Con Agatha Christie sull’Orient Express

“Mi scusi, sa dov’è la carrozza ristorante?”.
“Carrozza 12, signorina, dall’altra parte!”.

Oltre i lussuosi vagoni letto del treno, da cui non mi sorprenderebbe affatto veder sbucare i maestosi baffi di Hercule Poirot, mi aspetta la grande intervistata di oggi: niente di meno che la signora del delitto per eccellenza.

“Buonasera Mrs. Christie[1], che impressione incontrarla proprio qui!”.
“Non lo dica a me! È una grande emozione per me tornare tra questi vagoni!”.

“L’Orient Express le ha portato una grande fortuna, ma il famosissimo libro è uscito nel 1934: 14 anni dopo la prima indagine di Poirot. Come e quando ha iniziato a scrivere gialli?”.
“Sono sempre stata una grande fan dei polizieschi, soprattutto delle avventure di Sherlock Holmes orchestrate da Arthur Conan Doyle. Così, nel 1920 ho scritto il mio primo romanzo giallo, “Poirot a Styles Court”, delineando la figura di un detective molto particolare che avesse la genialità di Sherlock ma non gli somigliasse né nell’aspetto, né tantomeno nel carattere. Inoltre, l’altra grande ispirazione mi è venuta durante la prima guerra mondiale, quando ho lavorato come infermiera, e nel dispensario dell’ospedale di Torquay, dove ho imparato tutto ciò che so su farmaci e veleni: ho capito che mi sarebbero tornati molto utili per raccontare storie di delitti intriganti”.

“È da qui che nasce la sua passione per la farmacologia?”.
“Assolutamente. Il veleno ha per me un grande fascino: non ha la crudezza della pistola o del coltello. È tutta una questione di dosaggio: la distinzione tra farmaco e veleno è talmente ambigua che molte sostanze, a seconda della dose, possono risultare curative o letali”.

“Per ora ha nominato solo Poirot, ma non è l’unico grande detective dei suoi romanzi: dal 1930 è Miss Marple l’altra brillante protagonista delle indagini. Cos’è che, a suo avviso, la rende un personaggio così interessante?”.
“Per chi si approccia per la prima volta a Miss Marple è inevitabile riconoscere la figura stereotipata di un’anziana signora inglese, con i capelli grigi raccolti e una grande passione per l’uncinetto, il giardinaggio e il tè. Andando avanti ci si rende conto che accanto all’adorabile vecchietta di St. Mary Mead c’è una donna di un’intelligenza estrema che, grazie al suo intuito geniale, riesce a risolvere delitti apparentemente senza soluzione. Questo dualismo funziona e rende il personaggio molto simpatico al pubblico!”.

“Non ritiene che Miss Marple sia stata un po’ sfavorita dalla critica rispetto a Poirot?”.
“Forse sì… Una donna che combatte il crimine grazie alla sua spiazzante intelligenza era ritenuta meno credibile rispetto a un uomo, anzi, credo sia un preconcetto ancora attuale. Con questa realtà si scontra Miss Marple stessa durante le sue indagini: è circondata da colleghi che tentano continuamente di screditarla, convinti di avere la verità in tasca. A questi la protagonista risponde più con i fatti che con le parole, lasciandoli sempre un passo indietro e riuscendo a chiudere dei casi complicatissimi grazie ad intuizioni a dir poco strabilianti”.

“Mrs. Christie, lei è ritenuta universalmente la signora del giallo più famosa di tutti i tempi. Al di là dei romanzi, la sua vita privata è circondata da un grande mistero su cui ancora non si è fatta luce. Mi può raccontare cosa è veramente successo nel 1926? La sua scomparsa per 11 giorni c’entra qualcosa con suo marito, come molti hanno pensato?”[2].

Non avrei dovuto farle questa domanda: la sua espressione, fino a quel momento così cordiale, si adombra all’improvviso. Posa delicatamente la sua tazza di tè caldo sul piattino e comincia a guardarsi intorno, quasi in cerca di una via di fuga. Poi uno sguardo, che vale più di mille parole, uno sguardo che dice “Sì, ho tentato di incastrare quel traditore di mio marito! Sì, è proprio così! Neanche il più astuto personaggio dei miei romanzi avrebbe mai saputo orchestrare un omicidio così ad arte!”. Ma tutto questo Agatha non l’ha mai detto, né a me, né a nessun altro.

[1] Agatha Mary Clarissa Miller, nota al pubblico come Agatha Christie, (Torquay,1890 – Wallingford, 1976) è stata la regina del romanzo poliziesco. Ha segnato la storia del giallo con romanzi come “Dieci piccoli indiani” e “Assassinio sull’Orient Express”, oltre ad aver raccontato magistralmente le indagini di detective brillanti come Hercule Poirot e Miss Marple.

[2] Il vero grande mistero rimane la sua scomparsa del 1926, a seguito del tradimento di suo marito Archimbald Christie: fu trovata dopo undici giorni in un albergo ad Harrogate, dove si era registrata con il nome dell’amante del marito. Tra chi ipotizza una montatura pubblicitaria e chi invece un tentativo di far incolpare il signor Christie di omicidio e occultamento di cadavere, non si è mai fatta chiarezza sulla vicenda.

Articolo di Emma De Pasquale

1ZjisCuMEmma de Pasquale è nata a Roma nel 1997 ed è attualmente laureanda in Lettere Moderne all’Università La Sapienza di Roma. Ha interesse per il giornalismo e l’editoria, soprattutto se volti a mettere in evidenza le criticità dei nostri tempi in un’ottica di genere.

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