Nomi che diventano strade

Quando si condividono i ricordi, la storia diventa un viaggio da fare insieme. Questo è ciò che abbiamo vissuto in occasione della premiazione del concorso nazionale di Toponomastica femminile “Sulle vie della parità”, a Roma, quarta tappa conclusiva delle mobilità di Tutta mia la città, il progetto inserito nel programma europeo Erasmus+ Giovani.

Brochure Itinerario di Genere di Licata – fronte

Nell’aula dell’Università degli Studi di Roma Tre, i quattro gruppi regionali provenienti da Sicilia, Lombardia, Lazio e Toscana hanno dato vita a un mosaico di voci e di territori. Durante la mattina, ogni gruppo ha presentato il proprio itinerario di genere, distribuendo brochure e cartine nate da mesi di ricerca e studio di nuove competenze digitali. 

Alessia Trubia presenta l’itinerario

Nel pomeriggio, la mobilità romana ci ha regalato anche un momento di riflessione sulla scrittura creativa. Coinvolgente l’incontro con lo scrittore Antonio Bortoluzzi, il cui invito a «partire sempre da ciò che si vede e si tocca», per restituire dignità alle cose rimaste ai margini, è risuonato dentro di me come una conferma del viaggio che abbiamo intrapreso.

Gruppo siciliano con lo scrittore Antonio Bortoluzzi

Culti, tradizioni e legami profondi sono le radici lungo le quali si muove il nostro itinerario di genere che, anche nel titolo Nomi che diventano strade, storie che tornano a casa incarna lo spirito di Toponomastica femminile: un atto di condivisione per restituire un’identità e una casa ai nomi impressi sulle nostre targhe. Realizzarlo non sarebbe stato possibile senza le mie compagne di viaggio Silvia Gemma Porrello, Ginevra Rapidà, Giuliana Callea e Ludovica Ciancio, alleate fondamentali in questo prezioso percorso di ricerca. Vi invito, pertanto, a camminare con me tra le vie di Licata, una città dell’estremo sud della Sicilia, vicina ai templi di Agrigento, custode di storie secolari, che si estende tra il Monte Sant’Angelo, la foce del Salso e l’oro delle campagne. 
Il percorso urbano dell’itinerario si sdoppia in due zone complementari, il centro storico e la periferia oltre il fiume, supportato da una mappa divisa in macro-aree colorate e simboli cromatici per localizzare ogni tappa.

Brochure Itinerario di Genere di Licata – retro

Il cammino si intreccia subito con tre figure chiave del territorio: Rosa Balistreri, voce simbolo della Sicilia, che ha trasformato sofferenze e abusi in canti di rivolta, denunciando la fame, i pregiudizi e lo sfruttamento dei braccianti. A lei, in una struttura ricettiva di Licata, è dedicata una camera d’autrice.

Rosa Balistreri (Fonte Beemagazine, da un articolo di Antonio Cangemi)

Angela Elisa Spina, pioniera della medicina e tra le prime donne iscritte all’Albo dei Medici; a Licata sfidò la diffidenza della società del tempo.

Tessera iscrizione all’Ordine dei Medici di Angela Elisa Spina

Ines Giganti Curella, figura politica ed economica di rilievo; Sindaca di Licata, prima deputata all’Ars e tra le prime in Italia alla guida di una banca.

Al centro, seduta, una giovanissima Ines Giganti Curella, docente del liceo di Licata

Nel cuore antico di Licata, le vie diventano una mappa parlante che celebra il contributo femminile:
Via Anna Re – Nobildonna e mecenate dello zolfo tra ’800 e ’900; sostenne i minatori e i poveri, donando i terreni che permisero l’espansione della città.
Via Vincenza Federico – Studente morta a 16 anni nel 1942 per l’esplosione di un ordigno bellico, simbolo locale di tutte le vittime civili di guerra.
Via Santa Maria – Figura centrale del cristianesimo, venerata come Santissima Madre di Gesù.
Via Donna Agnese – Figlia del governatore spagnolo nel XVII secolo; usò il suo patrimonio per lo sviluppo urbanistico e per aiutare gli ultimi della Marina.
Via Marta Russo – Studente romana uccisa nel 1997 alla Sapienza da un colpo vagante; la donazione degli organi l’ha resa simbolo del diritto alla vita.
Via Alda Merini – Poeta del Novecento; trasformò il dolore del manicomio in versi eterni, vivendo da anticonformista a fianco degli emarginati.
Cortile Lia Pasqualino Noto – Pittrice palermitana del Novecento, unica donna del “Gruppo dei Quattro” (con Guttuso); si oppose alla retorica fascista con un’arte libera.

