Il 15° convegno nazionale di Toponomastica femminile del 2 e 3 ottobre a Udine, Tina e le altre – Impegno, inchiesta e reportage, ha avuto come anteprima l’inaugurazione della mostra didattico-fotografica Donne e sport. Una storia olimpica e paralimpica. Giovedì 1 ottobre alle ore 18.00, nell’ampio atrio di Palazzo Bartolini, all’interno della Biblioteca Civica Joppi, la cittadinanza ha presenziato alla cerimonia, a cui hanno partecipato anche le campionesse Mara Navarria e Katia Aere, che hanno aderito molto volentieri all’iniziativa per rappresentare il mondo sportivo femminile. La mostra, patrocinata anche dai comitati regionali Fvg del Coni e del Comitato italiano paralimpico-Regione Fvg, sarà visitabile per tutto il mese di ottobre e saranno possibili visite guidate, prenotabili scrivendo a toponomasticafemminile.friuli@gmail.com.



La mostra racconta in dodici pannelli la storia delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi in ottica di genere. È uno sguardo importante perché non solo celebra le conquiste delle donne nello sport e promuove la parità di genere in un campo per troppo tempo ritenuto prerogativa maschile, ma educa all’inclusione in un mondo dove spesso la disabilità è considerata un limite invalicabile che purtroppo discrimina. La mostra continua a essere proposta come spunto di riflessione didattica e formativa alle istituzioni scolastiche, alle scuole sportive per giovani talenti, alle palestre, ai musei e ai centri culturali, perché le giovani possano trovare nelle storie esemplari di queste atlete ispirazione per partecipare allo sport e realizzare i propri sogni.

Ha fatto gli onori di casa, come referente regionale friulana dell’associazione Toponomastica femminile, Bruna Proclemer, che si è presentata anche come componente della Commissione toponomastica del Comune di Udine, presieduta da Arianna Facchini, assessora alle Pari opportunità: con l’attuale giunta la commissione è finalmente stata resa paritaria, dopo essere stata storicamente composta solo da uomini. Chiara Dazzan, assessora allo sport del Comune di Udine ha sollevato la tematica della maternità nello sport, notando con amarezza che nel panorama agonistico e olimpico odierno si riscontra l’assenza di atlete madri, un ostacolo che sembra parzialmente superato solo in ambito paralimpico.
Proclemer ricorda che questa è la seconda collaborazione con la biblioteca che ci ospita, dopo il progetto “Femminile Plurale” del marzo 2026, che ha coinvolto oltre 300 ragazzi e ragazze in un’esperienza in castello.
Elisa Nervi, bibliotecaria della Biblioteca civica Vincenzo Joppi, interviene per portare i saluti della responsabile della biblioteca, la dottoressa Marsili, e per descrivere la mostra Sulle vie del podio, che affianca nella sala la mostra di Tf. La mostra esplora l’emancipazione femminile attraverso lo sport, analizzando la rassegna stampa storica a partire da Alfonsina Strada, che nel 1924 corse il Giro d’Italia come sola donna insieme agli uomini.


L’esposizione, connessa a quella di Toponomastica femminile sulle atlete, è divisa in tre sezioni. La prima sezione affronta le pioniere e la ribellione, mostrando come lo sport sia stato fondamentale per occupare spazi pubblici prima preclusi e come questo abbia richiesto un abbigliamento più consono al movimento. La seconda sezione si concentra sulle atlete con disabilità e sulla resilienza, menzionando anche le pioniere dell’alpinismo friulano e carnico. La terza analizza come è cambiata la percezione delle atlete oggi, constatando che, nonostante i grandi successi, la conquista del podio fatica a tradursi in intitolazioni urbane: in Italia risultano esserci solo due impianti sportivi intitolati a donne.


Mara Navarria, medaglia d’oro nella spada alle Olimpiadi di Parigi 2024, e Katia Aere, paraciclista che ha portato la medaglia numero 46 dell’Italia alle Paralimpiadi del 2021, sottolineano come le atlete che sono protagoniste della mostra hanno aiutato a costruire nei secoli la storia dello sport femminile e a svilupparlo nel miglior modo possibile. Ritengono però che ci sia ancora tanta strada da fare, perché vedono parecchie disparità tra lo sport declinato al maschile e lo sport declinato al femminile. E sono convinte che tutte le sportive come loro abbiano anche una grande responsabilità, nel riuscire a veicolare a giovani uomini e donne il valore dello sport e far capire anche che lo sport femminile ha una grandissima potenzialità ancora troppo poco riconosciuta in società.

Intervengono anche Mariagrazia Petrucci, del Consiglio regionale del CONI e Maria Elisabetta Capasa, presidente Comitato italiano paralimpico regionale. Occorre continuare prima di tutto a pretendere la presenza delle donne nei ruoli dirigenziali, importantissimo per cambiare il mondo dello sport, e poi occorre sostenere in ogni ambito le atlete, le squadre femminili e non dare assolutamente per scontata o irreversibile la loro secondarietà attuale, perché la promozione dello sport femminile è fatta dall’attenzione che gli si dà da parte delle istituzioni, come quelle oggi qui presenti, dalla visibilità che ottengono nella stampa e dall’attenzione nel realizzare momenti come questo.

Fotoreportage di Gaia Marinelli.
In copertina: la sede della sezione moderna della Biblioteca Civica Joppi.
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Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, già docente di filosofia/scienze umane e consigliera di parità provinciale, tiene corsi di formazione, in particolare sui temi delle politiche di genere. Giornalista pubblicista, è vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile e caporedattrice della rivista online Vitamine vaganti.
