L’Abruzzo delle nobildonne Ciavolich: vini che scrivono biografie femminili

Anche in relazione all’Abruzzo, la vicinanza con le Marche ha fatto sì che vi fosse una rispondenza tra i vitigni coltivati, specificamente per ciò che concerne il montepulciano, che qui prende il nome di Montepulciano d’Abruzzo, declinato in varie versioni, dal bianco spumantizzato al rosato, dal rosso al passito, a testimonianza della grande versatilità e della volontà di piccole cantine come delle cooperative di raggiungere risultati originali, eleganti e riconoscibili. La diversa tessitura dei terreni delle due regioni, tuttavia, conferisce ai vini differenti caratteristiche organolettiche: se nelle Marche questo vitigno affonda le radici in un terreno calcareo che lo rende slanciato e minerale, in Abruzzo il suolo argilloso contribuisce alla potenza e alla struttura del prodotto finale. La regione è da sempre considerata terra di vini rossi con la metà dei vigneti coltivati a montepulciano, che acquisisce differenti sfumature in base alle aree di produzione, le quali si estendono da nord a sud disegnando una curva nell’entroterra montuoso e collinare, anche se la zona più vocata è circoscritta alla provincia di Teramo. Questa peculiarità permette a ogni vignaiolo e vignaiola di interpretare le proprie vigne e il proprio territorio a suo modo, ottenendo una vasta gamma di prodotti diversi a partire da uno stesso clone, incarnando la storia e la tradizione di tutti e di ciascuno. Recentemente si è diffusa fra i produttori e le produttrici una particolare attenzione verso la filiera con l’intento programmatico di salvaguardare l’ambiente che è sfociato nella riconversione della maggior parte della produzione al biologico e biodinamico.

1. Carta vini abruzzo
Carta dei vini abruzzesi

Non solo terra di rossi e riserve ma anche di bianchi dalla decisa personalità, non ultimi i rosati. Se il Trebbiano d’Abruzzo raggiunge la sua migliore espressione nella Valle Peligna, fra gli altri vitigni autoctoni si annoverano: pecorino, cococciola, passerina ai quali si affiancano gli internazionali merlot, cabernet franc, sauvignon, pinot bianco e nero, chardonnay, coltivati nel Teramano. Alla Docg Colline Teramane si è aggiunta nel 2020 la Docg Tellum, che comprende la zona di Tollo, ove la tradizione vinicola risale all’epoca romana, come dimostrano dei particolari reperti rinvenuti nell’area, chiamati “dolia” da vino, ossia dei contenitori di terracotta dalla capacità di ben dieci anfore.
Anche la zona del Pescarese fa presagire la futura assegnazione della Docg nelle sottozone Terra dei Vestini e Casauria. Ed è proprio questo paesaggio a costituire l’ambientazione della nostra storia, la cui protagonista, Chiara Ciavolich (in copertina), porta avanti una tradizione avita.

2. Antenati bulgari
Gli antenati bulgari

Discendente di una famiglia di mercanti bulgari di lana, giunti in Abruzzo nel Cinquecento e divenuti nei secoli proprietari terrieri con la fondazione nel 1853 della prima cantina sita a Miglianico, nel Chietino, di fronte al palazzo signorile di proprietà, nei primi anni Duemila, rilevata l’azienda dal padre Giuseppe e dalla zia Giuliana, Chiara, laureata in Giurisprudenza, abbandona la carriera da avvocata e risponde al richiamo della terra e della tradizione di famiglia. Decide di riaprire al pubblico la cantina storica ubicata nei sotterranei del palazzo e di convertire i locali in un ristorante gourmet, ideale per ricevimenti e cerimonie, e di trasferire, invece, la produzione di uve e vino sulle colline di Loreto Aprutino, in provincia di Pescara. La scelta non è casuale, anzi, si tratta proprio del lascito della bisnonna donna Ernestina Vicini, appartenente a una delle famiglie aristocratiche di Loreto Aprutino, una nobildonna che ha rivestito un ruolo di primo piano nel panorama culturale abruzzese fra Otto e Novecento, ospitando nel suo salotto letterario personaggi come D’Annunzio. Un’eredità intrisa di storia e cultura che si lega strettamente ai frutti di quella terra.

3. Donna Ernestina Vicini
Donna Ernestina Vicini

Nel 2007 Chiara trasferisce il nuovo polo aziendale nei poderi di proprietà di Ernestina, una delle zone più vocate della regione, circa trenta ettari di vigneto che si possono ammirare dalla Masseria Ciavolich, un casolare adiacente al sito produttivo ove è possibile pernottare. La produzione si compone di rossi e rosati da uve montepulciano d’Abruzzo e cabernet sauvignon, bianchi da trebbiano abruzzese, pecorino, passerina, cococciola e chardonnay, vini di nobile fattura anch’essi, identificativi del territorio e rispettosi della varietà di origine, definiti «schietti, puliti e profondi d’animo». La visione di Chiara omaggia per un verso il passato, attraverso il recupero di metodi antichi, e per un altro guarda al futuro sperimentando con coraggio e passione nuovi orizzonti. La linea Fosso Cancelli rappresenta una selezione di vini di punta dell’azienda, testimoni di un mondo passato, come una fotografia, realizzati attraverso fermentazioni spontanee in materiali antichi come la terracotta, il legno, il cemento, che riportano in etichetta i vigneti più antichi della tenuta di Loreto Aprutino, a sottolineare il marcato legame con il territorio. Il progetto Meteore promuove invece vini cosiddetti “del momento”, che nascono da un bagliore, un’idea durante la vendemmia o un assaggio di una botte vecchia durante un giro di prova, prodotti sperimentali che oggi ci sono e domani potrebbero non esserci più.

4. Il paesaggio
Il paesaggio

Chiara, amante delle letture storiche e delle biografie, segue anche la progettazione delle etichette, assieme alla madre disegnatrice, fra cui quelle dedicate alla bisnonna, Passerina Igt e Rosato Igt Donna Ernestina; quest’ultimo viene realizzato con uve montepulciano dei vigneti più giovani, i quali si estendono lungo la direttrice che da Loreto Aprutino torna a Miglianico, a chiudere un cerchio e tornare alle origini. Viene recuperata in tal modo una genealogia femminile, raccontandola attraverso vini che, come l’inchiostro delle scritture a firma di donne, scrivono con parole attuali un’antica e nobile biografia, intrisa di vita vera, che racchiude in sé tutto: cultura e tradizione del passato, presente e futuro.

5. vini
I vini

 

 

Articolo di Eleonora Camilli

59724162_440276389883361_5939648554405462016_n.jpgEleonora Camilli è nata a Terni e vive ad Amelia. Nel 2015 consegue la Laurea Magistrale in Italianistica presso l’Università Roma Tre, con una tesi in Letteratura Italiana dedicata a Grazia Deledda. Dedita allo studio della letteratura e della critica a firma di donne, sommelière e degustatrice AIS Associazione Italiana Sommelier ‒ conduce anche ricerche e progetti volti a coniugare i due settori.

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