Ma cos’è il MES? Cos’è il Recovery Fund? Tra fake news e realtà

“Tutti noi ce la prendiamo con la storia ma io dico che la colpa è nostra. È evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra o destra. Ma cos’è la destra? Cos’è la sinistra?”. Così cantava Giorgio Gaber nel 1994 nella sua canzone Destra-Sinistra in cui sbeffeggiava le due ideologie opposte in una battaglia priva in realtà di alcun contrasto e significato. “Gente poco seria” che abbiamo vista all’opera anche nel dibattito in materia economica in questa pandemia da Coronavirus, tra chi sostiene il MES e chi lo disapprova, chi preferisce i Coronabond, chi la via di mezzo Recovery Fund e chi nessuna di queste attaccando l’Europa “cattiva” che non vuole darci nessun aiuto e auspicando l’uscita dalla stessa per riabbracciare la sovranità monetaria. Cerchiamo di definire bene come stanno le cose, di fare un’operazione di debunking e di non ridurci a prendere posizione solo sul “sentito dire” o in base al politico che meglio starnazza nei salotti televisivi.

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Cos’è il Mes?

Il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), conosciuto anche come fondo salva-Stati, è un’organizzazione intergovernativa europea attiva dal 2012 con sede in Lussemburgo. Approvato, quindi, ben otto anni fa anche dall’Italia dal governo Berlusconi-ter e non dall’attuale governo Conte “con il favore delle tenebre” come denunciato dai due principali partiti di opposizione in una massiccia campagna di fake news sul tema. Il compito del MES è fornire assistenza ai Paesi dell’area Euro che attraversano, o rischiano in modo concreto, gravi problemi di finanziamento. L’assistenza viene concessa solo nel caso in cui sia necessaria per salvaguardare la stabilità finanziaria dell’intera area e dei membri del MES stesso. Gli strumenti a disposizione variano dalla possibilità di concedere prestiti ai paesi in difficoltà per consentire un aggiustamento macroeconomico (soluzione utilizzata finora da Irlanda, Portogallo, Grecia e Cipro), al prestito per la ricapitalizzazione indiretta delle banche (aiuto fornito finora solo alla Spagna), all’acquisto di titoli sul mercato, a linee di credito precauzionali e alla ricapitalizzazione diretta (strumenti finora inutilizzati). Il Mes viene finanziato dai singoli Stati membri con una ripartizione percentuale in base alla loro importanza economica; in dettaglio, la Germania contribuisce per il 27,1%, la Francia per il 20,3% e l’Italia per il 17,9%. I prestiti non vengono concessi senza condizioni ma solo in seguito ad una lettera d’intenti sottoscritta dal Paese richiedente o a un protocollo d’intesa negoziato con la Commissione Europea. In genere vengono richieste delle riforme specifiche al Paese richiedente mirate ad eliminare, o quantomeno mitigare, l’effetto dei punti deboli della sua economia concentrate soprattutto in tre aree: consolidamento fiscale, riforme strutturali e riforme del settore finanziario. Dall’autunno del 2019 sono state proposte delle modifiche a riguardo, accelerate soprattutto dopo i temuti effetti disastrosi sulle economie degli Stati europei dalla pandemia di covid-19.

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Cosa sono i Coronabond?

I Coronabond, o Eurobond, sono sostanzialmente una proposta fatta da nove Paesi europei (Italia, Spagna, Francia, Lussemburgo, Belgio, Grecia, Portogallo, Irlanda e Slovenia) di uno strumento di debito comune emesso da un’Istituzione Europea per raccogliere fondi sul mercato sulla stessa base e a beneficio di tutti gli Stati membri, assicurando così un finanziamento stabile e di lungo termine per le politiche richieste per il contrasto dei danni provocati dalla pandemia di Coronavirus. La proposta di uno strumento comune di debito ha registrato per la prima volta la rottura del solido asse franco-tedesco creando una spaccatura tra il fronte Italia-Francia-Spagna, favorevole ai Coronabond, e il fronte Germania-Paesi Bassi, assolutamente contrario. La proposta, discussa in Parlamento Europeo dopo uno specifico emendamento a riguardo presentato dal gruppo dei Verdi il 16 aprile in aula, è stata bocciata con 326 voti contro e 282 a favore. Tra i voti “contrari” ci sono anche quelli, incomprensibili, dei partiti di opposizione Fratelli d’Italia e Lega smentendo così la loro stessa battente campagna mediatica a favore degli Eurobond durata settimane.

