Fernanda Thomesen Nissen 

La causa femminile, in particolare il suffragio esteso alle donne e il loro diritto all’istruzione, era tra gli obiettivi principali di Fernanda Thomesen, conosciuta come Fernanda Nissen, dal cognome del secondo marito. Giornalista, critica letteraria, critica teatrale, politica e pioniera femminista norvegese, nacque a Sannidal il 15 agosto 1862.

Fin da giovane era noto il suo desiderio di garantire alle donne una maggiore visibilità all’interno della società, in qualsiasi ambito, dall’istruzione alla politica, infatti, nel 1884 divenne componente di Skuld, una “associazione di discussione per donne”. Durante la formazione scolastica avvenuta a Kristiania, conobbe diverse donne interessate alle questioni femminili, tra cui Anna Bugge e Cecilie Thoresen, la prima studente universitaria del Paese. 

Nel 1882 Fernanda sposò Lars Kristian Holst, che l’anno seguente divenne il direttore di uno dei maggiori quotidiani norvegesi, il Dagbladet, per il quale si diceva che anche lei stessa avesse scritto, ma i suoi articoli oggi non sono più rintracciabili. La coppia ebbe due figli, con i quali viveva in una casa a Bygdøy, luogo di ritrovo per i principali esponenti della sinistra dell’epoca.  

Il giornalismo fu uno dei mezzi principali attraverso cui la donna fece sentire la propria voce. Negli anni Dieci e Venti del Novecento collaborò con numerose testate giornalistiche e riviste. Scrisse un’ampia gamma di articoli, tra cui quasi trecento recensioni letterarie e teatrali sul principale quotidiano socialista, Social-Demokraten, e fece parte del comitato editoriale di Kvinden (in seguito Arbeiderkvinden), una rivista pubblicata dalla Women’s Union del Partito Laburista. Inizialmente scriveva con lo pseudonimo “F” e in seguito con il suo nome completo. 
Scrisse anche recensioni letterarie sulle riviste femminili borghesi Urd e Hjemmenes Vel, occupandosi in particolare delle opere di nuove scrittrici e di quelle legate alla classe operaia. 

La critica di Nissen non si limitava ad analizzare i testi sotto un profilo estetico, ma ne esplorava anche i contenuti sociali e politici; per questo motivo osservava il contesto in cui le opere venivano composte e lette e cercava sempre di collegare la letteratura e il teatro a un ambito storico-politico più ampio. Riteneva infatti che la letteratura avesse un ruolo fondamentale nella formazione delle coscienze e nel superamento delle ingiustizie sociali. I suoi scritti miravano a educare e informare il pubblico, soprattutto su tematiche legate alla condizione femminile, alle disuguaglianze di genere, schierandosi apertamente contro i luoghi comuni e le rappresentazioni stereotipate della donna nella cultura e nella società. La sua critica teatrale, invece, si concentrò in particolare sul ruolo del teatro come mezzo di denuncia, un’arte che dovesse stimolare a riflettere e a reagire contro le ingiustizie e i pregiudizi. 

Quando conobbe il medico socialista e in seguito anche direttore del Social-Demokraten Oscar Nissen, iniziò a collaborare con lui per garantire che il Teatro Nazionale fosse aperto alla classe operaia e si batté per la creazione di un teatro separato per lavoratori e lavoratrici, contribuendo così a gettare le basi per il successivo Folketeatret. La preoccupazione di entrambi per le tematiche relative al movimento operaio li fece avvicinare sempre di più, tanto che nel 1895 si sposarono, sfidando le critiche dell’opinione pubblica per aver dovuto chiedere il divorzio. Collaborarono strettamente sia nelle questioni culturali che nella politica di partito e viaggiarono molto insieme.  

