Percorsi e mappe sulle vie dedicate alle donne

Sono stati premiati nei primi posti del Concorso Sulle vie della parità IX edizione due validi e ricchi progetti didattici, entrambi nella sezione dedicata ai percorsi di genere e alle successive intitolazioni.

Percorso attraverso le strade del II Municipio di Roma dedicate a donne è il titolo scelto dalle classi 2F, 3F e 3G dell’IC di Via Volsinio a Roma, guidate dalla docente Rosalba Abozzi, con la consulenza esterna della toponomasta Livia Capasso e la competenza tecnico-grafica di Lucilla Rosati, madre di un alunno di 2F. Il lavoro è stato svolto non solo in aula, ma anche nei quartieri romani Trieste, Parioli, Pinciano, Flaminio e Nomentano, con sopralluoghi per trovare e fotografare le strade intitolate alle donne, su cui poi compiere ricerche.
Dopo una serie d’interventi sulla disparità di genere e sul significato della toponomastica, le classi hanno proceduto alla mappatura delle strade intitolate a donne nel quartiere dove è ubicata la scuola e dove vivono i ragazzi e le ragazze che la frequentano. Sono state poi organizzate uscite didattiche, durante le quali sono state scattate le foto alle targhe. Ogni figura femminile è stata studiata singolarmente e il testo realizzato come esito del progetto, relativo ai cenni biografici delle donne trovate, è stato redatto in prima persona in modo da rendere la narrazione più agevole; tutte le biografie, in seguito, sono state inserite in un unico fascicolo che procede secondo l’ordine del percorso nei vari quartieri che compongono il II Municipio di Roma. Il testo è stato arricchito con mappe che individuano la geolocalizzazione delle strade intitolate alle donne per ogni quartiere.

Ragazzi e ragazze hanno disegnato la copertina e la presidente del II Municipio, Francesca Del Bello, ha voluto infine scrivere una prefazione al lavoro, in cui afferma: «Come Presidente del Municipio II, ho potuto apprezzare in questi anni il lavoro svolto dalle scuole del territorio sui temi della parità di genere, tra cui notevoli sono stati i contributi dell’IC Volsinio al progetto La violenza non è amore. Ed è proprio in questo percorso di educazione alla parità di genere, che necessariamente passa attraverso la scuola, che si inserisce questo brillante testo sulla toponomastica femminile. Interessanti sono i dialoghi con le protagoniste, Sante, Partigiane e da ultimo Donne della Costituente. Abbiamo particolarmente voluto questa intitolazione, all’interno del Parco Virgiliano, alle ventuno donne elette per la prima volta in Parlamento il 2 giugno 1946. Tra di esse anche Lina Merlin, che entrò nella Commissione dei 75 incaricata di scrivere la Carta costituzionale, battendosi affinché l’articolo 3 della Costituzione affermasse in modo esplicito l’uguaglianza davanti alla legge “senza distinzione di sesso”. I progressi sono lenti e i divari di genere persistono nel mondo del lavoro e a livello di retribuzioni, assistenza e pensioni; nelle posizioni dirigenziali e nella partecipazione alla vita politica e istituzionale. L’impegno civico è quello che mi ha spinto a fare politica, amministrare non può prescindere da una cittadinanza attiva e fare dell’impegno politico un impegno per il bene comune significa consentire l’esercizio della libertà. E, nonostante gli ostacoli e le difficoltà, ogni volta che incontro le nostre giovani generazioni sento che siamo sulla buona strada».

Siccome la scuola prende il nome dalla strada in cui è ubicata, via Volsinio, si può dire che praticamente non ha nome. Allora le classi, si legge nella descrizione dell’esperienza, hanno deciso di proporre per la sua intitolazione il nome di una donna che avesse avuto importanza per il quartiere e per la città. Dopo aver vagliato una rosa di proposte, alunni e alunne hanno scelto di proporre Elisa Salvadori, nobildonna e persona di grande cultura (Cagliari, 9 sett.1900-Roma, 30 sett.1987), insegnante, pedagogista, giornalista. Come scrittrice, fu ammessa nel 1916 all’Accademia dell’Arcadia. Sposata con un colonnello dei bersaglieri, perse un figlio nella seconda guerra mondiale e il dolore fu tanto grande che decise di dedicare la sua vita ai più piccoli e ai bisognosi. Nel 1950 ottenne una speciale dispensa papale e si fece suora istituendo l’ordine delle Suore Oblate delle Sacra Famiglia. Ha aperto diversi istituti per l’infanzia abbandonata e negli anni ’60 un istituto tecnico per geometri in viale Somalia (nel quartiere dell’Ist. di via Volsinio). Nel 1988 dal presidente Cossiga ottenne, alla memoria, la medaglia d’oro ai/alle benemerite della scuola della cultura e dell’arte.

