I diari di una signorina inglese: Dorothy Wordsworth

«Quando sono arrivata qui con William 6 anni e ½ fa, il sole era appena tramontato. L’acqua era di un giallo intenso e rifletteva tutte le isole.
Oggi era di un colore cupo e smorzato, ma non ferma. William dice che
era una giornata così quando Coleridge è arrivato qui con lui. Il sole era alto quando abbiamo raggiunto Grasmere». (31 gennaio 1802)

foto 1. Ambleside, Lake District
Ambleside, Lake District

Man mano che ci si avvicina alla contea di Cumbria, ecco Lake District e Windermere, il lago inglese più grande, una natura quasi magica, laghi, ruscelli, strade fangose, non sterrate, case di pietra immerse in una vegetazione sempre verde e rigogliosa. Un ambiente, uno scenario che appare in simbiosi con le persone che ci hanno vissuto, ce lo confermano le pagine del diario:

«Era una serata stupenda. Le nuvole a occidente riflettevano una luce color zafferano sull’estremità superiore del lago. C’era un profondo silenzio.
Siamo andati a vedere Rydal. Le cime delle montagne erano di un rosso
fuoco alpino. Quando siamo arrivati in vista del lago era ormai sparito. Però abbiamo contemplato da un nuovo punto di vista bellissimo: tra due rocce basse, dietro un piccolo crinale che lo nascondeva alla vista.
White Moss è un posto speciale che raccoglie le più belle opere dell’arte
e della natura: boschi e vallate, valli incantate e laghetti incantati, montagne in miniatura, alpi su alpi». (2 giugno 1803)

Nel 1897 l’editore William Knight pubblica il Grasmere Journal.
Nel 1931 il Dove Cottage, la casa nel Lake District, nel nord ovest dell’Inghilterra dove Dorothy Wordsworth e suo fratello William, il poeta, hanno vissuto per molti anni, viene acquistata dalla naturalista e scrittrice Beatrix Potter che, trovando nel cottage carte e appunti, capisce che si tratta di numerosi diari di Dorothy e li consegna all’editore.
Incontriamo così una naturalista prestata alla scrittura.

Dove Cottage, Rydal Mount DSCF2836
Dove Cottage

Dorothy Wordsworth, nata in una famiglia di cinque figli da genitori che li lasceranno presto orfani, soffre intensamente per la separazione dai suoi fratelli, desidera avere una sua casa con la sua famiglia. Fin da giovanissima legge Milton e Shakespeare grazie all’istruzione dei due zii, uno dei quali, il reverendo William Cookson, insegnò ai figli di re Giorgio III.
Dorothy è colta lettrice, vive con il fratello William Wordsworth, poeta romantico, diviene con lui l’attiva redattrice dei suoi testi poetici, ne lima puntuale l’ordine dei versi e li ricopia. Nondimeno è esperta cuoca di timballi, pasticci d’oca, di pane e di torte di mele, attenta conoscitrice di botanica: cura l’orto, il frutteto e il giardino.
Sua è la direzione del Dove Cottage in cui vive la famiglia, un luogo che ospita tutti: parenti, amiche e amici, conoscenti, assumendo nel tempo una fisionomia di circolo letterario.

«Abbiamo portato a casa fiori di ciliegio e di melo selvatico, anemone nemorosa, farferugine, veronica, quella bella color blu, lo stesso colore del turchese o del vetro usato dagli orefici, con le sue foglioline perlate. Anemoni in abbondanza, le care primule, aiole di violette, viole del pensiero in abbondanza e l’erba favaiola».

Dorothy a Grasmere frequenta diverse persone, intreccia rapporti di amicizia con poeti e scrittori, amici di suo fratello William nella loro casa e ne frequenta diversi altri attraverso la corrispondenza epistolare. La lettera, si sa, diviene un’occasione per riflettere con sé stessi, una rielaborazione di tutto ciò che accade, una voce interiore.
Un esempio è l’antologia tascabile del Wordsworth Trust An Anthology, 1771-1855, un piccolo book, un assaggio di scambi epistolari della stessa Dorothy.
La corrispondenza epistolare nell’800 era già divenuta per le persone una delle occupazioni quotidiane, a casa Wordsworth si legge e si ritira la posta dopo camminate benefiche, si condividono le informazioni che provengono dalla città o da amici comuni e lontani attraverso l’apertura delle lettere attese. Questo esercizio di scrittura probabilmente aiuta chi scrive alla chiarezza espositiva dei fatti e dei racconti, ai fini della comprensione e del piacere di coloro che leggono.