Oltre a recensire opere letterarie e teatrali, Fernanda Nissen scrisse pure di questioni politiche e sociali e spesso si occupò di dimostrazioni e altre manifestazioni pubbliche riguardanti in prevalenza la causa femminile, come ad esempio lo sciopero delle lavoratrici di Bryn e Grønvold nel 1889, tanto da diventare una figura di riferimento per tutte le donne che sognavano l’emancipazione e la libertà dagli stereotipi. Nel 1884 venne fondata la Norwegian Women’s Rights Association, alla quale si unì sin da subito. 
Era una fervente sostenitrice dei diritti delle donne, specie nel campo della partecipazione politica e del diritto di voto, che venne concesso nel 1913 grazie alle battaglie della National Women’s Suffrage Association. Fu un traguardo importante, ma Nissen sapeva bene che era solo una tappa di un lungo cammino. L’emancipazione femminile, infatti, non si sarebbe realizzata semplicemente attraverso il suffragio, ma attraverso una rivoluzione culturale che avrebbe dovuto interessare ogni ambito della società.  

Nel 1889 si unì al Partito Laburista Norvegese, in particolare all’ala riformista, per il quale ricoprì la carica di vice rappresentante del Consiglio comunale. Fu inoltre tra le prime donne elette nel Consiglio di amministrazione del Kristiania Arbeidersamfund.  

Grazie ai suoi numerosi sforzi, a una comunicazione efficace e alle tante conferenze che teneva, divenne un personaggio molto popolare nel panorama politico. Nel 1916, infatti, ricevette il maggior numero di preferenze come rappresentante del Consiglio comunale di Kristiania e il segretario culturale radicale Håkon Meyer la definì «l’elemento culturale più potente nel movimento operaio norvegese». 
I suoi contributi nell’amministrazione locale riguardarono diversi ambiti sociali, dalla politica familiare e scolastica ai servizi carcerari e bibliotecari fino alla pianificazione urbana, con particolare riferimento alla creazione di spazi verdi. Non a caso nel 1917 divenne presidente del comitato per i parchi e i giardini a Kristiania e scrisse numerosi articoli in cui sviluppò un’intera “teoria dei parchi”, sostenendone l’importanza sociale, salutistica ed estetica. Il risultato fu la realizzazione di grandi nuove aree, come il Parco Vigeland, il Parco Sofienberg e il Parco Torshov. 
Altre sue riforme sociali compresero la fondazione di case di maternità, scuole di ostetricia e scuole comunali per massaie. Sempre per l’importanza che conferiva alla cultura, richiese che le biblioteche fossero ampliate e rese più accessibili, soprattutto nei quartieri operai della periferia.  

Nel suo ruolo di politica lavorò duramente per migliorare le condizioni di vita e i diritti delle persone povere, in particolare donne lavoratrici e bambini/e. Inoltre, la Scuola municipale di economia domestica di Oslo (Oslo kommunale husmorskole) fu fondata su sua iniziativa. Nel 1920 partì per un viaggio in Germania durante il quale si ammalò e morì di polmonite il 3 aprile. 

Le sono state dedicate due strade: Fernanda Nissens veg a Trondheim e Fernanda Nissens gate a Nydalen nel quartiere Sagene di Oslo. Qui si trova anche la scuola di Fernanda Nissen aperta nel 2010. 
Nel 1931 fu eretto un monumento in suo onore nel Torshovparken di Oslo. Ma c’è di più: l’artista locale Tone Ørvik, insegnante presso la scuola d’arte di Kragerø, realizzò un busto in bronzo di Fernanda Nissen, che oggi può essere ammirato presso la Jens Lauersøns place. 

Qui il link alle traduzioni in francese, spagnolo e inglese.

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Articolo di Valeria Ferrari

Attualmente sono una studente del corso triennale in Comunicazione, Innovazione, Multimedialità presso l’Università di Pavia. Ciò che mi piace e mi fa stare bene sono viaggiare e fare sport. Amo impegnarmi al massimo in tutto ciò che faccio e cercare di migliorarmi sempre di più.

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