Nella motivazione della giuria, per l’attribuzione del primo premio ex aequo della sezione, si può leggere: «Il progetto si qualifica per l’attenzione al territorio, attraverso la mappatura delle strade dedicate alle donne nel quartiere dove si trova la scuola. Le foto delle targhe, che segnano il percorso esplorato, introducono allo studio singolare di ogni figura femminile, studio che si traduce nella redazione in prima persona da parte dei ragazzi e delle ragazze delle storie di vita delle donne rappresentate. Interessante il ricorso all’immaginazione e all’intelligenza emotiva, che consentono ai soggetti di sviluppare dialoghi con le protagoniste delle targhe in una vivace immedesimazione proiettiva. Altra valenza positiva del progetto è il prodotto di questo ricco e coinvolgente processo esplorativo: un libro che raccoglie le biografie prodotte, ricostruendo i percorsi della ricognizione, corredato di mappe per la geo-localizzazione delle strade dedicate alle donne nei quartieri del secondo municipio di Roma, strade rappresentate nella suggestiva copertina del libro come radici di un grande albero verde. La proposta di intitolazione della scuola a Elisa Salvadori, insegnante pedagogista, giornalista e scrittrice, per la sua significativa azione di cura e istruzione dell’infanzia abbandonata è la documentazione concreta della presa di coscienza delle discriminazioni di genere nel passato e nel presente per il misconoscimento di molte azioni delle donne per il bene comune».

My maps for women è il progetto presentato dalla classe 2D dell’IC “A. Manzoni” di Mottola, in provincia di Taranto. L’esperienza viene descritta dalle docenti referenti, Virginia Mariani e Giovanna Spinelli, come avvincente, coinvolgente, partecipata da tutti/e, nuova, creativa, intensa e sorprendente.
Queste le fasi del lavoro: discussione in classe sul concorso e sviluppo della proposta; creazione di un account Google My Maps; attività iniziali di esplorazione dei luoghi e geolocalizzazione sulla mappa; consultazione di carte topografiche e ricerca di vie/luoghi intitolati a donne; elencazione e osservazione; creazione delle mappe con geolocalizzazione, immagine e breve biografia; perfezionamento in unica mappa.
Il progetto, che ha ottenuto nella classe, come obiettivi raggiunti, nuove competenze digitali, quali gestione account e password, consultazione fonti, ricerca immagini senza copyright, digitazione testi e scrittura collaborativa, ha condotto alla richiesta dell’intitolazione alle Madri Costituenti della piccola area di parcheggio, prospicente via S. Pertini e via Pio X, costeggiata da via Frassati, nel Comune.
Qui si può trovare il progetto finale dell’attività di geolocalizzazione per la valorizzazione delle vie dedicate a donne: https://www.google.com/maps/d/u/0/viewer?mid=1ME0Zq5XgZCIV5jWjMIb8dO5rsw0T_wcs&ll=40.63592683935903%2C17.060057398921188&z=13
E qui il video riassuntivo di tutto il percorso didattico: https://youtu.be/GL7j2dDcVGk


Questa la motivazione che ha attribuito il terzo premio della sezione, al progetto: «Il titolo del progetto My maps For Women coniuga il concetto di parità nella toponomastica femminile alla visibilità di genere nello spazio pubblico. La pertinenza ai criteri assegnati nel bando del concorso si esplica nell’utilizzo dello strumento multimediale di geo-localizzazione che individua la presenza di intitolazioni femminili delle strade. La documentazione delle varie fasi di lavoro è realizzata dalla vivace presentazione di un video che mostra la costruzione della mappatura del territorio, evidenziando le intitolazioni di genere presenti con l’apertura strategica di schede biografiche delle figure femminili di riferimento».

***

Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, tiene corsi di aggiornamento per docenti, in particolare sui temi delle politiche di genere. È referente provinciale per Lodi e vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile. Collabora con Se non ora quando? SNOQ Lodi e con IFE Iniziativa femminista europea. È stata Consigliera di Parità provinciale dal 2001 al 2009 e docente di filosofia e scienze umane fino al settembre 2020.

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