La ragazza A

Ci sono libri che ti chiamano e quello che sto per recensire è uno di questi. Mi trovavo alla soglia della pensione e avevo ancora un piccolo credito del bonus libri per docenti. Ho fatto un salto nell’unica libreria di Melegnano, che peraltro stava per chiudere, e ho scelto La ragazza A. Mi avevano colpito il titolo e la copertina; non ne sapevo nulla, non conoscevo l’autrice ma a posteriori la mia scelta non poteva essere migliore.
Sono una bibliofila e lettrice compulsiva, mi capita spesso di comprare alcuni romanzi o saggi e di dimenticarmene perché presa da impegni vari ma continuo a comprarne per un’attrazione irresistibile. Questo era rimasto nella mia libreria per più di quattro anni ma è stato un vero page turner, per usare un’espressione inglese che mi piace molto. Partendo per una breve vacanza per l’isola d’Elba non ho avuto dubbi a toglierlo dallo scaffale e a riporlo nello zaino.
Non nascondo che, dopo avere scoperto che il libro poteva catalogarsi tra i true crime, temevo di essermi sbagliata. Spesso questo genere di libri rischia di diventare pornografia del dolore. Sono bastate però le prime pagine a farmi capire che si trattava di qualcosa di completamente diverso, un libro coinvolgente, intenso, pieno di empatia che rivela una profonda conoscenza dell’animo umano. Chi era nella vita la donna che lo aveva scritto, Abigail Dean?
Abigail Dean è una scrittrice inglese che oggi lavora come avvocata per Google. Unisce alla sua specializzazione in diritto informatico una robusta formazione letteraria conseguita a Cambridge e con questo libro, tradotto in 30 lingue, di cui Sony si è già assicurata i diritti per una serie diretta dallo svedese Johan Renck (regista di Chernobyl), è entrata nei best seller di The New York times e del Sunday Times.

Il romanzo si ispira in parte a una serie di storie vere di torture e abusi familiari ma evita la ricostruzione morbosa dell’orrore e sceglie le conseguenze di questo orrore sulle vittime. La Ragazza A è la figlia che riesce a scappare, in condizioni di salute disperate e a denunciare i maltrattamenti e le torture perpetrati dal padre con l’acquiescenza della madre verso di lei e dei suoi fratelli e sorelle. Coloro che Lex, la Ragazza A, chiamerà sempre Padre e Madre, anche dopo essere stata adottata da un papà e una mamma, sono fanatici di una setta religiosa. Il capofamiglia soggioga completamente la moglie, quasi sempre incinta e solo quando questa si trova in stato interessante è possibile vederlo sedersi vicino a lei e degnarla di qualche considerazione. Quello che colpisce di questa storia, che rimane a lungo dentro chi legge, è la capacità di descrivere il diverso modo in cui le vittime si comportano per sopravvivere durante gli anni del terrore e quello che sono diventate crescendo, nelle diverse direzioni che ha preso la loro vita. 
I figli e le figlie sono chiamati dalla polizia e dagli psicologi con le lettere dell’alfabeto, dalla prima che è anche la protagonista narrante, Ragazza A a B C D e così di seguito.

Non indugerò sulla figura di Padre, uomo che, per risolvere una serie di fallimenti lavorativi e personali, si affida a una delle tante sette integraliste fino a impazzire, sottoponendo la famiglia a ogni genere di torture. È la figura di Madre a fare più compassione e sarà lei, unica a pagare con il carcere per quanto è stato fatto alla prole, a lasciare alla Ragazza A (Lex), nel testamento, il compito di scegliere il destino da assegnare alla cosiddetta casa degli orrori. Lex non la vorrà mai incontrare e noi conosceremo la sua storia attraverso le parole dell’uomo esperto di diritti umani che la incontrerà in prigione, Bill. Così parla di Madre la protagonista del libro: «Madre da allora non lavorò più. Non fece altro che mettere al mondo figli per i successivi diciassette anni, un ruolo che accettò come un martirio. Faceva il volere di Dio e lo faceva bene. Non ci amò mai come ci aveva amati quando eravamo dentro l’alveo chiuso del suo corpo, tranquilli e silenziosi. Madre è incinta in tutti i ricordi che ho di lei. Quando usciva indossava abiti leggeri, sotto cui l’ombelico sporgeva come un tumore al primo stadio, mentre a casa sprofondava sul divano in mutande e maglietta macchiata e ci allattava. Noi lottavamo per il suo seno, ci litigavamo la mammella più gonfia, spesso le stavamo attaccati due alla volata. Lei alla mia età aveva già avuto Ethan me e Delilah, e aspettava Evie. Aveva un bruttissimo odore, come di interiora. Le colava sempre qualcosa. Il suo copro perdeva liquidi da ogni orifizio. Da bambina aveva coltivato il sogno di fare la giornalista…». Questa parte mi ha colpito moltissimo come donna e non ho potuto fare a meno di pensare alla sorte di tante donne del passato e del presente il cui destino era ed è unicamente quello di dedicarsi alla riproduzione della specie.
Ogni componente della famiglia farà i conti con quanto ha dovuto subire reagendo in modo diverso di fronte alle pressioni dei media, qualcuno anche approfittandone. Ragazza A intraprenderà un percorso psicologico guidata da una bravissima terapeuta e sostenuta dall’amore dei genitori adottivi, ma l’impronta del dolore subito influenzerà sia la sua vita sentimentale che il suo equilibrio psicologico, nonostante una brillante carriera professionale. 

La Ragazza A è un libro sincero e profondo, che indaga con grande delicatezza le ferite dell’animo umano, insegnando a chi legge molto più di tanti trattati di psicologia. Come scrive Niccolò Ammanniti: «Abigail Dean entra nella letteratura con la potenza di un ariete. Provate a smettere e ditemi se ci riuscite». Le figure più credibili sono quelle femminili. La fragilità degli uomini, da Padre al primogenito e al figlio meno dotato ma più bisognoso di affetto, al protagonista della storia d’amore più importante della ragazza A, è forse la caratteristica che più colpisce nel libro. Si salva solo il genitore adottivo, una figura a cui non è possibile non affezionarsi, tratteggiata come tutte le altre con grande sapienza e conoscenza dell’animo umano.
Si chiude il libro portando con sé molti dei personaggi incontrati e la voglia di leggere presto il prossimo libro di Abigail Dean.

In copertina: particolare dalla copertina del libro.

Abigail Dean
La ragazza A
Einaudi Stile Libero, 2021
pp. 376

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Articolo di Sara Marsico

Giornalista pubblicista, faccio parte dell’Osservatorio Pari opportunità dell’Odg della Lombardia. Procuratrice legale per caso, docente per passione, da poco a riposo, ho seguito la scuola di Limes per capire meglio il mondo. Scrivo di donne, Costituzione, geopolitica e cammini.

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