Le rotonde di Verona

Chissà cosa penserebbero le cinque donne veronesi ricordate al centro delle rispettive rotatorie di Corso Milano, a Verona? Oggi il corso è un’arteria pulsante della città, “la strada del lago”, come viene chiamata dai e dalle residenti, affiancata da supermercati ed esercizi commerciali di ogni sorta, e simbolo di un quartiere vivace dotato di tutti i servizi. Ma, all’inizio del Novecento, quando erano viventi e attive queste donne, il corso era poco più di una strada sterrata, con l’indicazione “per Brescia”, circondato da campi e vaste zone incolte, sotto la Municipalità di San Massimo, oggi quartiere periferico inglobato nel comune di Verona.

Queste donne provenivano dalla buona borghesia cittadina e risiedevano nel centro storico, ora chiamato “Città Antica”, nell’ansa dell’Adige, in palazzi signorili da cui si sono mosse per spendere una vita al servizio del prossimo. Forse attualmente, a chi passeggia o percorre questo corso per raggiungere i negozi, l’abitazione o altro, i nomi femminili potrebbero sembrare sconosciuti, ma una targa con le loro fotografie è posta in prossimità della prima rotonda, che si incontra percorrendo il viale dal centro cittadino, dove è riportato il loro nome con il cognome di nascita, in ordine alfabetico, e poi il nome esteso con una breve biografia.

In occasione dello scorso 8 marzo è avvenuta l’intitolazione ufficiale, alla presenza delle autorità cittadine e di una rappresentanza della Consulta delle Associazioni femminili di Verona, che ha pensato e lavorato al progetto per imprimere una svolta significativa nella locale odonomastica. Ma percorriamo insieme il corso e conosciamo queste donne a partire dalla prima che incontriamo, ricordata, come le altre, da una targa in marmo con il suo nome e la dicitura che ne riassume l’opera.

La rotonda intitolata a Clara Zoboli Boggian

Negli anni Trenta del Novecento Clara Zoboli Boggian (Modena, 29 novembre 1887 – Verona, 4 agosto 1964) anima uno dei salotti culturali più importanti di Verona, offrendo ai suoi ospiti serate letterarie e concerti con personalità come Andrés Segovia, Arturo Benedetti Michelangeli e Arthur Rubistein. Inoltre nel 1956 fonda il Club scaligero dell’Unione Italiana e diventa Charter president del Soroptimist club di Verona. Alla morte lascia il suo palazzo, in Stradone San Fermo, all’allora Liceo musicale “Dall’Abaco”. Ancora oggi il palazzo costituisce una sede prestigiosa di rappresentanza per il Conservatorio dove si tengono attività concertistiche, conferenze e seminari di studio.

La rotonda intitolata a Delia Pollini Dal Negro

Delia Pollini Dal Negro (Parma, 20 marzo 1860 – Verona, 17 luglio 1917) fonda nel 1915 l’Ufficio notizie per le famiglie dei militari di terra e di mare nel palazzo in Corso Cavour che oggi ospita la Banca d’Italia. L’ufficio predispone un ricco archivio di schede e raccoglie le comunicazioni ufficiali e ufficiose provenienti dal fronte, per rassicurare i parenti e tenere alto il morale delle famiglie. Con la chiusura dell’ufficio, nel 1919, gli schedari passano al Museo del Risorgimento e poi sono depositati nel Mastio di Castelvecchio. Infine la Direzione Musei d’arte e monumenti sposta tutto il materiale all’Archivio generale del Comune. Le schede sono complessivamente 165.100, di cui 6400 relative ai militari caduti di Verona e provincia, ora consultabili online.

La rotonda intitolata a Eugenia Vitali Lebrecht

Eugenia Vitali Lebrecht (Ferrara, 25 maggio 1858 – Verona, 24 dicembre 1930) di famiglia ebrea, studia letteratura, filosofia e conosce il francese e l’inglese. Si trasferisce a Verona in seguito al matrimonio ed è fra le prime donne a essere ammessa alla Società letteraria, prestigiosa istituzione cittadina. All’impegno culturale affianca quello sociale, come attivista dell’Associazione per la donna, fondata nel 1896, di cui fecero parte anche, a livello nazionale, Maria Montessori e Anna Maria Mozzoni. Impegnata per il suffragio femminile e contro la prostituzione di Stato, si pronuncia a favore del divorzio e contro l’autorizzazione maritale, votandosi al miglioramento giuridico e materiale delle donne, con una visione laica e progressista. Purtroppo non vede realizzati i suoi progetti ma la morte, nel 1930, le risparmia almeno la sventura delle Leggi razziali. Le sue carte, manoscritti e minute di conferenze e articoli, sono depositate presso la Biblioteca civica.

