Il primato di Elsa

Elsa Morante è stata la prima donna a ricevere il premio Strega, nel 1957. Il prestigioso premio, che viene assegnato annualmente, ha come scopo la diffusione della narrativa italiana contemporanea. Fu istituito nel 1947 dalla scrittrice Maria Bellonci e dal marito Guido Alberti che era il proprietario della casa produttrice del liquore Strega.
Dalla sua istituzione dovettero passare ben dieci anni per l’assegnazione ad una donna. Le altre vincitrici in ordine cronologico sono state:
1963 Natalia Ginzburg con Lessico famigliare
1967 Anna Maria Ortese con Poveri e semplici
1969 Lalla Romano con Le parole tra noi leggere
1976 Fausta Cialente con Le quattro ragazze Wieselberger
1986 Maria Bellonci con Rinascimento privato
1995 Mariateresa di Lascia con Passaggio in ombra
1999 Dacia Maraini con Buio
2002 Margaret Mazzantini con Non ti muovere
2003 Melania Gaia Mazzucco con Vita
2018 Helena Janeczek con La ragazza con la Leica.
Come si vede, pochissime le donne: solo 11 attribuzioni al femminile su 73.

Di Elsa Morante ha tracciato un sintetico profilo Saveria Rito.

«Elsa  è stata una delle maggiori scrittrici italiane del XX secolo, vincitrice di alcuni tra i più significativi riconoscimenti letterari come il Premio Viareggio e il Premio Strega, prima donna a ottenerlo, nel 1957, con il romanzo L’isola di Arturo.

L'isola di Arturo
L’isola di Arturo

Nacque a Roma il 18 di agosto del 1912 e crebbe in un’atmosfera familiare complicata, ma sin da giovane trovò il modo di esprimersi e rendersi autonoma scrivendo favole, racconti e poesie per l’infanzia pubblicati a partire dagli anni Trenta sul “Corriere dei piccoli”, “I diritti della scuola”, “Meridiano di Roma” e “Oggi”. Su quest’ultima rivista usò spesso degli pseudonimi maschili, come Antonio Carrera e Renzo Diodati, anche se in seguito definì un segno della stupidità femminile «voler essere come i maschi» e affrontò con continuità temi quali la maternità e il rapporto figlio/figlia con la madre, la vita e la sua difesa. Alcuni di questi primi lavori vennero raccolti e ripubblicati in anni successivi da Einaudi in Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina e altre storie, corredate dai disegni della stessa Morante.
Un momento fondamentale della sua vita fu l’incontro, nel 1936, con Alberto Moravia, suo compagno di vita per anni dal quale si separò nel 1962. La coppia ebbe amicizie importanti, come Pier Paolo Pasolini, Umberto Saba, Giorgio Bassani e Natalia Ginzburg, che fu vicina ad Elsa nel lavoro d’esordio, Menzogna e sortilegio, pubblicato nel 1948, vincitore del premio Viareggio. La stessa aura fiabesca e la trasfigurazione mitica dei personaggi, propria dei primi racconti, si ritrova in questo romanzo familiare ambientato in Sicilia e ancor più in L’isola di Arturo, memorie di un fanciullo cresciuto nell’isola di Procida, che le valse il Premio Strega. In entrambi i casi, i due giovani protagonisti, Elisa prima e Arturo poi, rievocano il passato, si pongono faccia a faccia con le menzogne e gli intrighi familiari per uscire dolorosamente dall’infanzia e dall’innocenza. Il favore della critica nei confronti del secondo romanzo la portò a pubblicare una raccolta di poesie, Alibi, e una di racconti, Lo scialle andaluso.
Agli inizi degli anni Sessanta si susseguirono momenti difficili per la separazione da Moravia e la tragica morte di Bill Morrow, un pittore statunitense cui era molto legata, e la sua attività letteraria rallentò per qualche tempo. Si rimise in gioco con la raccolta Il mondo salvato dai ragazzini e nel 1974 pubblicò la sua opera più famosa, La Storia, frutto di tre anni di scrittura.

La Storia- prima edizione
La storia

Il romanzo, che le procurò successo, fama internazionale ma anche molte critiche per la mancanza di un’ideologia politica, era ambientato a Roma nella Seconda guerra mondiale e nasceva dalla rielaborazione di vecchi soggetti e ricordi, delle angosce vissute in prima persona, sintetizzati nella figura di una donna, stuprata da un soldato tedesco, che lottava per far sopravvivere il figlio Useppe. Per volere della stessa Morante, il romanzo fu pubblicato nella collana economica di Einaudi, Gli Struzzi, al prezzo di duemila lire per raggiungere il più vasto pubblico possibile.
L’ultima opera che ci lasciò fu Aracoeli, del 1982, nuovamente incentrata sui complessi rapporti tra madre e figlio. Vennero poi gli anni segnati da malattie, ricoveri e un tentativo di suicidio, solitudine, povertà (il suo caso diede una spinta all’approvazione della Legge Bacchelli) e poche amicizie strette che la accompagnarono fino alla morte avvenuta il 25 novembre del 1985.
Elsa Morante fu autrice floridissima di articoli e saggi e di un diario uscito postumo, Diario 1938. Da sempre grande appassionata di cinema, collaborò con Pasolini (Il Vangelo secondo Matteo; Medea) e Zeffirelli (Romeo e Giulietta) e diversi suoi lavori (come L’isola di Arturo e La Storia) furono trasposti sul grande schermo.
Le sue opere sono state raccolte in due volumi della collana I Meridiani della Mondadori e i suoi manoscritti sono conservati presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, che ha ospitato due mostre sulla scrittrice nel 2006 e nel 2012».

Morante. collage 1-2-4
Intitolazioni stradali

A Elsa Morante sono intitolate molte strade e scuole su tutto il territorio nazionale. Portano il suo nome anche la Biblioteca comunale di Ostia e, a Roma, un centro culturale in una piazza a lei dedicata.

 

 

Articolo di Ester Rizzo

a5GPeso3Laureata in Giurisprudenza e specializzata presso l’Istituto Superiore di Giornalismo di Palermo, è docente al CUSCA (Centro Universitario Socio Culturale Adulti) di Licata per il corso di Letteratura al femminile. Collabora con varie testate on line, tra cui Malgradotutto e Dol’s. Per Navarra editore ha curato il volume Le Mille: i primati delle donne ed è autrice di Camicette bianche. Oltre l’otto marzo e di Le Ricamatrici e Donne disobbedienti.

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