In terrazza con Eugenio

Chiunque ami la letteratura e la poesia ha un autore che per primo e più di altri gli ha fatto vibrare le corde del cuore. Il mio è Eugenio Montale, che penso sia riuscito a cantare la solitudine dell’essere umano moderno con una crudezza poetica che in pochi sono stati in grado di raggiungere.
Mi aspetta sul suo grande terrazzo milanese, in via Bigli, dove tra libri e quadri, alcuni dipinti da lui stesso, regnano una quiete e un silenzio spiazzanti.

«Signor Montale, ma che bel quadro! Non sapevo fosse così appassionato di pittura.»

«Il mio obiettivo, dipingendo, era quello di ritrovare la mia ingenuità di bambino, che ho perso con gli anni. Credo di esserci riuscito. Mi diverte moltissimo.»

«Come si trovava nella sua famiglia? Era un ambiente “letterario”?»

«Pensi che ironia! Nella mia famiglia, tra i miei fratelli, io ero l’unico che non avesse attitudini letterarie, anche i professori mi avevano molto scoraggiato. Non so da cosa sia venuta l’ispirazione a scrivere poesia, in gran parte dalla musica e dalla letteratura straniera, credo.»

«Cosa pensa della crisi della poesia nel mondo contemporaneo, ammesso che ci sia una crisi?»

«Sicuramente rispetto al passato la poesia ha perso terreno nei confronti della prosa, questo è innegabile. Non direi però che ha perso il suo pubblico, più che altro, forse, è sempre più un pubblico interno, a circuito chiuso: i libri di poesia rimangono tra poeti/e o tra appassionati/e, difficilmente escono dalla cerchia ed è un gran peccato.»

«Lei come decide di scrivere un’opera? Cosa le fa accendere la lampadina?»

«Sono convinto che una delle qualità che fanno di un autore un buon poeta sia saper cogliere tempestivamente le occasioni. Mi spiego meglio, è una questione linguistica: ci sono delle cose che vanno dette in un determinato momento, con determinate parole. O si coglie la palla al balzo e si fa qualcosa di grande, oppure non si riesce ad andare nella direzione della poesia.»

«La sua poesia mi sembra sia in stretto legame con i luoghi della sua vita, soprattutto Genova, dove è nato e cresciuto. Le manca la Liguria?»

«Moltissimo. Di Genova mi manca soprattutto il mare, che è sempre stato il mio interlocutore prediletto. Mi manca il rumore così poetico e multiforme delle onde e quel meriggiare pallido e assorto che è anche una delle primissime poesie che ho mai scritto. Pure a Firenze, dove ho vissuto per oltre vent’anni, guardo con nostalgia: spesso in Milano cerco la bellezza fiorentina.»

«Come descriverebbe Eugenio Montale?»

«Come un inadatto alla vita che spesso il male di vivere ha incontrato, ma che, contro ogni pronostico, è uscito dal labirinto senza progetti in cui si è infilato senza farsi troppi danni. Ah, direi anche che Eugenio Montale ha amato con tutto sé stesso.»

«Infatti, l’ultima domanda vorrei fargliela proprio sull’amore, a cui negli ultimi anni di vita ha dedicato gran parte della sua energia poetica nella raccolta Satura. Quale pensa sia stato il punto di forza del rapporto con sua moglie Drusilla Tanzi? Cosa rendeva il vostro amore per lei così intimamente speciale?»

«Credo che il segreto del nostro matrimonio sia stato quello di rinsaldarsi sempre più nella profondissima amicizia, con l’avanzare dell’età. Siamo stati complici e inseparabili compagni e avrei sceso, dandole il braccio, almeno un altro milione di scale.»

 

EUGENIO MONTALE: nato a Genova il 12 ottobre 1896 da una famiglia della borghesia genovese, è stato una delle figure centrali del dibattito culturale italiano del XX secolo.
Poeta, giornalista, scrittore, traduttore, critico letterario e musicale, ha con i suoi contributi rivoluzionato la letteratura italiana. Conosciuto soprattutto per le raccolte poetiche, esordisce nel 1925 con Ossi di Seppia, seguito da Le Occasioni del 1939, La bufera e altro del 1956, Xenia e Satura del 1971. Viene insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1975.  Si spegne a Milano il 12 settembre del 1981.

Articolo di Emma de Pasquale

82266907_464813557755100_6601637314051440640_nEmma de Pasquale è nata a Roma nel 1997 ed è laureata in Lettere Moderne all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente frequenta la magistrale in Italianistica all’Università Roma Tre. Ha interesse per il giornalismo e l’editoria, soprattutto se volti a mettere in evidenza le criticità dei nostri tempi in un’ottica di genere.

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