In una soleggiata giornata di primavera, lo scorso 17 aprile, si è svolta la premiazione del XIII concorso nazionale Sulle vie della parità (qui è possibile leggere il bando), presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Roma Tre. L’aula numero 12 si è riempita, in tale occasione, di un centinaio di ragazzi e di ragazze che con orgoglio hanno presentato i loro lavori, mossi da un obiettivo comune: restituire visibilità alle donne in tutti gli spazi pubblici e promuovere percorsi educativi che ne valorizzino il ruolo sociale.
Il concorso si è articolato in tre aree tematiche: la Sezione A-Presenze e la Sezione B-Percorsi, aperte a tutte le classi, dall’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado; la Sezione C-Narrazioni rivolta esclusivamente agli atenei.

Quest’anno il concorso ha visto la partecipazione di 77 classi, con un totale di ben 1129 studenti. Ad accoglierli è stata la vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile, Danila Baldo, che ha rivolto un ringraziamento speciale alle classi che hanno partecipato con progetti molto validi, ma che sono state impossibilitate a essere presenti quel giorno, e alle giurie che hanno valutato i progetti: in particolare, Paola Malacarne per gli istituti comprensivi, Livia Capasso per le scuole superiori e Loretta Junck per gli atenei.
Il concorso si è avvalso anche della cooperazione diretta dell’Osservatorio di Genere, che ha bandito per il nono anno l’edizione dedicata alle scuole di ogni ordine e grado della regione Marche (qui la premiazione regionale presso l’Università di Camerino). A patrocinare il concorso, inoltre, la rivista noidonne.org, rappresentata da Costanza Fanelli, e la Rete per la Parità, rappresentata dalla presidente Patrizia de Michelis.


Fridanna Maricchiolo, professoressa associata di Psicologia sociale, ha successivamente dato il suo benvenuto ai/alle presenti, cogliendo l’occasione per presentare alcuni progetti innovativi dell’Università, nati sotto la sua coordinazione. Tra questi, due podcast: Le maschere del pregiudizio e Socialmente parlando. Il primo è un stato realizzato da studenti di laurea magistrale in Coordinatore dei servizi educativi e dei servizi sociali, come risultato del laboratorio condotto dalla dottoressa Dina Curione, “Il Podcast: tra digitale e analogico, il ritorno alla comunicazione orale”. Il podcast si propone di analizzare il tema dei pregiudizi sociali, a partire dai processi psicologico-sociali della categorizzazione sociale (per saperne di più, vi rimandiamo alla pagina ufficiale di Roma Tre Radio). Socialmente parlando, invece, nasce dalle menti di studenti delle scuole secondarie di secondo grado, come iniziativa di un percorso di formazione-lavoro promosso dal Dipartimento di Scienze della Formazione. L’obiettivo del progetto è aprire «una finestra su una realtà del territorio tra le tante del terzo settore che si prendono cura delle persone, promuovono welfare e inclusione, difendono diritti civili e costruiscono legami». In ogni puntata, dunque, gli/le studenti incontrano operatori/trici degli enti e conoscono i loro progetti, con la supervisione della professoressa Fridanna Maricchiolo e il supporto tecnico di Dina Curione. La seconda puntata ha visto come protagonista proprio Toponomastica femminile, con l’intervista a Maria Pia Ercolini, presidente dell’associazione, portando all’attenzione un gap di genere profondo che caratterizza le nostre mappe urbane. Attraverso le sue parole, scopriamo come i nomi delle strade non siano semplici indicazioni geografiche, ma veri e propri racconti della storia di una società: è cruciale ad oggi restituire spazio e riconoscimento alle figure femminili anche partendo dalla toponomastica, affinché si possa creare una memoria collettiva più equa e inclusiva.


La mattinata di premiazione del concorso ha inoltre dato l’opportunità alle giovani associate di Toponomastica femminile di presentare il progetto europeo Tutta mia la città, inserito nel programma Erasmus+Azione KA154-YOU, finanziato dall’Unione Europea e avviato il 1° luglio 2025. Sono state illustrate le attività, i laboratori e le mobilità interregionali tra Lazio, Toscana, Lombardia e Sicilia, e ciò che ci si propone è di coinvolgere altri/e coetanee in percorsi educativi di consapevolezza toponomastica. A turno, ogni gruppo regionale ha presentato gli itinerari di genere realizzati in occasione delle quattro mobilità: le ragazze toscane hanno illustrato un percorso alla scoperta delle donne che caratterizzano la storia della città di Firenze, il gruppo lombardo ha realizzato due tragitti nella città di Lodi e di Pavia, il gruppo siciliano nella città di Licata e il gruppo laziale sette itinerari romani (uno avvenuto in ottobre, disponibile qui, e sei avvenuti in aprile, di cui si parlerà nelle prossime settimane).

Ma passiamo ora alle premiazioni. Quattro le classi presenti, chiamate di volta in volta a presentare i loro lavori didattici: una proveniente dall’istituto di Zagarolo (in provincia di Roma), una di Treia (in provincia di Macerata), una di Milano e una di Noto (in provincia di Siracusa).
Nel pomeriggio, invece, è avvenuta la premiazione della Sezione C-Narrazioni del concorso: anche per questa edizione si è rinnovata la prestigiosa collaborazione con il Premio Calvino per la parte dedicata alla scrittura creativa. Sul tema Storie di donne e di città, i/le partecipanti sono state chiamate a sviluppare racconti originali partendo da quattro incipit forniti da scrittori e scrittrici del Premio: Adil Bellafqih, Antonio G. Bortoluzzi (presente in aula), Mariapia Veladiano e Simona Baldelli. Con un totale di ventisei partecipanti, tre sono stati i racconti finalisti: Kamen (dall’incipit di Antonio G. Bertoluzzi) di Beatrice Ceccacci, studente dell’Università La Sapienza di Roma; Nel tempo che resta (dall’incipit di Adil Bellafqih) di Chiara Primiceri, dell’Università di Roma Tre e La gabbia di vetro (dall’incipit di Adil Bellafqih) di Giorgia Anna Corvino, dell’Università di Pavia, risultato vincitore: l’autrice avrà come premio l’accesso al Premio Calvino.
I racconti e i percorsi premiati saranno pubblicati nei prossimi numeri di Vitamine vaganti, nelle rubriche dedicate.
In copertina: l’aula 12 della facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Roma Tre durante la premiazione del concorso
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Articolo di Alice Lippolis

Sono laureata in Editoria e Scrittura presso l’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi dal titolo Il medium e il reale: Matilde Serao tra letteratura e giornalismo. Amo viaggiare, tanto quanto amo leggere sotto l’ombrellone in spiaggia (ma anche un po’ dove capita).
