Il primato di Umm

Umm Kultum è stata la prima cantante egiziana e la prima donna nel mondo arabo la cui voce, nel 1934, venne diffusa via radio. Viene ricordata come “la stella d’Oriente”.
Era nata in una famiglia di contadini in un villaggio a nord-est di Il Cairo, secondo alcune fonti nel 1898, secondo altre nel 1904. Apprese il canto da suo padre che era l’imam della moschea locale ma che, per arrotondare il misero stipendio, suonava nelle varie cerimonie nuziali e religiose facendosi accompagnare da uno dei suoi figli che cantava i versi del Corano. Un giorno a causa di un malessere del giovane, l’uomo decise che l’avrebbe sostituito con la figlia Umm. Ma c’era il problema che Umm era di sesso femminile e quindi le era vietato esibirsi pubblicamente. E fu così che le coprirono i lunghi capelli neri con un turbante e la vestirono da maschio. La sua voce incantò tutto il pubblico presente e da quel giorno prese definitivamente il posto del fratello, anche perché, a fine esibizione, le davano laute ricompense e addirittura, una volta, le offrirono per mancia una somma pari alla metà dello stipendio che percepiva suo padre. Il suo nome d’arte fu Fatima Ibrahim al-Bitagi. Dovette tuttavia aspettare di compiere 23 anni prima di rivelare la vera identità, infatti la mentalità repressiva di un certo mondo islamico la costringeva non solo al travestimento ma anche al rifiuto di partecipare a qualsiasi evento mondano che potesse svelare il suo segreto, celato dalla lunga tunica che le arrivava fino alle caviglie. Quando si trasferì a Il Cairo per studiare, iniziò ad esibirsi nei teatri della città egiziana. Nel 1926 conquistò l’indipendenza economica tramite un contratto stabile con la Gramophone Records.
Umm rivelò un’eccezionale maestria nella poesia cantata (qsaida) e nella cantillazione del Corano (tajwid). Durante i suoi concerti dal vivo spettatori e spettatrici entravano in totale sintonia con lei, tanto che il suo modo di cantare fu definito tarab, cioè estasi, rapimento mistico. La qualità e la bellezza della sua voce consistevano nel sapiente utilizzo della tecnica del ghinà (parlare con suono nasale), ovvero con voce impostata, sonora, melodiosa.
Dal 1934 fino alla fine degli anni Settanta, in radio, ogni primo giovedì del mese, veniva trasmesso un suo concerto e in quelle occasioni 120 milioni di arabi/e, dal Qatar al Marocco, lasciavano le loro attività quotidiane per ascoltarla. Nel 1944 ricevette dal re Farouk il più alto degli ordini onorifici d’Egitto: il Nishan al-Kamal, riservato fino ad allora solo ai membri della famiglia reale ed ai politici.
Tenne concerti nelle maggiori città: Damasco, Tripoli, Beirut, Baghdad.
Fu una donna indipendente e orgogliosa, una figura femminile inusuale per quel tempo e per quel mondo.
Così è stata definita: «Una cantante con il virtuosismo di Joan Sutherland o Ella Fitzgerald, il personaggio pubblico di Eleanor Roosevelt e il pubblico di Elvis».
Nel 1953, a cinquant’anni, si sposò con un medico egiziano che rispettava il suo talento e la sua indipendenza. Alcuni biografi sostengono che si trattò di un matrimonio “di facciata” in quanto Umm era omosessuale. Non sappiamo se ciò corrisponde a verità o se invece si è voluta dare un’interpretazione forzata a delle sue dichiarazioni. Infatti l’artista aveva detto: «Sono molto più a mio agio con le ragazze. Con i ragazzi o gli uomini, non so, credo che se non fossero esistiti, sarei stata perfettamente felice». Ed ancora: «Sai quanta poca stima ho degli uomini: senza di loro il mondo sarebbe più calmo, più casto, più fedele».
Morì il 3 febbraio del 1975  per insufficienza cardiaca, e in quell’occasione la stampa scrisse: «Il suo funerale è stato unico nella storia dell’Egitto, un evento che l’ha paralizzato. Tre milioni di egiziani hanno invaso la capitale. Fazzoletti che sventolavano, fiori e lamenti, canti e lacrime accompagnavano il feretro […] la bara è stata passata di mano in mano sulle teste della folla riunita, trascinata da un mare di persone di questo corteo lungo oltre 10 chilometri che attraversava il Cairo […] erano presenti tutti i Capi di Stato Arabi».
Nel quartiere arabo-palestinese di Beit Hanina, a Gerusalemmme, le è stata intitolata una via e un parco a suo nome è presente al Cairo.

Umm Kultum park. Il Cairo
Umm Kultum park, Il Cairo

 

 

Articolo di Ester Rizzo

a5GPeso3Laureata in Giurisprudenza e specializzata presso l’Istituto Superiore di Giornalismo di Palermo, è docente al CUSCA (Centro Universitario Socio Culturale Adulti) di Licata per il corso di Letteratura al femminile. Collabora con varie testate on line, tra cui Malgradotutto e Dol’s. Per Navarra editore ha curato il volume Le Mille: i primati delle donne ed è autrice di Camicette bianche. Oltre l’otto marzo e di Le Ricamatrici e Donne disobbedienti.

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