Pere al vino cotte a bassa temperatura

Conoscete la cottura lenta a bassa temperatura?

Si tratta di una tecnica relativamente recente da noi, ma da tempo diffusa all’estero e in particolare negli Stati Uniti.

Per utilizzarla, è necessario avere una pentola elettrica specifica, dai consumi contenuti e facilissima da gestire.

I vantaggi della cottura a bassa temperatura sono molti e interessanti.

La possibilità di scegliere la temperatura preferita, che però non sale mai oltre i 90 gradi, impedisce che il cibo bruci. Essendo, la pentola, un accessorio a funzionamento elettrico, si programma e poi fa tutto da sola, tanto da poterla lasciare incustodita. Infine, la bassa temperatura mantiene più a lungo le caratteristiche nutrizionali dei cibi.

Il risultato finale è ottimo. Unico avvertimento: i tempi di preparazione sono molto più lunghi che nella cottura tradizionale.

Se volete provare, ecco la ricetta semplicissima delle pere al vino, con cui prendere confidenza con la cottura lenta a bassa temperatura.

Gli ingredienti:

  • 4 pere kaiser di dimensioni regolari
  • ¼ di buon vino rosso
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 1 cucchiaino raso di cannella, 2 chiodi di garofano, 1 anice stellato … e altre spezie secondo gusto
  • Gherigli di noce

Tempo di preparazione 5 minuti

Tempo di cottura a bassa temperatura 3 ore

Lavate accuratamente le pere senza sbucciarle e sistematele nella pentola facendo in modo che stiano in piedi. Se fosse difficile, tagliate una fettina sul fondo così da eliminare la rotondità.

Sciogliete lo zucchero nel vino, unite le spezie, mescolate e versate il tutto sulle pere.

Coprite non ermeticamente e avviate la cottura a bassa temperatura per tre ore.

Non scoprite la pentola prima di due ore e mezza, così da mantenere costante la temperatura all’interno. A questo punto controllate il grado di cottura delle pere e valutate il tempo residuo. Tenete poi le pere in caldo.

Al momento di servire, scolate le pere, sistematele su un piatto di portata o su piattini individuali, irroratele con il loro succo e guarnitele con qualche gheriglio di noce.

***

Articolo di Paola Bortolani

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Ex dirigente commerciale, poi libera professionista contabile e amministrativa, ha svolto attività di volontariato culturale. Ha lavorato  in una agenzia di comunicazione, occupandosi di aziende del settore food & beverage. Appassionata di cucina sostenibile, ha scritto articoli e svolto ricerche per testi diversi. Nel 2013 ha aperto il blog Primononsprecare.com, e ha pubblicato l’e-book Il gusto di non sprecare (Indies g&a).

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