La rotonda intitolata a Maria Trabucchi Clementi

La vita di Maria Trabucchi Clementi (Verona, 28 febbraio 1909 – Verona, 14 settembre 2005) è caratterizzata da un intenso lavoro caritatevole e di promozione associativa. Con alcune amiche fonda il Cif (Centro italiano femminile) e l’Ande (Associazione nazionale donne elettrici). Si dedica ai reduci di guerra, realizza la Casa della Carità, in via Prato Santo, ancora oggi operante come Gruppo di volontariato vincenziano. Nel 1955 fonda la casa “Salviamo il fanciullo” ad Arbizzano, per i bambini e le bambine orfane di guerra. In risposta a un problema sociale allora molto sentito, dal 1948 al 1968 ospita a “Casa Pax” molte ragazze madri. Grazie a un lascito ereditario, realizza un dormitorio per i senzatetto presso l’Istituto dei Padri Lazzaristi, in Via Villa, e nel 1993 si adopera per la nascita del Cesaim (Centro salute immigrati). Soleva dire: «L’elemosina non è faticosa, un po’ di soldi e via. Ma la carità è amore, vuol dire entrare nel cuore dell’altro, ascoltarlo, fargli del bene. E questo è impegnativo».

La rotonda intitolata a Margherita Pettenella

La parabola di vita di Margherita Pettenella (San Pietro di Morubio, VR 30 giugno 1904 – Verona, 1° novembre 1989) si svolge completamente nel Novecento funestato dalle due guerre mondiali. Margherita cresce in una famiglia di salda fede cattolica e spende la sua intera esistenza nell’apostolato laico. Segretaria per decenni dell’Unione donne, approda negli anni Settanta alla casa Protezione della Giovane, del gruppo Acisjf (Associazione cattolica internazionale al servizio della giovane), portando un’atmosfera di familiare accoglienza. Infine decide di donare il suo palazzo, in via Pigna, per creare un luogo sicuro per le giovani senza risorse, impegnandosi per la ristrutturazione e inaugurandolo nel 1980. Ancora oggi la casa è un importante punto di riferimento per le donne in situazione di disagio e la sua generosità continua a promuovere il bene comune.

La nostra passeggiata nel corso finisce qui, la strada continua ma, per il momento, non presenta altre rotatorie. Volgendosi indietro si raccoglie con lo sguardo la lunga prospettiva: compongono simbolicamente un viaggio nella geografia della città e nella storia del Novecento. Ogni donna dedicataria ha lasciato un segno di dedizione, generosità e impegno che, in qualche modo, continua anche oggi.

Tornando alla domanda iniziale, che cosa penserebbero le donne menzionate guardando alla loro posizione e alle donne di oggi? Probabilmente si sentirebbero inspiegabilmente sole. Le donne di questo terzo millennio, e di buona parte dei secoli scorsi, dove sono? Loro faticano oggi, come in passato, a trovare un equilibrio fra desideri, aspirazioni personali e richieste pressanti della società e della famiglia, sono impegnate e sovente sfinite dal lavoro in casa, fuori casa, da remoto, come accade in questi tempi di pandemia,  eppure eccellono in svariati ambiti ormai da decenni. Tuttavia la odonomastica, a Verona come altrove nel Paese, le ignora, non le rende visibili, come se i loro sforzi e il loro talento non servissero: nelle strade e piazze mancano le artiste, le scienziate, le ingegnere, le architette, le mediche, le insegnanti, le cuoche, le sportive, le scrittrici… L’iniziativa di intitolazione delle rotonde è meritoria ma purtroppo non sana l’impari situazione della odonomastica cittadina e nazionale. L’auspicio è che il progetto continui e si sviluppi in altre città, anche nell’associazionismo e nelle scuole, e le donne trovino finalmente visibilità per il loro merito nei più svariati campi.

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Articolo di Laura Bertolotti

BERTOLOTTI

Laureata in Scienze della Formazione a Padova, già insegnante, ha lavorato nella redazione di una rivista occupandosi della rubrica Libri. Attualmente si dedica alla promozione della lettura con recensioni, articoli su riviste (Leggere Donna, Leggendaria), presentazioni di libri, conferenze su autrici del passato e contemporanee, e si dedica al coordinamento di gruppi di lettura.

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