Cos’è il Recovery Fund?

Il Recovery Fund è un fondo con il compito di emettere delle apposite obbligazioni, i cosiddetti Recovery bond, garantiti dal bilancio dell’Unione Europea, tramite i quali il fondo stesso si finanzierà. I risparmiatori acquistano i titoli immessi sul mercato ottimizzando l’investimento grazie al riconoscimento di uno specifico tasso di interesse e gli Stati membri, di contro, ottengono la liquidità necessaria a fronteggiare l’attuale crisi economico-sociale. Nato da una proposta della Francia, è stato approvato nel Consiglio Europeo del 23 aprile e si pone come un compromesso rispetto ai Coronabond in quanto il debito pregresso dei singoli Stati non verrà condiviso, ipotesi storicamente osteggiata soprattutto dai paesi del Nord Europa (Germania, Olanda, Svezia, Finlandia ed Austria), prevedendo una condivisione solamente del debito futuro.

Oltre al Recovery Fund, i 27 paesi dell’UE si sono accordati per le misure del MES senza condizioni, del SURE e della BEI. Il MES senza condizioni per le spese sanitarie è una linea di credito speciale utilizzabile dai singoli Stati ad un’unica condizione: sostenere il finanziamento di spese sanitarie dirette o indirette, cura e costi della prevenzione collegata al covid-19 fino alla fine dell’emergenza. Il SURE (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency) è un fondo straordinario istituito per mitigare i rischi di disoccupazione ed emergenza. È stato pensato per preservare i posti di lavoro durante il lockdown causato dall’epidemia di covid-19 e la successiva auspicata ripresa economica, permettendo alle aziende di ridurre il numero di ore lavorate senza licenziare i lavoratori o tagliare i loro stipendi, una specie di Cassa Integrazione Europea. La BEI (Banca Europea per gli Investimenti) è un’istituzione finanziaria multilaterale, ossia una banca dei paesi europea. Si differenzia dalla BCE (Banca Centrale Europea) in quanto è finanziata attraverso i contributi dei singoli Stati membri e si occupa di offrire prestiti alle Piccole e Medie Imprese (PMI), oltre che di investimenti in tutta la UE attraverso il Fondo di Investimento Europeo. La propaganda antieuropeista di un certo fronte sovranista vuole farci credere che l’Unione Europea sia sostanzialmente un’inutile e complicata macchina burocratica da smantellare al più presto ma, come abbiamo visto, nonostante i contrasti e le diverse proposte, il nostro Paese è riuscito ad ottenere un buon accordo ai tavoli di un’Unione Europea di cui siamo, non bisogna mai dimenticarlo, tra i fondatori e attori principali. Teniamoci sempre alla larga da discorsi poveri e semplicistici di contenuti, la complessità, compresa, analizzata, discussa, deve tornare ad essere considerata un valore e non un nemico, non esiste nella realtà la facile soluzione da adoperare in ogni campo e non dobbiamo mai fermarci all’opinione, spesso confusa ed urlata, di una certa politica che sta pericolosamente prendendo sempre più piede. Una corretta informazione resta sempre l’arma migliore per debellare l’infodemia.

Fonti

https://www.ilsole24ore.com/art/mes-cos-e-e-come-funziona-fondo-salva-stati-ACGaaC2

https://www.corriere.it/economia/finanza/20_aprile_23/recovery-fund-ecco-piano-commissione-ue-punto-punto-ca9600f2-8544-11ea-b71d-7609e1287c32.shtml

https://www.repubblica.it/politica/2020/04/17/news/coronavirus_parlamento_ue_eurobond_lega_forza_italia_verdi-254253426/

 

Articolo di Antonio Lupoli

Nb5PZjt9Pugliese ma romano d’adozione, è un atipico impiegato assicurativo accanito lettore con un curioso debole per la Geografia. Appassionato da sempre di musica, soprattutto rock, non ha ancora una preferenza netta tra i Beatles e i Rolling Stones. Di musica, così come di attualità e di calcio, scrive da anni articoli online. Nel tempo libero studia il francese e tifa Juve.

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