Le donne di Renoir

«Noi adoriamo le donne di Renoir», con questa dichiarazione, Marcel Proust pone l’accento sul tema preferito da Renoir, la figura femminile, centro di tutta la sua produzione artistica: Renoir ha interpretato l’ideale femminile moderno, la nuova parigina che, ricca o povera, voluttuosa o casta, in città o in campagna, è disinvolta, allegra, sicura di sé e del suo fascino. Come spesso capita agli artisti, Renoir si innamorava facilmente delle sue modelle che, oltre alla moglie, furono le amanti, le amiche, giovani donne conosciute per caso, attrici, signore dell’alta borghesia.

Il 25 febbraio si celebrano i 180 anni dalla nascita di Pierre-Auguste Renoir; lo vogliamo ricordare attraverso le tante donne che nella sua vita ha amato e ritratto.
«Renoir… si sposa con tutte le donne che dipinge… ma solo con il suo pennello» ebbe a dire Jeanne Samary, affascinante attrice francese, che fu sua amante per alcuni anni.

Nato in una modesta famiglia, figlio di un sarto, il piccolo Pierre-Auguste rubava i gessetti del padre per disegnare; frequentò l’École des Beaux-Arts, ma l’insegnamento accademico non faceva per lui e insieme ad Alfred Sisley, Fréderic Bazille e Claude Monet, cominciò a dipingere all’aria aperta.
A causa della povertà, nei primi anni della sua carriera, non poteva permettersi di pagare gente che posasse per lui, così utilizzò amicizie e parentele. Conobbe Lise Tréhot, nel 1865, quando lui aveva ventiquattro anni e la ragazza, cugina di un suo amico, appena sedici: Lise aveva un corpo formoso, gli occhi profondi e una massa di capelli scuri. Divennero amanti inseparabili e Renoir la ritrasse in oltre venti lavori. 

Pierre-Auguste Renoir, Lisa con ombrello, 1867, Folkwang Museum, Essen (sinistra) — Bagnante con grifoncino, 1870,
Museu de Arte de São Paulo, Brazil (destra)

In Lisa con ombrello la ragazza indossa un cappello e un candido abito, cinto da un nastro nero in vita che brilla dei riflessi di luce.
Bagnante con grifoncino, intitolato anche Lisa sulla riva della Senna, evoca l’Afrodite della mitologia greca, se non fosse per l’abito di foggia moderna che tiene in mano e il cagnolino in primo piano.
Al Café Guerbois in rue de Batignolles, entrato nel sodalizio dei giovani pittori “indipendenti”, Renoir cominciò a condurre una vita allegra e spensierata, nonostante le difficoltà economiche. 
Nel 1870 fu arruolato per la guerra franco-prussiana in un reggimento di corazzieri, e fu incaricato dell’addestramento dei cavalli, nonostante non avesse alcuna esperienza in merito.

Pierre-Auguste Renoir, Il palco, 1874,
Courtauld Institute Gallery, Londra

A guerra finita, ritornò a Parigi, e si accostò definitivamente alla poetica impressionista, ritirandosi ad Argenteuil con Monet e Manet.
La tavolozza si schiarì e le sue pennellate si fecero più brevi: nei ritratti femminili i colori perlacei della carnagione sottolineano la freschezza della gioventù.
Intanto Lise si era sposata con un architetto, mettendo fine al suo rapporto con l’artista. 
Il 15 aprile 1874 Renoir partecipò alla prima mostra nei locali del fotografo Nadar, dove espose alcune delle sue opere migliori.
Qui, in un elegante abito alla moda, è ritratta Nini Lopez, nome d’arte di Henriette Henriot, un’attrice che fu la modella di Renoir in quegli anni, comparendo in almeno undici dei suoi lavori. L’uomo col binocolo al suo fianco è il fratello di Renoir.

