La Giornata mondiale dell’ambiente in Cina

Che l’affermazione abbia scatenato polemiche è un eufemismo: invitare, infatti, le donne a utilizzare assorbenti lavabili e coppette mestruali è risuonata come l’ennesima e insopportabile dichiarazione maschilista antifemminista sessista e retrograda di cui non si sentiva la necessità. La polemica ha assunto risvolti definiti come mansplaing, cioè l’attitudine dell’uomo a voler spiegare alle donne cose che, ovviamente, conoscono bene vivendole.
È chiaro che non possono considerarsi beni di lusso, se più della metà della popolazione mondiale ne ha necessità, e dal Kenia al Canada molti sono i Paesi anche europei che hanno già abbassato l’IVA sugli assorbenti, ma è pur vero che chi ha sviluppato una coscienza ecologista, da tempo non utilizza più l’usa e getta – che se non differenziabile e riciclabile viene esizialmente incenerito – e magari non si è indignata più di tanto ritenendo che, come insegnano le pratiche di boicottaggio, se un bene non viene più richiesto l’offerta deve necessariamente cambiare.
Non è da sottovalutare, infatti,  l’impatto ambientale dell’incenerimento dei rifiuti, che passa anche sotto il nome di termovalorizzazione, poiché circa sette milioni di persone in tutto il mondo muoiono prematuramente ogni anno a causa dell’inquinamento atmosferico.
Di questi decessi, quattro milioni si verificano nell’Asia-Pacifico. Sorprende pertanto, che sia la Cina ad ospitare il prossimo 5 giugno la Giornata mondiale dell’ambiente 2019 (World Environment Day): chi non ricorda le immagini di cinesi con le mascherine antismog in giro per le città invase dal grigio denso dei fumi? O le sacche si ossigeno distribuite alla popolazione dei centri più inquinati, sebbene come trovata pubblicitaria? Il governo cinese si è impegnato a organizzare le celebrazioni per questa Giornata in diversi luoghi, tra cui Hangzhou, nella provincia di Zhejiang, che ospiterà l’evento principale e inviterà i governi, l’industria, le comunità e le singole persone a unirsi per esplorare le energie rinnovabili e le tecnologie verdi e migliorare la qualità dell’aria nelle regioni di tutto il mondo. Con il suo crescente settore dell’energia verde, la Cina è emersa come leader del clima anche perché possiede metà dei veicoli elettrici del mondo e il 99% degli autobus elettrici. Come afferma Joyce Msuya, vice direttore esecutivo del Programma ambientale delle Nazioni Unite, “l’inquinamento atmosferico è un’emergenza globale che colpisce tutti. La Cina ora guiderà la spinta e stimolerà l’azione globale per salvare milioni di vite.”
Non ci resta che seguire attentamente l’evento, confidando in una reale presa di coscienza da parte di tutti i Governi sui problemi ambientali. Per donne e uomini consapevoli dell’essere di passaggio, che sentono responsabilmente di dover restituire in buono stato il bene di cui hanno usufruito, significa semplicemente proseguire con le individuali politiche di riduzione dei consumi e della produzione dei rifiuti. Oltre i partiti, oltre il sessismo.

 

Articolo di Virginia Mariani

RdlX96rmDocente di Lettere, unisce all’interesse per la sperimentazione educativo-didattica l’impegno per i temi della pace, della giustizia e dell’ambiente, collaborando con l’associazionismo e le amministrazioni locali. Scrive sul settimanale “Riforma”; è autrice delle considerazioni a latere “Il nostro libero stato d’incoscienza” nel testo Fanino Fanini. Martire della Fede nell’Italia del Cinquecento di Emanuele Casalino.

 

 

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