Non sprechiamo questa crisi. UN UTILE MANUALE DI ECONOMIA

C’è un agile libretto, uscito lo scorso anno per Laterza, in piena pandemia, di un’economista anglo-italiana, molto conosciuta e stimata all’estero, Mariana Mazzucato, di cui abbiamo già trattato qui, agli esordi della nostra rivista. La sua scrittura, che ha il pregio della chiarezza e della scorrevolezza, può essere un veicolo importante per presentare alle classi, nelle ore di economia politica e relazioni internazionali, in quelle di geopolitica o di educazione civica, alcune idee per uscire da questa crisi del capitalismo, che è triplice. Molto meglio, a parere di chi scrive, dei pamphlet noiosi dei Cottarelli di turno et similia (non mene vogliano i suoi e le sue estimatrici, che peraltro potranno consolarsi ed ascoltarne il Verbo, dato il numero notevole delle sue ospitate in tv. Avete notato che a parlare di come superare la crisi sono chiamati sempre gli stessi e sempre gli uomini?).

Mariana Mazzucato

Ghiotta occasione per far conoscere una delle moltissime economiste, del presente e del passato, ignorate da case editrici per la scuola che avrebbero bisogno di un confronto con chi la scuola la fa, cioè “i e le docenti”. E di insegnare educazione economica in ottica di genere. Il ruolo delle e degli insegnanti, non dimentichiamocelo mai, è quello di andare «in direzione ostinata e contraria» rispetto alla narrazione allarmistica e monocorde dei media generalisti sul Coronavirus, offrendo alle giovani generazioni prospettive e soluzioni fondate sulla conoscenza, piuttosto che cori di lamentazioni o retrotopie come «si stava meglio quando si stava peggio», che su di loro non avranno alcun effetto. (https://vitaminevaganti.com/2021/03/20/terra-incognita-il-futuro-non-e-piu-quello-di-una-volta/).

Ogni capitolo del manuale si presta ad approfondimenti didattici, che potranno essere costruiti dal/la docente. Mi limiterò qui ad una serie di spunti, che spero possano stimolare colleghi e colleghe, ricordando che quella del didatta è la professione più creativa del mondo, se la si interpreta nel suo significato di Maestra/o e Guida, sottraendosi al tentativo di omologazione, aziendalizzazione, burocratizzazione e standardizzazione in atto da troppo tempo nella scuola. Nel capitolo introduttivo La crisi del Covid-19 è un’occasione per cambiare il capitalismo Mazzucato ci ricorda che dagli anni Ottanta di reaganiana e thatcheriana memoria, seguiti dai Novanta del Clinton della deregulation finanziaria e di Blair, che ne hanno condiviso lo spirito ed hanno semmai aggravato la situazione, dando il colpo di grazia all’immagine dello Stato, è stato chiesto agli Stati di fare un passo indietro e di lasciare alle imprese il compito di imprimere la direzione del sistema economico e di creare ricchezza. L’intervento del pubblico nell’economia è stato relegato ai periodi di forte crisi, come appunto l’attuale pandemia, e ai cosiddetti “fallimenti del mercato”. Ma se è questo il ruolo lasciato agli Stati, quello di àncora di salvataggio, gli Stati saranno sempre impreparati. I partenariati pubblico-privato realizzati negli ultimi decenni hanno privilegiato gli interessi del business rispetto al bene pubblico. Il feticcio del mercato ha affascinato chiunque e ci ha fatto perdere di vista l’importanza di una rete di sicurezza e protezione di molte persone, soprattutto quelle che lavorano in quella giungla senza regole che è la gig economy. Oggi forse possiamo insegnare ai/alle giovani che il ruolo dello Stato non può limitarsi a correggere i fallimenti del mercato, ma deve fare in modo che «le imprese a cui arrivano fondi pubblici siano guidate dall’interesse pubblico e non dal profitto». I Governi devono investire i soldi dei contribuenti onesti in istituzioni che siano in grado di prevenire le crisi (le zoonosi come quella da Coronavirus ci sono sempre state e probabilmente si ripeteranno, come emerge dalla lettura necessaria dell’interessante libro Spillover, di Quammen) e nel potenziamento dei sistemi sanitari. Devono inoltre coordinare le attività di ricerca e sviluppo, «orientandole verso obiettivi di salute pubblica» e plasmare i mercati per conseguire finalità pubbliche come ha fatto il Darpa negli Usa, che ha finanziato, con i soldi di tutti e tutte, quella che è oggi la rete Internet. Infine devono costruire partenariati pubblico-privato da cui traggano vantaggio sia cittadini e cittadine che il sistema economico. Quando le imprese chiedono fondi di salvataggio agli Stati devono in qualche modo restituire alla comunità quello che hanno ricevuto, sotto forma di impegni nella Transizione ecologica e nel Green New Deal. La lezione su questi temi potrebbe cominciare così: che cosa spetta allo Stato e che cosa al mercato nel sistema economico? E perché? E in che forma?

