In cammino verso le Cime Bianche

Il Vallone delle Cime Bianche è situato nell’alta Val d’Ayas, è protetto quasi interamente dalla Zps-Zona di Protezione Speciale; in maniera specifica, tale zona è denominata “Ambienti glaciali del gruppo del Monte Rosa”, fa parte della Rete Europea Natura 2000, il principale strumento dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità, una Rete ecologica diffusa in tutti gli Stati membri, istituita per proteggere gli habitat naturali e le specie di flora e fauna rare o minacciate. Anche una Legge regionale della Valle d’Aosta, la n. 8 del 2007, recependo le direttive europee, vieta la costruzione di impianti di risalita e piste da sci. Ma proprio qui cominciano i problemi; da anni il Vallone è minacciato da un progetto di collegamento funiviario con la Valtournenche (quindi Cervinia) che andrebbe a intaccare, anche nella migliore delle cinque ipotesi e l’ennesimo studio di fattibilità, e snaturare definitivamente “l’ultimo Vallone selvaggio del Monte Rosa”. Il collegamento è promosso dalle società che gestiscono gli impianti da sci e sostenuto, questo è il paradosso, dall’attuale Giunta regionale della Valle d’Aosta.
Numerose sono le voci e le iniziative che in questi anni si sono alzate in difesa del Magnifico Vallone. Fra queste da segnalare: il comitato Insieme per Cime Bianche, il comitato Ripartire dalle Cime Bianche, di cui Marcello Dondeynaz è il referente, che ha promosso una raccolta firme per promuovere il Vallone all’interno di un Parco del Monte Rosa, il Cai sia in ambito nazionale che in diverse sezioni locali, Mountain Wilderness, Legambiente, Fridays For Future. Degno di nota è il Progetto fotografico nato nel 2017 “L’ultimo Vallone selvaggio. In difesa delle Cime Bianche”, iniziativa di conservazione che ha come motto “Conservation is the key”. Tale Progetto è stato fondato da Annamaria Gremmo (intervistata qui: https://vitaminevaganti.com/2023/12/30/un-premio-alla-speranza-attiva-di-annamaria-gremmo/), Marco Soggetto e Francesco Sisti, uno degli autori di Vitamine vaganti. In rete sono presenti delle bellissime fotografie che documentano le peculiarità del Magnifico Vallone in tutte le stagioni. Meritoria l’opera di divulgazione pro bono di questi tre attivisti portata nelle sezioni Cai e in vari altri ambiti in tutto il territorio nazionale.

Il Bellevue o Bellavista 

Venendo all’itinerario, la partenza è dai 1689 metri di quota di Saint Jacques des Allemandes, seguendo il sentiero n. 6, passando per Fiery, dove la pensione Bellevue racconta un’antica storia di soggiorni della buona borghesia torinese e milanese, nonché di personaggi famosi quali Arturo Toscanini, gli scrittori e poeti Sem Benelli, Edmondo de Amicis, Francesco Pastonchi, Guido Gozzano, il giornalista e germanista Giuseppe Antonio Borgese, la scrittrice Matilde Serao, oltre a due regine di casa Savoia, Margherita e Maria Josè. Fa davvero dispiacere vedere questa storica costruzione andare in rovina da decine e decine di anni di incuria.
Passato il Bellevue si incontra una lapide dedicata a Piergiorgio Frassati, giovane appassionato di montagna a cui sono dedicati anche un sentiero e un Rifugio nella Regione autonoma che confina con la Francia.
Si prosegue risalendo il bel lariceto dove in primavera fioriscono rododendri e distese di botton d’oro. 

I botton d’oro

Lasciando il bosco, il sentiero compie dei decisi zig-zag in salita per rimontare il ripido pendìo erboso che dà l’accesso al Vallone. In alcuni periodi dell’anno, in questi tratti, è facile osservare branchi di stambecchi e camosci che pascolano, i veri abitanti di queste altezze. 