Viali della scienza e della memoria, dedicati a grandi donne, si trovano all’interno della Villa Regina Elena, intitolata a Elena di Savoia, che soccorse i terremotati di Messina nel 1908 e trasformò il Quirinale in ospedale nella Grande Guerra. I viali sono dedicati a: 
Rita Levi Montalcini – Scienziata premio Nobel nel 1986; sfidò le leggi razziali e scoprì il fattore di crescita nervoso (NGF).
Rosalind Franklin – Chimica inglese; i suoi dati e la “Foto 51”, sottratti a sua insaputa, permisero di scoprire la struttura del Dna.
Margherita Hack – Astrofisica di fama mondiale e prima donna a dirigere l’Osservatorio di Trieste (1964), nota per le sue battaglie civili.
Clotilde Terranova – Emigrata a New York, morta nel tragico incendio della fabbrica Triangle Shirtwaist il 25 marzo 1911.
Alina Condurache – Bracciante rumena di vent’anni uccisa nell’agrigentino nel 2014 dal compagno; simbolo del no alla violenza di genere.
Emanuela Loi – Prima agente donna della Polizia di Stato a cadere in servizio, vittima della mafia nella strage di via D’Amelio (19 luglio 1992).
Mariannina Ciccone – Fisica e matematica siciliana; nel 1944, a Pisa, affrontò i soldati nazisti impedendo il saccheggio dell’Istituto di Fisica.

Mariannina Ciccone. Foto di Giuseppina Incorvaia

Attraversando il fiume Salso, si entra nella periferia moderna della città, dove l’urbanistica continua a riflettere la memoria contemporanea:
Via Matilde Serao – Scrittrice, pioniera del giornalismo italiano e prima donna a dirigere un quotidiano nazionale; con Il ventre di Napoli diede voce agli ultimi. Candidata sei volte al Nobel, non vinse mai il premio.
Via Ada Negri – Poeta di origini umili; scosse la letteratura di fine Ottocento e fu la prima donna a entrare nell’Accademia d’Italia.
Via Maria Messina – Scrittrice del “verismo al femminile”; raccontò l’isolamento delle donne siciliane. Fu stimata da Verga e riscoperta da Sciascia. A lei, in una struttura ricettiva di Licata, è dedicata una camera d’autrice.
Via Sibilla Aleramo – Autrice del romanzo Una donna, primo manifesto femminista italiano; fuggì da un matrimonio violento per rivendicare la propria libertà.
Via Maria Grazia Cutuli – Giornalista del Corriere della Sera, uccisa in Afghanistan nel 2001 mentre documentava il crollo del regime talebano.
Via Elsa Morante – Tra le massime narratrici del Novecento; fuse realismo e mito, esplorando la Storia come una macchina cieca che schiaccia gli inermi.
Via Grazia Deledda – Prima italiana a vincere il Nobel per la Letteratura (1926); raccontò la sua Sardegna arcaica e i drammi universali dell’umanità.
Via Costanza Bruno – Infermiera della Croce Rossa; nel 1943 rifiutò di mettersi in salvo per curare i feriti, morendo sotto i bombardamenti a soli 28 anni.
Via Suor Cecilia Basarocco – A Licata nel 1943 curò i feriti sotto le bombe e si oppose ai fucili tedeschi, offrendo la vita per salvare i cittadini dal rastrellamento.
Via Dott.ssa Angela Elisa Spina: (Dedicata alla già citata medica pioniera del territorio).

Via Nilde Iotti – Emblema della politica e partigiana; Madre costituente e prima donna nella storia italiana a presiedere la Camera delle deputate e dei deputati.
Via Ilaria Alpi – Giornalista del TG3, uccisa a Mogadiscio nel 1994 mentre indagava su un traffico internazionale di armi e rifiuti tossici.
Cortile Bianca Bianchi – Pedagogista, socialista e Madre costituente; fu eletta a furor di popolo portando in Parlamento le sue battaglie civili.
Cortile Maria Maddalena Rossi – Chimica, antifascista e Madre costituente; subì il confino e guidò l’UDI, lottando per l’emancipazione di massa.

Questo viaggio si conclude qui, ma la vera esplorazione ricomincia ogni volta che solleviamo lo sguardo verso una targa, trasformando la pietra in memoria viva. Licata, con questo itinerario, sceglie da quali modelli farsi guidare, dimostrando che la bellezza e il pensiero critico sono le uniche forze capaci di rigenerare la storia di una comunità.

In copertina: targa Rosalind Franklin. Foto di Giuseppina Incorvaia.

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Articolo di Alessia Trubia

Studente del corso CAT presso l’Istituto Fermi-Re Capriata di Licata. Da sempre appassionata di architettura e grafica, unisco la precisione tecnica alla cura estetica. Mi ritengo una persona dinamica, curiosa e con una grande passione per i viaggi, costantemente alla ricerca di nuovi stimoli e attività.

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