«Bella mattina di sole e di gelo. Mary e io siamo andate a Rydal per la posta, abbiamo trovato una lettera di Coleridge, breve». ( giugno 1803)

«Ho scritto a Miss Lamb, dopo pranzo Mary è andata dai Simpson. Lettere da Cook, Wrangham, Mrs. C.». (1° novembre 1802)

Tra le curiosità del tempo, testimoniate da Dorothy nelle sue pagine di diario, le spese postali sono calcolate in base al peso della lettera e alla distanza del destinatario, al quale viene attribuito tuttavia il costo di ricezione! Lei ne riporta il costo e il riferimento costante giornaliero: a turno si fa la spola da un comune all’altro, da Grasmere a Rydal  o Ambleside per poter spedire o ritirare la propria corrispondenza:

«Bel tempo. Lettere a Coleridge che annunciavano la sua presenza per Londra. Sara a Peinrith. Ho scritto a Mrs Clarckson. William ha cominciato a tradurre Ariosto». (7 novembre 1802)

Dorothy ha vissuto parte della sua vita dopo la morte dei genitori con suo fratello William Wordsworth, la persona a lei più cara, più vicina negli interessi culturali:

«Dopo il tè ho ripreso a scrivere e tradotto due o tre fiabe di Lessing».

La vita scorre a Grasmere nella Cumbria tra valli e colline nell’odierno Parco Nazionale del Lake District, con alti e bassi della salute di coloro che ci vivono: Dorothy spesso soffre di emicrania e verso la fine della sua vita pare abbia penato a causa di coliche biliari, da parte sua William vive l’alternarsi di alti e bassi di umore e una salute precaria.
In ogni caso la nostra Dorothy è soprattutto una diarista. I suoi diari, forma espressiva e letteraria, sono stati raccolti in alcuni volumi. Marina Rullo ha tradotto I diari di Grasmere scritti dall’autrice non per essere pubblicati, ma per mettere su carta pensieri, impressioni e riflessioni della vita quotidiana in un contesto di vita trascorsa perlopiù in campagna. Si raccolgono notizie, appunti, osservazioni  sulle giornate trascorse, spesso in compagnia del fratello poeta, su viaggi e gite fuori da Grasmere che, anche se non grande, ospita spesso visitatori e amici che si avvicendano in tutte le stagioni:

«Grasmere era bella da distruggere il cuore. Perfettamente quieta, punteggiata da qualche scintillio». (21 giugno 1800)

Dove Cottage, la casa della colomba, la casetta di Grasmere che William e Dorothy dividono dal 1799, sarà dunque il loro porto di quiete, il nido perso e ritrovato da modellare a propria immagine. Una sorta di circolo letterario, luogo frequentato da vari ospiti, intellettuali e scrittori d’epoca, da John Coleridge a John Keats, da Shelley fino a Walter Scott, ai Wilkinson e ai Simpson in serate letterarie a base di tè e cene con gli sformati di Dorothy.

Poet Corner. Rydal Mount.
Poet Corner. Rydal Mount

Una armoniosa compagnia quella di tre corpi e un’anima, con William, Coleridge e Dorothy.
Probabilmente le qualità del fratello, poeta riconosciuto fondatore del Romanticismo e soprattutto del naturalismo inglese, offuscano Dorothy, sebbene sia stata lei a tradurre sulle pagine e a vergare i testi poetici di William nei quaderni da lei stessa curati:

«Sono stata impegnata tutta la mattina a copiare poesie, siamo scesi in barca con Coleridge, letto poesie sull’acqua e lasciato la barca alla deriva».

«Distesi a contemplare il lago con le rive imbrunite dal sole
La valle è del suo giallo invernale…tutto il panorama era soave
e la vista della valle fino ad Ambleside, in lontananza imponente.
Ci siamo seduti intorno al fuoco a leggere Chaucer». (15 nov 1802)

Un’ultima nota interessante su Miss Dorothy che in qualche modo modifica il ritratto di una young lady stanziale, corretta e controllata, inserita nello stereotipo di genere ottocentesco  del ceto sociale borghese:

«L’audace Wordsworth che ha messo l’alpinismo sulla mappa nel 19°secolo.
Il 7 ottobre 1818, Dorothy Wordsworth divenne una delle primissime donne a scalare Scafell Pike, la montagna più alta dell’Inghilterra, 900 m. Questo, per quanto ne sappiamo, è il primo resoconto scritto sopravvissuto di una donna di tale escursione. 200 anni dopo, celebriamo il grande successo di Dorothy e il suo spirito pionieristico».
(sull’ “Indipendent” del 9 settembre 2018  a firma Jahanna Taylor)

pietra tomba
La pietra tombale

 

 

Articolo di Agnese Onnis

3x6tMxbqLaureata in Pedagogia e abilitata all’insegnamento nella scuola primaria e secondaria, ha insegnato nel primo ciclo della scuola fino al 2011. In qualità di docente e pedagogista è stata membro di Commissioni e Dipartimenti disciplinari d’Istituto per la progettazione curricolare e integrata, Funzione strumentale Commissione di Valutazione d’Istituto, Didattica della Lingua italiana e di Intercultura.

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