L’Africa di Karen

A Nord di Copenaghen c’è una piccola cittadina di nome Rungsted, località natale di Karen Blixen1. Non è stato difficile raggiungere la sua tenuta: tutti sanno dove abita e la grande villa spicca sul resto del paesino, nel complesso piuttosto modesto.
Mi aspetta nel suo studio, seduta su una poltrona a fiori tra lance e quadri esotici, dove ha già fatto predisporre due tazzine di caffè fumante.

“È permesso? Bellissimi questi quadri signora Blixen! Li ha portati dall’Africa?”
“Prego, accomodati! Sì, li ho dipinti io, quando vivevo in Kenya.”

“So che è partita quando era ancora molto giovane; come mai ha deciso di lasciare la Danimarca?”
“Volevo allontanarmi da questo stile di vita, dalla mia famiglia… Ho sempre desiderato conoscere qualcosa di completamente diverso dalla mia realtà e immergermi in un altro mondo. Così, nel 1913, sono partita con mio cugino e, ai tempi, fidanzato Bror, ci siamo sposati e abbiamo realizzato il nostro sogno: comprare una piantagione e trasferirci definitivamente in Kenya. Poi l’amore è finito e io per dieci anni ho mandato avanti il lavoro senza mio marito, ma la crisi dell’industria del caffè negli anni ‘30 si è aggravata e l’azienda non ha retto il colpo.”

“Com’è stato il ritorno in Danimarca?”
“Sono stata costretta a ritornare nel ’31 e da quel momento non passa un giorno senza che io rimpianga di non essere rimasta in Kenya.”

“Come fa ad affrontare la nostalgia?”
“Non riesco a superarla, credo non ci riuscirò mai. Ho imparato a trasformare la mancanza in racconto, il pensiero in scrittura e così, una volta tornata, ho iniziato a cercare di far capire anche al resto del mondo, attraverso i miei libri, cos’avesse di così speciale quel luogo.”

“Penso di poter affermare con assoluta certezza che è riuscita a pieno nel suo intento, signora Blixen: ogni pagina de “La mia Africa” trasuda tutto il suo amore per quella terra.”
“Sai, dal momento della separazione da Bror, il mio legame con il Kenya è diventato ancora più forte, sia con la regione, sia con le persone del luogo. Mi sono resa conto di non essere sola, di aver intorno una famiglia da cui avevo tanto da imparare e senza la quale mai avrei potuto farcela.”

“Sbaglia chi legge in “La mia Africa” una pesante critica al colonialismo?”
“Ritengo che il colonialismo abbia sventrato l’Africa, risucchiando le sue ricchezze materiali e tentando di snaturarne l’infinita ricchezza culturale. Troppo spesso l’uomo bianco ha invaso le regioni africane dando per assunta la propria superiorità, facendo l’immenso errore di scambiare il diverso da sé per incivile. Invece a me la cultura africana ha insegnato tanto: mi ha fatto riscoprire l’importanza del contatto con la natura e la terra, la centralità del rispetto dell’altro in qualsiasi rapporto umano.”
“Qual è la cosa che più le manca dell’Africa?”

Non mi risponde, Karen. Ha lo sguardo perso in uno dei tanti prati della verde Danimarca e a me piace pensare che ai suoi occhi, con un po’ di fantasia, questo sfarzoso giardino non torni ad essere altro che una piantagione in Kenya, ai piedi degli altipiani di Ngong, e che lì, tra gli alberi, ci sia Denys2 ad aspettarla.

1KAREN CHRISTENTZE DINESEN: nata a Rungsted nel 1885, è stata una scrittrice danese, nota con vari pseudonimi, il più famoso dei quali è Karen Blixen. Dopo aver frequentato l’Accademia delle Belle Arti a Copenhagen e Parigi, inizia a pubblicare i suoi primi racconti, sotto il nome di Osceola. Si trasferì in Kenya nel 1913, ma fu costretta a tornare in Danimarca a seguito del fallimento della fattoria. Nel 1937 pubblicò il romanzo che la rese indimenticabile per i lettori di tutto il mondo: “La mia Africa”, capolavoro in cui racconta gli anni passati in Kenya, da cui fu tratto il celebre film del 1985 con protagonisti Meryl Streep e Robert Redford. Trascorse gli anni successivi dedicandosi alla scrittura di romanzi e diari, di cui l’Africa rimarrà sempre il soggetto prediletto, ma non tornerà mai più nel suo amato Kenya. Morì a Rungsted nel 1962.

2DENYS FINCH HATTON: fu il compagno di Karen Blixen fino al 1931, anno in cui morì in un incidente aereo. A testimonianza della loro intensa storia d’amore rimangono i diari di Karen e le numerose lettere che si scambiavano nei lunghi periodi di lontananza.

 

Articolo di Emma de Pasquale

1ZjisCuMEmma de Pasquale è nata a Roma nel 1997 ed è attualmente laureanda in Lettere Moderne all’Università La Sapienza di Roma. Ha interesse per il giornalismo e l’editoria, soprattutto se volti a mettere in evidenza le criticità dei nostri tempi in un’ottica di genere.

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