Nel secondo capitolo, La triplice crisi del capitalismo, si definiscono i suoi tre aspetti: sanitario, economico e climatico. Mazzucato ci mette in guardia sul pericolo di ripetere l’errore fatto dai politici nel 2007/2008: inondare di liquidità il sistema, senza avere cura di controllare dove questa liquidità è diretta e fidarsi del sistema bancario, che tanti danni ha prodotto nella storia alle società. In quegli anni la liquidità non finì in investimenti utili a far crescere il sistema, ma nel settore finanziario aggravando ulteriormente la crisi. Il Covid 19 ha scoperchiato tutto il mondo della gig economy e ne ha messo in luce le forme di sfruttamento ai limiti della schiavitù, come recentemente, a proposito dei rider, è stato affermato dalla Procura della Repubblica di Milano, ma anche dal recente libro Candido, a cura di quel guru della finanza che è Guido Brera, scritto insieme al collettivo I diavoli. Un altro grave errore è stato il perseguimento da parte dei Governi delle politiche di austerity, come se il debito pubblico fosse “il” problema. Il risultato è stato indebolire le istituzioni pubbliche, nella sanità e nella scuola, con gli esiti che sono sotto gli occhi di ciascuno/a: l’Italia ha il maggior numero di morti per Covid di tutta l’Unione Europea e ciò non ha nulla a che fare con chi sia a capo del Governo. I prestiti alle imprese ci hanno messo il carico da 11: la loro finanziarizzazione ha favorito l’acquisto di azioni proprie per soddisfare gli azionisti, a scapito dei salari, della formazione di lavoratrici e lavoratori, degli investimenti in ricerca e sviluppo.

Il Covid 19 secondo Mazzucato può essere l’occasione per ripensare l’intervento del Governo: non un blocco dello stesso ma una sua ristrutturazione adeguata. Gli aiuti devono essere adeguati ad una serie di condizioni e lo Stato «deve fare la parte dell’eroe, non quella del gonzo». Le aziende che ricevono aiuti di Stato dovrebbero essere obbligate a mantenere i posti di lavoro e garantire che, passata la crisi, investiranno in formazione dei dipendenti e nel miglioramento della qualità della vita sui luoghi di lavoro, così come emerge dai criteri della responsabilità sociale, sbandierati su tutti i siti delle aziende ma probabilmente oggi veri solo a parole. Le imprese devono essere orientate verso la creazione, non l’estrazione di valore e si deve impedire il riacquisto di azioni proprie, incentivando investimenti per la riduzione dell’impatto ambientale e la crescita sostenibile. C’è bisogno di Stati innovatori e questo è il momento di farlo capire agli altri attori del sistema economico, soprattutto le imprese, che fino ad oggi hanno avuto un rapporto parassitario con lo Stato. Se non lo faremo adesso, non avremo strumenti per contrastare la terza crisi, quella climatica, e tutte quelle minori che ne seguiranno. Dobbiamo farlo per le prossime generazioni e il primo passo è renderle economicamente e finanziariamente alfabetizzate.

Da questo capitolo sono molti gli spunti da trarre in classe: lo studio delle crisi economiche nella storia (utili libri divulgativi ma rigorosi in tal senso sono quelli di Fabrizio Galimberti, editi da Laterza, L’economia spiegata a un figlio, SOS economia, Economia e Pazzia, ovvero la crisi spiegata ai comuni mortali, ma anche il bel sito di educazione finanziaria della Consob, film come Wall Street 1 e 2 di Oliver Stone, The margin call di J.C. Chandor, Too big to fail di Andrew Ross Sorkin, economista e giornalista del New York Times e Capitalismo una storia d’amore di Michael Moore, cui si può aggiungere sull’importanza del sistema sanitario italiano che fu anche Sickoo ancora Quasi un romanzo di Leonardo Martinelli in cui commenta molti film che offrono spunti di approfondimento in materia economica, infine il fantastico e pluripremiato documentario Inside Job, corredato di un apparato didattico già pronto e rimodulabile sulle nostre classi), le stock options, i bonus dei manager e l’acquisto di azioni proprie o buy-back per riflettere sul conflitto tra shareholder e stakeholder, la responsabilità sociale, la cosiddetta sovranità del consumatore e il grande problema del valore attraverso il modo in cui è stato affrontato dai diversi economisti nella storia. Per non parlare della gig economy e del tema delle disuguaglianze, su cui rinvio a un prossimo articolo. Quanto c’è da trovare in rete e non solo per alimentare il dibattito e far brillare gli occhi dei nostri e delle nostre ragazze, anche i/le più apparentemente demotivati/e, quando si mettono ad immaginare il mondo che verrà. E perché non pescare nel mare magnum delle serie e delle fiction, di cui la nostra gioventù si intende assai? Una per tutte, ma non la sola, La casa di carta, in cui il giudizio del Professore sulla iniezione di liquidità alle banche nella crisi del 2011/12 e i danni prodotti, insieme al gesto simbolico di inondare Madrid di 150 milioni di banconote stampate a proprie spese e non sottratte ad alcuno dalla Banda dai nomi di città può essere più facile da commentare di tante frasi ridondanti e noiose dei nostri manuali.

Per chi volesse conoscere Mariana Mazzucato si rinvia a:

https://vitaminevaganti.com/2019/07/27/cambiamo-narrazione-il-pensiero-eccentrico-di-mariana-mazzucato-lo-stato-innovatore/

https://vitaminevaganti.com/2019/08/03/e-questo-il-futuro-che-vogliamo/

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Articolo di Sara Marsico

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Abilitata all’esercizio della professione forense dal 1990, è docente di discipline giuridiche ed economiche. Si è perfezionata per l’insegnamento delle relazioni e del diritto internazionale in modalità CLIL. È stata Presidente del Comitato Pertini per la difesa della Costituzione e dell’Osservatorio contro le mafie nel sud Milano. I suoi interessi sono la Costituzione , la storia delle mafie, il linguaggio sessuato, i diritti delle donne. È appassionata di corsa e montagna. 

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