Itinerario di genere nella toponomastica romana. Medaglie d’oro della resistenza. Parte II

Proseguiamo il nostro viaggio attraverso le medaglie d’oro femminili della Resistenza per le strade di Roma.

Camminando per via Ancilla Marighetto, sempre nel Municipio XIV, sulla sinistra incrociamo via Marchiani, intitolata a Irma Marchiani (1911-1944) nome di battaglia “Anty”. Proveniente da famiglia fiorentina antifascista, nel 1943 aderisce alla Brigata Garibaldi Roveda, con la quale compie numerose missioni. Viene catturata nel 1944, mentre cerca di assistere un compagno ferito e inviata nei campi di concentramento. Nonostante tutto riesce valorosamente a fuggire, e a tornare nuovamente con il suo gruppo, con cui nel novembre dello stesso anno viene nuovamente arrestata e infine uccisa vicino Modena.

Lasciata alle spalle via Marchiani, dobbiamo avanzare per pochi chilometri su via Riserva Grande, una lunga strada che costeggia il parco di Selva Candida, fino ad arrivare a via di Selva Candida prima, e successivamente in via Rosani, strada dedicata a Rita Rosani (1920-1944), partigiana di origini ebraiche e maestra elementare. Abitante di Trieste, riesce a scappare dalle deportazioni per poi entrare nei gruppi della Resistenza che agiscono in Veneto e Friuli. É lei a costituire la brigata “Aquila”, operante nella Valpolicella. Accerchiata dalla Guardia Nazionale Repubblicana con i suoi e le sue compagne in una baita, si rifiuta di arrendersi e dopo essere stata arrestata viene uccisa con un colpo alla testa.

Proseguendo in avanti per via Rosani incrociamo dritta di fronte a noi via Modesta Rossi Palletti. La strada è dedicata a Modesta Rossi (1914-1944), partigiana aretina sposata con Dario Polletti, anche lui parte della Resistenza toscana, e madre di cinque figli. Sorpresa in casa da un rastrellamento nazista, assiste prima all’interrogatorio del figlio di sette anni e all’assassinio dell’altro bambino di tredici mesi, per poi essere uccisa a pugnalate e bruciata. La sua storia viene anche ricordata da una canzone, una ballata dei Casa del Vento del 2004.

Strada parallela a via Modesta Rossi Palletti è via Antonio Gandin, dalla quale si articola una strada senza uscita intitolata a Gina Borellini (1919-2007). La via a lei dedicata è stata istituita otto anni dopo la sua morte, nel 2015, dalla Giunta comunale di Ignazio Marino. Gina Borellini lavora durante la guerra come mondina nelle risaie di Novara. Dopo l’armistizio aderisce alla Resistenza con il marito, che viene arrestato e ucciso poco dopo. Gina continua la sua lotta e diventa attiva anche nei Gruppi di difesa della donna. Ferita dai fascisti e costretta all’amputazione della gamba sinistra, riesce a sopravvivere alla guerra e nel 1948 è eletta al Parlamento. Tra le sue azioni più conosciute vi è senza dubbio la fondazione dell’Unione donne italiane nel 1945.

Per continuare il nostro itinerario dobbiamo ora spostarci di qualche chilometro, fino al Municipio IX, che accoglie sul suo territorio altre due intitolazioni femminili a medaglie d’oro della Resistenza italiana. Nella zona di Tor de’ Cenci, adiacente a via Carmelo Maestrini, nel 1993 (sotto la Giunta comunale guidata dal commissario straordinario Aldo Camporota) è stata dedicata una via a Iris Versari (1922-1944). Nel 1943 Iris entra nella Resistenza insieme a Silvio Corbari, del quale si innamora e con cui condivide le azioni e le lotte. Ferita a una gamba, durante un’imboscata dei nazifascisti, per garantire la fuga ai suoi e alle sue compagne, si mette in mezzo e sacrifica così la sua vita, senza riuscire, però, a impedire la cattura di tutta la compagnia.

Sempre nel IX Municipio, ma a qualche chilometro di distanza, incontriamo via Vera Vassalle. L’intitolazione è stata istituita nel 1997 (Giunta Rutelli) nel quartiere Giuliano-Dalmata e la strada costeggia gran parte del parco del Fosso della Cecchignola. Vera Vassalle (1920-1985) agisce come radiotelegrafista e spia nella zona della Versilia durante gli anni della Resistenza combattendo valorosamente. Sopravvissuta alla guerra, decide di dedicarsi all’insegnamento per il resto della sua vita.

Spostiamoci infine nel Municipio XII, nel quartiere Gianicolense che ospita Largo Carla Capponi. La strada è stata istituita solo nel 2007 (Giunta Veltroni) ed è circondata da altre numerose vie dedicate a figure femminili. Carla Capponi (1918-2000) partecipa con intensità alle azioni della Resistenza aderendo a Roma ai Gap. Dopo la guerra è deputata con il Pci e presidente onoraria dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).

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Articolo di Marta Vischi

Laureata in Lettere e filologia italiana, super sportiva, amante degli animali e appassionata di arte rinascimentale. L’equitazione come stile di vita, amo passato, presente e futuro, e spesso mi trovo a spaziare tra un antico manoscritto, una novella di Boccaccio e una Instagram story!


Servizio fotografico di Andrea Zennaro

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Andrea Zennaro, laureato in Filosofia politica e appassionato di Storia, è attualmente fotografo e artista di strada. Scrive per passione e pubblica con frequenza su testate giornalistiche online legate al mondo femminista e anticapitalista.

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