Un tè con Joan

Questa mattina il sole splende su Melbourne, nonostante la fredda giornata invernale. Incontro Joan Lindsay nella veranda della sua splendida casa in campagna, dove mi fa trovare una bella tazza di tè fumante.

“Joan, ha iniziato come pittrice per poi passare a scrivere, come mai questo cambio?”
“Non credo di essere mai stata nettamente né l’una né l’altra. Mi ricordo che quando dipingevo volevo rappresentare gli esseri umani, ma non avevo la minima idea di come farlo! Eppure, avevo bisogno di esprimere quello che sentivo riguardo alle persone, di immergerle nei loro diversi contesti e così, in maniera abbastanza naturale, sono passata a scriverci su”.

“Dice che è stato naturale, sottintende che già si era cimentata con la scrittura?”
“Certamente, ho sempre scritto molto e ho iniziato prestissimo! La mia prima esperienza è stata a soli quattro anni, quando ho cominciato a scrivere un giornaletto chiamato The Catch, di cui vendevo le copie ai membri della mia famiglia per niente di più di 1 penny probabilmente!”

“Un progetto precoce! L’ha portato avanti a lungo?”
“Sarà durato 2 numeri!” Ride di gusto e continua a sorseggiare il tè fumante “Penso che la prima volta che mi sono messa in gioco sul serio sia stata quando ho mandato un mio pezzo a Little Folks, un vecchio giornale londinese che aveva bandito un concorso letterario. Vedere il mio testo stampato, pronto per essere letto da tutti, è stata un’emozione indescrivibile”.

“Posso immaginarlo! Parlando di opere vere e proprie, qual è stato il suo primo libro?”
Through Darkest Pondelayo l’ho scritto sotto lo pseudonimo di Serena Livingstone-Stanley ed è legato a tantissimi ricordi divertenti di quel periodo! La storia di per sé è piuttosto buffa perché racconta di due signore inglesi che si ritrovano su un’isola di cannibali e vivono le avventure più disparate, raccontandole attraverso delle lettere. Inoltre, ci sono degli inserti fotografici che ho potuto fare grazie all’aiuto dei miei più cari amici, con cui ho ricostruito gli scenari del libro in un giardino a Melbourne, con tanto di costumi dell’epoca! Ci siamo ammazzati dalle risate!”

“Poi? So che si è fermata per un po’.
“Ho smesso di scrivere per molti anni, ma a un certo punto ho sentito la necessità di ricominciare. Stavo vivendo un periodo meraviglioso, tutto era magnifico e la mia famiglia era così felice! Mi rendo conto che detta così potrei sembrare una persona estremamente sentimentalista, ma è la verità. Volevo che qualcuno leggesse di tutta quella felicità, volevo ne restasse traccia”.

“A questo si riferisce Time without clocks?”
“Sì, perché per me era veramente un tempo senza orologi, non scandito da lancette.”

“Tuttavia, nessuno dei due libri di cui abbiamo parlato finora ha avuto il successo del suo capolavoro”
Picnic a Hanging Rock!

“Ovviamente, com’è stato scriverlo?”
“Avevo tutto in mente. Passavo la notte a elaborare la storia nella mia testa e la mattina dopo mi precipitavo a scrivere tutto per filo e per segno. Mi sedevo per terra, circondata da fogli sparsi e scrivevo, scrivevo. Come una posseduta!”

“Quasi come se stesse già scrivendo il copione!”
“Esattamente, anche se in realtà all’epoca mai mi sarei immaginata che ne avrebbero tratto un film. Eppure, è così, forse perché era per me una storia molto visibile, ce l’avevo chiara davanti agli occhi.”

“Quanto crede che abbia inciso sul suo successo l’alone di mistero da cui è avvolto il finale del libro?”
“Lei non ha idea dei lettori che ancora, dopo anni, si mettono in contatto con me per capirci qualcosa in più sul finale del libro. Ovviamente questo mi fa piacere, dall’altra parte però mi fa riflettere sull’incapacità dell’essere umano di accettare il segreto, il mistero, l’indefinito. Mi pregano di dire come va a finire e forse ci rimangono molto male quando non racconto nulla di più, ma quel libro è stato scritto per essere un mistero e tale deve rimanere. Chissà… Magari in futuro”.

-.-.-.

Lady Joan Lindsay, nata a St Kilda East nel 1896 e deceduta a Melbourne nel1984, è stata una scrittrice e commediografa australiana molto conosciuta per il suo misterioso romanzo Picnic a Hanging Rock. Dal suo capolavoro fu tratto l’omonimo film nel 1975 e, visto lo scalpore dovuto all’intrigo che avvolgeva il finale dell’opera, fu pubblicato postumo l’ultimo capitolo del libro, secondo le stesse volontà della scrittrice.

 

Articolo di Emma de Pasquale

82266907_464813557755100_6601637314051440640_nEmma de Pasquale è nata a Roma nel 1997 ed è laureata in Lettere Moderne all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente frequenta la magistrale in Italianistica all’Università Roma Tre. Ha interesse per il giornalismo e l’editoria, soprattutto se volti a mettere in evidenza le criticità dei nostri tempi in un’ottica di genere.

 

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