M come muscoli

Accanto a ‘maschio’ troviamo sul dizionario italiano: che ha del forte; cuore maschio, virtù maschia; stile maschio, architettura maschia = grandiosa.
Sinonimi che possono essere usati al posto di ‘femminile’: debole, fiacco, molle, snervato, delicato, fragile. I ‘maschili’ corrispondenti sono: possente, prestante, aitante, forte.
Il sociologo Anthony Giddens ha analizzato le parole utilizzate per definire i/le neonati/e da parte del personale del reparto maternità: robusti, forti versus fragili, deliziose.
Si parte da una minorità esistenziale fin dagli archetipi espressi dalle fiabe. La fragile e deliziosa fanciulla tremebonda è in pericolo, o dorme, o è perseguitata o sfruttata, comunque sfigatissima: il principe azzurro robusto, forte e virile arriva sul cavallo bianco e la salva.
Libri di testo per le scuole elementari?
Sono maschi coloro che fanno attività di alpinismo, pugilato, hockey, windsurf, mentre le femmine hanno l’esclusiva su bidella, danzatrice, infermiera, hostess.
Sono stati esaminati gli aggettivi utilizzati per i personaggi maschili e per quelli femminili, e il risultato – nel nuovo millennio – è stato sorprendente. Gli uomini sono “audaci”, “coraggiosi”, “liberi”, “saggi”, ma anche “irosi” e “violenti”. Le donne sono “vanitose”, “pettegole”, “civette”, oppure “dolci”, “sensibili” e “fragili”, oltre che “comprensive” e “servizievoli”.
“Mezzacartuccia”, “mezzasega”, “pappamolla”: così fin dall’infanzia i maschi usano trattare chi non appare abbastanza muscoloso. Io Tarzan tu Jane. Dalla notte dei tempi si inculca in loro, fin dall’infanzia, il timore di essere considerati deboli. Femminucce, insomma. Perdenti.
I bambini e le bambine assorbono questa lezione onnipresente, che segnerà il loro immaginario e sarà difficile da sradicare. Imparano, senza bisogno di indottrinamento esplicito, che nel mondo corre una linea di divisione netta, la prima e la più importante: maschi e femmine, due mondi: uno soft e uno hard. Danza contro arti marziali, ricamo contro guerra.
Forti vs deboli? Nelle società tradizionali il lavoro e perfino la sopravvivenza richiedevano la forza muscolare; oggi è sempre meno decisiva, non serve a procacciare cibo, non serve ad arrivare sulla Luna, non serve nemmeno a fare la guerra. Oggi serve la resilienza, e le donne ne hanno in abbondanza.
‘Forte’ però significa ‘vincente’, in una società in cui la vita è vista come lotta, la società come piramide: nella piramide è indispensabile conoscere la propria posizione e sapere chi ti sta sopra e chi ti sta sotto (sotto-messo). La storia del maschile e dei suoi significati è legata a quella della competizione, del dominio e della gerarchia.
Un tempo però l’eroe doveva mostrare un coraggio fuori dal comune per ottenere gli allori. Oggi ci si accontenta di traguardi meno faticosi, dove la forza riconosciuta dal branco passa dai bicipiti.
Vanity Fair: “I maschi vanno in palestra per avere il fisico e piacere alle ragazze. Con i muscoli sei più forte. Io vado in palestra tre volte a settimana dopo la scuola, vorrei la tartaruga sulla pancia per quando andrò al mare. Alle ragazze piace”. Simone, 16 anni.
Mondo Fitness: “C’è un modo per ottenere addominali perfetti in due settimane? Qualcuno potrebbe pensare che sia davvero impossibile! Si sbaglia di grosso. Scolpire i vostri addominali in così poco tempo non è infatti, assolutamente una chimera. Di seguito vi mostreremo come riuscirci. Prova costume non mi fai paura!”.

 

Articolo di Graziella Priulla

RfjZEjI7Graziella Priulla, già docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi nella Facoltà di Scienze Politiche di Catania, lavora alla formazione docenti, nello sforzo di introdurre l’identità di genere nelle istituzioni formative. Ha pubblicato numerosi volumi tra cui: C’è differenza. Identità di genere e linguaggi, Parole tossiche, cronache di ordinario sessismo, Viaggio nel paese degli stereotipi.

 

Illustrazione di Marika Banci

1--BExhxDopo la laurea in Lettere moderne, Marika si iscrive al corso triennale di Progettazione grafica e comunicazione visiva presso l’ISIA di Urbino. Si diploma nel 2019 con una tesi di ricerca sulle riviste femministe italiane dagli anni ’70 ad oggi e la creazione di una rivista d’arte in ottica di genere dal nome “Biebuk”. Designer e illustratrice, ha dedicato alle tematiche femministe molti dei suoi ultimi progetti.

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