Pierre-Auguste Renoir, Ritratto di Madame Charpentier, 1876/77, Museo d’Orsay, Parigi (sinistra) — Ritratto di Madame Choquet, 1875, Gemälde Stuttgart, Staatsgalerie (destra)

Intanto la situazione economica in cui versava il pittore cominciò a migliorare con il sostegno di alcuni estimatori della sua arte; Victor Chocquet, un modesto funzionario della dogana, legato a Renoir da grande stima, gli comprò ben undici quadri; il mercante Durand-Ruel con coraggio puntò sulle sue opere; e l’editore Charpentier lo introdusse nel salotto della moglie, frequentato dagli intellettuali del tempo. Renoir accumulò una fortuna diventando il ritrattista del bel mondo parigino. Madame Charpentier nel suo ritratto ha un’espressione altera e distaccata, alcuni dettagli sono curati, come il volto e le orecchie, altre parti sono appena accennate. 

Pierre-Auguste Renoir, Bal au moulin de la Galette, 1876, Museo d’Orsay, Parigi

La ragazza che nel Bal au moulin de la Galette, una delle opere di Renoir più note, si vede a sinistra mentre balla con un ragazzo (identificato nel pittore cubano Cardenas), è Marguerite Legrand, più conosciuta come Margot, una delle modelle preferite di Renoir dal 1875 al 1879, quando morì tragicamente di tifo. «Aveva una pelle che rifletteva la luce» disse di lei il pittore, che la ritrasse in molti altri dipinti, come La lettrice

Pierre-Auguste Renoir, La lettrice, 1876,
Museo d’Orsay, Parigi

Pennellate rapide che disfano i lineamenti, evidenziano invece le labbra rosse e gli occhi rivolti verso il basso, costruiti con due semplici linee nere, mentre una luce artificiale altera l’incarnato.
Il dipinto, realizzato probabilmente all’interno di un caffè, ha l’immediatezza di un’istantanea fotografica. 
Renoir si compiaceva di osservare le ragazze intorno a lui, con i loro abiti colorati svolazzanti nell’aria, nelle feste all’aperto, o nei caffè, dove qualcuna più coraggiosa cominciava a entrare.
Jeanne Samary la incontrò nel salone di Madame Charpentier nel 1877.
Era un’attrice della Comédie-Française. Fu la sua amante per tre anni e posò per parecchi suoi dipinti.

Pierre-Auguste Renoir, Jeanne Samary in abito scollato, 1877, Museo Puškin di Mosca (sinistra) — Jeanne Samary in piedi, 1878, Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo (destra)

Il ritratto in abito scollato la raffigura sognante, come dimostra l’altro titolo con cui è conosciuto, La Rêverie. Émile Zola fece notare che il ritratto non era fedele alle forme prestanti dell’attrice, che rimase delusa anche perché Renoir aveva sottolineato l’aspetto sognante e non il suo prestigio sociale e professionale.
Anche il ritratto che le fece l’anno dopo, in piedi, non corrispose alle aspettative dell’attrice e il loro sodalizio si interruppe nel 1880, anno in cui la Samary si affidò a ritrattisti dal gusto più accademico. Nel 1882 si sposò ed ebbe tre figli, ma anche lei morì di tifo all’età di appena trentatré anni. 

Pierre-Auguste Renoir, Colazione dei canottieri, 1880-1882, Phillips Collection, Washington

Probabilmente è ancora lei la modella per la giovane che si copre le orecchie con le mani guantate (in alto a destra) nel quadro Colazione dei canottieri che rappresenta un pranzo al ristorante “La Fournaise” a Chatou, un villaggio sulla Senna, frequentato dai canottieri. 
Nello stesso dipinto compare anche Aline Charigot, la donna che coccola il cane, futura moglie dell’artista. Renoir la incontrò nel 1879 quando lei aveva appena venti anni, lui trentotto; cominciò a posare subito per lui; si sposarono nel 1890 ed ebbero tre figli: Pierre nacque nel 1885, prima del matrimonio; Jean nacque nel 1894 e sarà un famoso regista; il terzo, Claude, nel 1901. Aline resterà accanto a Renoir per ben venticinque anni, nonostante le sue infedeltà e una grave artrite reumatoide che gli paralizzò gli arti. Morì nel 1915, quattro anni prima del marito. Fu ritratta in tutte le fasi della sua esistenza.

