accettazione di questo trauma, ha ottenuto un sostegno emotivo anche rispetto ai pesi che si sentiva di avere sulle spalle, come l’accudimento di sua suocera molto anziana, problematiche di coppia con suo marito — insorte nei suoi squilibri emotivi — eccessi di rabbia nel periodo di trattamento ormonale e l’armonia da mantenere con i suoi figli giovani adulti.
Più recentemente ho seguito, per un secondo percorso, una socia quasi mia coetanea, a cui avevo effettuato un primo servizio psicologico nel 2013 e che a distanza di circa 10 anni aveva avuto un secondo tumore al seno, che l’aveva portata a scegliere di operarsi anche agli organi genitali per ridurre rischi futuri, oltre che affrontare una mastectomia. Il suo bisogno era soprattutto relativo al rapporto di coppia con suo marito, non troppo empatico con lei e con i suoi bisogni di sentirsi vista, amata, compresa e ascoltata da lui, senza nascondere problemi più di natura sessuale, in una vita familiare che l’aveva portata ad avere tre figli con suo marito, ormai giovani e adolescenti.

Al Convegno hai parlato di Arte terapia e Mindfulness: di che cosa si tratta?
Fin dal primo anno di ingresso nel Comitato Andos di Ancona ho deciso di portare alle socie anche un servizio di promozione del benessere e di prevenzione attraverso la proposta di laboratori di gruppo in cui poter sperimentare in un clima di accoglienza, di non giudizio e senza interpretazione, approcci espressivi quali l’Arte terapia e la meditazione di consapevolezza Mindfulness. La mia formazione in Arte terapia deriva dall’associazione di Art Therapy italiana a indirizzo psicodinamico, presente in Italia dagli anni ’80. Il processo di realizzazione dell’immagine, effettuato in presenza del conduttore e del gruppo, può stimolare la persona a entrare in contatto con sentimenti e sensazioni antiche e con sentimenti relativi al qui ed ora.
L’oggetto artistico fornisce un mezzo di comunicazione tra il soggetto/gruppo e il terapeuta e può fungere da contenitore di emozioni di grande intensità che non possono essere espresse con facilità.
I lavori artistici sono il mezzo per l’espressione e la comunicazione del mondo interno — emozioni, fantasie e pensieri — e offrono un luogo dove dare una forma visibile e condivisibile ai propri vissuti.
Non sono necessarie competenze artistiche o pittoriche, perché ogni espressione va bene così com’è e comunica un sentire profondo. Negli incontri del laboratorio si creano immagini personali a cui dare un titolo e trovare delle parole chiave che lo descrivano, si raccontano queste immagini alle altre e agli altri e si creano a volte lavori in sottogruppi in cui mettere insieme immagini e pensieri.
Circa i laboratori esperienziali di Mindfulness, l’obiettivo è quello di offrire uno spazio di sperimentazione della modalità dell’essere tipica della meditazione di consapevolezza, con pratiche statiche e dinamiche che possano portare corpo, mente ed emozioni nel qui ed ora, senza giudizio e orientando volontariamente l’attenzione. Ciò aiuta nella gestione e riduzione dello stress, dell’ansia e di problematiche fisiche che la persona può avere, riducendo gli automatismi della mente. Oltre a pratiche guidate ci sono sempre momenti di condivisione libera dell’esperienza, per chi vuole dire qualcosa di ciò che ha vissuto. Il riscontro che negli anni ho ricevuto dalle partecipanti, socie e non, è sempre stato estremamente positivo, a volte intimo a volte più giocoso, ma con la libertà di essere sé stesse.
Riporto alcune considerazioni ricevute al termine di alcuni laboratori di Arte terapia: Socializzazione, serenità, piacere.
«Si arriva in un modo, si esce ‘diverse’. La libertà di usare e di sperimentare il materiale e noi stesse, aiuta a confermare pensieri, a scoprire parti nuove del nostro ‘dentro’ e ad aprire finestre su aspetti lontani e sconosciuti che non pensavamo di avere. Il gruppo dà forza, sostegno, accoglienza, occasione di scambio e di confronto».
«Uno spazio di condivisione in cui tirare fuori sé stesse su un foglio di carta senza aver paura di essere giudicate».
«Il gruppo arricchisce: ognuna porta qualche cosa di sé che aiuta a capire di più le proprie sensazioni ed emozioni. Quindi ringrazio ciascuna per l’apporto che ha dato […]»

