Buchi, cittadina di seconda classe

A Londra è già tempo di tirare fuori il cappotto e non c’è niente di più confortevole di un bel tè caldo.
Dietro gli occhiali appannati dal fumo della tazza bollente, Buchi nasconde due grandi occhi neri che vengono da una terra lontana e hanno visto tante, forse troppe cose.

“Da quanto vive qui?”
“Uh, ormai è una vita! Ho lasciato la Nigeria nel ’60…”

“Perché se n’è andata dall’Africa?”
“Per seguire mio marito e poi sai… Come tanti altri, per me l’Europa era la terra promessa: il periodo in Africa è stato difficilissimo, ricordo il mio paese con nostalgia ma non mi manca la mia vita lì.”

“Dov’è che ha trascorso l’infanzia, precisamente?”
“Sono nata a Yaba, vicino Lagos, in Nigeria e lì ho vissuto i primi sedici anni della mia vita. La mia famiglia era molto povera e i miei hanno dovuto scegliere chi far studiare tra me e mio fratello. Inutile dirti chi è andato a scuola tra i due… Comunque io sin da piccola mi sono fatta valere, non avevo un caratterino facile! Ci ho messo un po’, ma alla fine li ho convinti di quanto fosse importante anche la mia educazione e mi hanno mandato in una scuola di missionari. Poi, ho vinto una borsa di studio per la Methodist Girls’ School,  dove sono rimasta finché non ho sposato Sylvester.”

“Che tipo era suo marito?”
“Quando siamo arrivati nel Regno Unito ho cominciato a rendermi conto di quanto mio marito non fosse neanche lontanamente la persona con cui volevo condividere il resto della mia vita. Era un violento, possessivo e autoritario e io sopportato per anni e anni le sue manie, la sua violenza, trovando forza nell’amore dei miei figli e nella scrittura. Eppure, mio marito riteneva piuttosto disdicevole che una donna, o meglio, che la sua donna, inseguisse il proprio sogno e così, un bel giorno, ha dato fuoco al manoscritto del mio primo romanzo. Io ero profondamente infelice, non riuscivo più a guardarlo in faccia.”

“È un gesto molto violento, come l’ha fatta sentire? Come ha reagito?”
“In realtà ho reagito in maniera molto lucida, questo gesto estremo mi è servito a capire che non volevo più stare con una persona del genere, che godeva nel calpestare la mia dignità e privarmi della mia libertà e, soprattutto, mi sono resa conto che la mia vita era troppo preziosa per essere sprecata accanto a un uomo che mi considerava solo in quanto moglie e madre.”

“Non so se ci ho visto giusto, ma mi sembra evidente a questo punto la matrice autobiografica di Cittadina di seconda classe.
“È ovvio che Adah non è un personaggio frutto unicamente della mia fantasia: la sua storia è in gran parte la mia storia. Ho tentato di raccontare, attraverso la sua figura, l’enorme fatica che ho fatto per conciliare le varie facce della mia medaglia: la donna libera, la donna madre e la donna scrittrice, lavoratrice. Alla fine, Adah, ce la fa: riesce ad integrarsi e ad emanciparsi grazie al lavoro da bibliotecaria, divorzia e cresce i suoi figli da sola. È scrivere che la rende libera.”

“Oltre ad Adah, nei suoi romanzi c’è un forte protagonismo femminile. Quali aspetti della vita di una donna ha scelto di trattare?”
“Ho parlato tanto di maternità, di emancipazione ed oppressione, ma anche della mia Africa, che porto sempre nel cuore. Credo, in generale, di aver affrontato tutti i problemi e i pregiudizi che si trovano ad affrontare le donne che vivono nella società di oggi. In particolare, sento di aver dato voce alle donne nere, a cui spero di aver lasciato un messaggio per me molto importante: dobbiamo unirci e riesaminare, ridefinire, il modo in cui la storia ci ha rappresentato: è l’unica via per uscire dal ruolo a cui siamo state relegate. Bisogna continuare a provarci, nonostante tutto! Se ce l’ho fatta io che avevo tutto contro ce la può fare chiunque.”

-.-.-.

BUCHI EMECHETA: nata a Yaba, un piccolo villaggio vicino a Lagos, nel 1944, è stata una scrittrice nigeriana. Si trasferì a Londra a soli 17 anni, per seguire il marito e nel 1970, dopo aver divorziato, si laureò in Sociologia.
Molte sue opere, come In The Ditch Cittadina di seconda classe, sono ricche di spunti autobiografici e trattano della condizione della donna nella società nigeriana e delle difficoltà che ogni donna è costretta ad affrontare nel mondo di oggi.
Tra i romanzi che ha scritto, hanno avuto molto successo anche The Bride Price e The Joys of Motherhood. È morta a Londra nel 2017.

 

Articolo di Emma de Pasquale

1ZjisCuMEmma de Pasquale è nata a Roma nel 1997 ed è attualmente laureanda in Lettere Moderne all’Università La Sapienza di Roma. Ha interesse per il giornalismo e l’editoria, soprattutto se volti a mettere in evidenza le criticità dei nostri tempi in un’ottica di genere.

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