Pierre-Auguste Renoir, Ritratto giovanile di Aline/Giovane fanciulla con margherite,
1889, Metropolitan Museum, New York — Ballo in campagna, 1883, Musée d’Orsay, Parigi
Pierre-Auguste Renoir, Maternità, 1885, Musée d’Orsay, Parigi — 
Madame Renoir e Bob, 1910, Wadsworth Atheneum, Hartford, USA

La ragazza che balla in Ballo a Bougival è Suzanne Valadon, donna emancipata e libera, acrobata e modella, che ebbe una breve relazione con Renoir. 

Pierre-Auguste Renoir, La treccia, ritratto di Suzanne Valadon, 1886 — Ballo a Bougival, 1883, Museum of Fine Arts, Boston

A diciotto anni, divenne madre di quello che poi sarà il pittore Maurice Utrillo (la vera paternità rimase incerta finché, nel 1891, Miquel Utrillo, un artista catalano, firmò un documento legale in cui ne riconosceva la paternità, tuttavia i dubbi continuarono). Secondo alcuni era proprio Renoir il padre naturale di Utrillo, ma questo non è mai stato dimostrato. Intanto Suzanne, frequentando il mondo dell’arte, cominciò a dipingere e qualche storico dell’arte sospetta che la fine della relazione con Renoir sia stata causata da una gelosia del pittore nei confronti del talento di Suzanne, nella quale vedeva un possibile pericolo alla sua carriera.

In seguito al viaggio in Italia del 1881, Renoir decise di abbandonare quelle pennellate fluide e vibranti tipiche dello stile impressionista, per una pittura più solida, attenta ai volumi. Continuò però a dipingere figure umane, soprattutto nudi femminili, resi nell’opulenza dei loro corpi e in un’atmosfera gioiosa, che ha caratterizzato tutte le opere di Renoir, pittore della joie de vivre. Ritiratosi nella casa di Cagnes, al tiepido clima mediterraneo della costa Azzurra, continuò a rendere omaggio alla bellezza femminile, dipingendo all’infinito donne sensuali e opulente.

Pierre-Auguste Renoir, Le bagnanti, 1918-1919, Museo d’Orsay, Parigi

La tela fu completata nel 1919, nello stesso anno in cui Renoir morì. Sotto l’influenza dei capolavori di Tiziano e di Rubens, raffigura due bagnanti dal corpo florido e vitale, dal seno ampio e dai fianchi larghi, che godono, immerse nella natura, di una felicità panica. Sullo sfondo, un altro gruppo di bagnanti. La tavolozza audace produce stridenti contrasti cromatici, i colori sono euforici, come il giallo, il rosso, il cobalto e lo smeraldo, le pennellate sono pastose e dense. La giovane dai capelli rossi che figura in basso nella tela è probabilmente Andrée Heuschling, l’ultima modella di Renoir, che divenne famosa come attrice del muto con il nome d’arte di Catherine Hessling. Nel 1920, due anni dopo la morte di Renoir, sposò il secondo figlio di Renoir, il regista Jean.

Nonostante la sofferenza fisica dovuta all’artrite deformante che lo afflisse negli ultimi anni, Renoir non perse il gusto di comunicare dipingendo il suo piacere della vita intonando un ultimo e gioioso inno alla bellezza femminile che tanto lo aveva attirato durante tutta la sua vita: «Sono proprio felice, e non morirò prima di aver completato il mio capolavoro», affermò. 

In copertina Pierre-Auguste Renoir, Le grandi bagnanti (1884-87), conservato al Philadelphia Museum of Art. La donna dai capelli d’oro, al centro delle tre donne, è Aline; quella in primo piano è Suzanne.

***

Articolo di Livia Capasso

foto livia

Laureata in Lettere moderne a indirizzo storico-artistico, ha insegnato Storia dell’arte nei licei fino al pensionamento. Accostatasi a tematiche femministe, è tra le fondatrici dell’associazione Toponomastica femminile.

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