Ascoltiamo ora anche la voce di Daniela Ronchi, presidente dell’associazione Andos di Ancona.
Da quanto tempo l’associazione opera sul territorio e quali sono i suoi scopi?
Il Comitato Andos Odv di Ancona (Associazione nazionale donne operate al seno) è presente sul territorio anconetano dall’ottobre 2005. Lo scorso anno abbiamo festeggiato il nostro primo “ventennale”. Grande traguardo e grande soddisfazione per il Comitato!!
La nostra realtà nasce dalla necessità di poter aiutare e sostenere tutte le donne colpite dalla malattia durante il loro percorso di guarigione, con una presenza costante ed empatica, offrendo loro i vari supporti di cura-sostegno di cui in quel preciso momento necessitano. Ci avvaliamo per questo della consulenza specifica di tutte le professioniste che da sempre ci affiancano e con la loro competenza concorrono alla realizzazione di un aiuto concreto alle donne malate. Questo è l’obiettivo principale che ci sostiene sempre. L’incontro con altre donne che stanno vivendo o hanno vissuto la malattia è di fondamentale importanza, non solo è terapeutico ma incoraggiante.
Condividere le stesse esperienze, anche se con vissuti diversi, trovarsi assieme dopo l’incertezza del futuro per poterne parlare, è un modo per scaricare le proprie ansie, con chi sa di cosa stai parlando, perché come te lo ha vissuto sulla propria pelle. Tutto questo non solo è benefico, ma è “curativo”… è sorellanza.
Il momento culminante dell’attività del Comitato, durante l’anno, è senza dubbio l’Ottobre Rosa, mese dedicato a livello nazionale e internazionale alla prevenzione del Tumore al seno. Durante questo mese sono molteplici le iniziative che attiviamo per ricordare a tutte la fondamentale importanza della prevenzione: sia con le visite senologiche gratuite, che offriamo attraverso la collaborazione del nostro personale medico referente, sia con la promozione dell’adesione allo screening senologico.
In questo mese sono diverse le conferenze aperte alla cittadinanza tenute da competenti esperte, su tematiche specifiche, con il preciso intento di far conoscere alla cittadinanza l’importanza di fare prevenzione per tutelare la salute al meglio. La prevenzione è vita!


Quali sono i corsi più frequentati e che sono risultati più utili alle donne che avete seguito nel centro? Abbiamo sentito parlare di Assapora la vita… è uno di questi?
Sono diversi i corsi che attiviamo durante l’anno. Assapora la Vita è stato uno dei primi incontri che abbiamo avuto tra figure mediche specifiche e uno chef famoso, per presentare un ricettario di facile realizzazione, studiato appositamente per migliorare lo stile di vita e la salute attraverso una sana ed equilibrata alimentazione.
L’incontro aperto alla cittadinanza si svolgeva alle Muse, è stato presentato dalla conduttrice televisiva Elisa Isoardi e ha avuto un notevole successo. Il ricettario, che continuiamo a proporre, è un valido supporto nelle diete e un aiuto prezioso per menù buonissimi.
I nostri corsi spaziano dallo Yoga Ratna, per un benessere Mente-Corpo, all’Arteterapia, per dare libero sfogo alla propria fantasia e creatività, ai corsi di Mindfulness per ritrovare un equilibrio Psico-Fisico importantissimo. Il progetto Agopuntura in Oncologia è stato un successo clamoroso: tantissime donne in terapia oncologica hanno tratto reali benefici da questa pratica antica e curativa della medicina integrata.
Ci sono poi i corsi sulla riabilitazione del pavimento pelvico, importantissimi per chi fa terapie o ha fatto terapie ormonali. Il corso teorico-pratico di auto esame del seno, tenuto dal nostro senologo, ha avuto un grande seguito proprio per la possibilità immediata d’imparare a conoscere il proprio seno attraverso le prove pratiche su simulatori atti allo scopo.
Associazioni come questa sono sicuramente un buon supporto al Servizio sanitario nazionale: in che cosa, secondo voi, è più carente e in che modo andrebbe implementato? C’è una buona collaborazione fra voi e il livello istituzionale?
Le Istituzioni nel corso degli anni ci sono state vicine. Nel 2015 il Comitato ha ospitato il XXXIII Congresso nazionale Andos; i Congressi sono itineranti e ogni anno si tengono nella città di uno dei quasi 50 comitati d’Italia. Nel 2015 per noi è stato un grande sforzo organizzativo, ma anche d’aiuto pubblico. La sede congressuale era al Ridotto del Teatro Le Muse. Il Dipartimento della Marina militare ci ha ospitato nel suo Circolo Sottuf.li per molti eventi durante i tre giorni dei lavori. Erano presenti, oltre alle Autorità istituzionali, regionali, religiose e militari, circa 200 donne provenienti da tutti i Comitati d’Italia; è stato un modo per far conoscere la città, la sua ospitalità, i suoi monumenti, la sua cultura… e la sua riviera del Conero. Apprezzatissima da tutti la location della Cena di Gala al Fortino Napoleonico nell’incantevole baia di Portonovo. Durante l’Ottobre Rosa il Comune illumina di rosa alcuni dei monumenti più rappresentativi della città, come la Fontana delle tredici Cannelle. L’Autorità portuale, che da sempre ci sostiene in questo nostro percorso di divulgazione della prevenzione al tumore mammario, illumina di rosa lo splendido Arco di Traiano, una vera meraviglia e di questo siamo loro infinitamente grate.
Ringraziamo chi opera con capacità e altruismo in associazioni fondamentali per il benessere psico-fisico di tante e tante persone, in questo caso donne che hanno dovuto affrontare e superare momenti di estrema difficoltà, che rischiano di mettere a dura prova non solo loro stesse, ma anche tutto il tessuto familiare e sociale a loro vicino.
In copertina: particolare dal sito Andos.
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Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, già docente di filosofia/scienze umane e consigliera di parità provinciale, tiene corsi di formazione, in particolare sui temi delle politiche di genere. Giornalista pubblicista, è vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile e caporedattrice della rivista online Vitamine vaganti.