Stambecchi che pascolano nel Vallone

Inoltre nel cielo può capitare di osservare il volo maestoso del gipeto, tornato da alcuni anni a popolare il Vallone, altro indice della straordinaria biodiversità di questo ambito montano.
Superata questa prima salita il panorama si apre grandioso verso le Tre Cime Bianche: Gran Sommetta, Bec Carré e Punta Sud.

Le tre Cime bianche 


La peculiarità di queste montagne è di essere di origine calcarea; la loro forma richiama le Dolomiti. Ciò significa che dove stiamo camminando c’era il mare, un vero e proprio oceano risalente a 170/150 milioni di anni fa: l’Oceano perduto. Ora è tutto un susseguirsi di altipiani dove grandi zone umide formano le torbiere, altra ricchezza di questo luogo. Splendide le fioriture di eriofori.

Le zone umide
Gli eriofori 

Arrivati ai 2400 metri dell’Alpe Mase si affronta un tratto in salita che porta ad un altro Altipiano e si attraversa il torrente che scende dal Grand Lac che insieme a un altro laghetto offre la vista di un’acqua azzurrissima.

L’Alpe Mase 
I laghi appena sotto il Colle

Un ultimo ripido strappo e finalmente si raggiunge il Colle Superiore di Cime Bianche (metri 2982). Da questo punto, nelle giornate di bel tempo, si ammira una favolosa vista sul Cervino, ma purtroppo si nota come il versante verso la Valtournenche sia deturpato dal grande invaso artificiale per la produzione di neve e dallo “spianamento” in funzione delle piste da sci.

La vista sul Cervino
Il versante verso le piste da sci di Valtournenche

Il ritorno è per lo stesso tracciato di salita. L’itinerario completo ha un dislivello verso l’alto di poco meno di 1300 metri con uno sviluppo di circa 18 Km fra andata e ritorno, per un totale di circa 7 ore di cammino. Tale bellissima escursione, pur non presentando alcuna difficoltà tecnica, è consigliata a camminatori e camminatrici ben allenati e preparati ad affrontare il lungo percorso in terreno di alta quota.

I segnavia per le Cime Bianche

Per chi volesse documentarsi ulteriormente per la difesa del Vallone di Cime bianche si rimanda al sito e alla pagina fb Varasc.it, dove è possibile sostenere la petizione, arrivata a oltre 20mila firme, e in cui è attiva una raccolta per la difesa legale, oggi curata dal team legale di Sophia Mercuri e dell’avvocata Emanuela Beacco, da poco eletta consigliera per il Comitato Centrale di indirizzo e controllo del Cai. Il Vallone di Cime Bianche è tra i “luoghi del cuore” del Fai, che nello scorso anno lo ha visto al primo posto in Valle d’Aosta.

Sabato Primo agosto 2026 ci sarà la sesta edizione della Salita in difesa del Vallone di Cime Bianche, con partenza alle 8.30 da Saint Jacques, un appuntamento imperdibile per chi si voglia mobilitare per la difesa di questo magnifico Vallone.

Conservation is the key

Per chi non se lo ricordasse, l’articolo 9 della Costituzione italiana, recentemente modificato (con la maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera) in senso ampliativo, l’unico modo in cui si possono modificare i principi fondamentali, tutela la biodiversità. Ogni opera che ne implichi la distruzione si pone in contrasto con la nostra Carta costituzionale. 

In copertina: il Vallone delle Cime Bianche.

Tutte le foto sono dell’autore.

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Articolo di Marco Peccenati

Montanaro di pianura, socio del Cai di Melegnano, con un passato da alpinista, ha alternato la passione per le lunghe distanze, a piedi, in bicicletta e sugli sci di fondo a quella per la montagna “non addomesticata”. Frequenta assiduamente le valli valdostane, che ama percorrere in tutte le stagioni. Come il pastore di stambecchi Louis Oreiller «dove l’orizzonte è piano non sa stare».

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