Ho letto con molto interesse Il cognome materno. Interrogativi giuridici e resistenze culturali all’applicazione di un principio democratico, il libro di Sergio Tatarano di cui seguo da anni la preziosa attività che svolge come Assessore nel Comune di Francavilla Fontana e l’impegno, non solo da giurista, sull’attribuzione del doppio cognome per legge.
Ci unisce Toponomastica Femminile, nostro riferimento per l’impegno contro l’invisibilità delle donne, una delle tre linee guida della Rete per la Parità, insieme con quelle riguardanti le discriminazioni dove si decide e nei luoghi di lavoro.
So che le figlie di Sergio Tatarano Michela Libera e Viola Libera, alle quali il libro è dedicato, portano il doppio cognome.
La testimonianza di Sergio Tatarano è preziosa anche, anzi direi soprattutto, perché è di un uomo, a dimostrazione che il doppio cognome nulla toglie agli uomini, nulla toglie ai padri. E che far emergere le madri dall’invisibilità riconosce alle figlie e ai figli la piena identità.
Purtroppo, invece, questa non è la convinzione di molti uomini, e tra questi anche i parlamentari a causa dei quali ha avuto un iter lento e difficile la legge di riforma organica sul cognome, pur essendo stata definita urgente già nella prima sentenza della Corte costituzionale, la n.286 del 2016 e impellente nella seconda sentenza, la numero 131 del 2022.
La mancanza della Legge di riforma e l’applicazione del Regolamento sull’Anagrafe nella stesura ormai superata comportano le incertezze, i problemi burocratici e i vari tipi di ostacoli che ne rallentano l’adozione, come sinteticamente ed efficacemente esposto nella prefazione del libro a cura della Prof.ssa Graziella Priulla.
Madri invisibili è un tema che è stato sempre all’attenzione della Rete per la Parità.
Ogni anno, a novembre, nell’anniversario della prima sentenza della Corte costituzionale, quella del 2016, organizziamo un Convegno per denunciare che un altro anno è passato e la legge ancora non c’è.
Non ci siamo limitate a questo, siamo intervenute davanti alla Corte durante l’iter che ha portato alla sentenza del 2016 e abbiamo presentato un documento come amici curiae durante l’iter della seconda. Entrambe le volte ci ha assistito l’avvocata e socia Antonella Anselmo che ha scritto la postfazione del libro di Sergio Tatarano.
E siamo più volte intervenute nelle audizioni in Parlamento svolte nella scorsa Legislatura e in questa.
Stiamo per pubblicare gli atti del convegno dell’anno scorso, come abbiamo fatto per i precedenti, e abbiamo già programmato per il prossimo 8 novembre il nono convegno, con la speranza che la legge a quella data sia stata approvata o che perlomeno sia a buon punto.
Sul nostro portale reteperlaparita.it sono disponibili sia gli atti dei nostri convegni sia i documenti riguardanti le audizioni presso il Senato e la Camera.
L’impegno deve proseguire e finché l’approvazione non ci sarà nulla è sicuro. Nella scorsa legislatura Valeria Fedeli, purtroppo recentemente scomparsa, era arrivata a un accordo che univa tutte le senatrici, quelle dell’allora maggioranza e dell’allora opposizione, ma la fine anticipata della Legislatura provocò il ritorno al punto di partenza, come nel Gioco dell’Oca.
La vicenda torna di attualità perché il 10 febbraio scorso, dopo quasi un anno di stasi, la Commissione Giustizia del Senato ha ripreso i lavori per la legge di riforma organica del cognome, la cui mancanza ostacola la piena e corretta applicazione del doppio cognome introdotto con le sentenze della Corte costituzionale. Infatti i provvedimenti riguardanti l’attribuzione del cognome sono stati calendarizzati nell’Assemblea del Senato a partire dalla settimana del 19 maggio; pertanto, essendo stati oggetto della programmazione dei lavori dell’Aula, la Commissione è tenuta a procedere all’esame dei cinque disegni di legge e delle due petizioni assegnati.
La senatrice Anna Rossomanno del Pd, relatrice, ha ricordato in Commissione che sui provvedimenti è stato svolto un ampio ciclo di audizioni e un altrettanto ampio e approfondito dibattito, con il contributo di tutti i Gruppi parlamentari. All’esito di questo dibattito aveva ripetutamente sollecitato l’attenzione della Commissione su alcuni punti specifici che dovrebbero formare oggetto di autonoma regolamentazione, anche al fine di individuare un percorso condiviso rispetto al prosieguo dei lavori. Peraltro, il tema del cosiddetto doppio cognome è già, nella sua parte essenziale, norma vigente a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 131 del 2022 che ha stabilito che il cognome del figlio deve comporsi con i cognomi dei genitori nell’ordine dagli stessi deciso. Come emerso anche nel corso delle audizioni, si tratta di individuare una specifica disciplina attraverso la legge, nel rispetto della pronuncia della Corte costituzionale citata: è per questo che la senatrice ha più volte chiesto ai colleghi di formulare delle proposte o esprimere una propria posizione sulle modalità di prosecuzione dell’esame dei disegni di legge e sugli aspetti fondamentali che un eventuale provvedimento condiviso dovesse contenere. Ha informato, quindi, che proseguirà nell’ascolto e nella consultazione dei componenti della Commissione di tutti i Gruppi parlamentari e che, all’esito, in qualità di relatrice presenterà un testo base che sarà sottoposto al voto della Commissione. Anche in ragione degli impegni che vedono i membri della Commissione coinvolti nella campagna referendaria ha proposto di rinviare l’esame dei disegni di legge — al fine dello svolgimento delle opportune consultazioni e della predisposizione di un testo — immediatamente dopo il voto.
Inoltre il 3 marzo scorso, durante le celebrazioni alla Camera dei deputati del decimo anniversario di Alley Oop!, il Blog del Sole 24 ore, la senatrice Rossomanno ha annunciato che presenterà un testo di riforma alla Commissione.
Riprendiamo di nuovo a sperare e ci auguriamo di non dover avere altre delusioni.
***
Apriamo la rassegna della settimana con Riflessioni sulla Costituzione che evidenzia il carattere democratico e trasformativo della Costituzione italiana e denuncia la scarsa conoscenza dei suoi principi e il debole insegnamento nelle scuole. La Carta viene presentata come un progetto di cambiamento sociale partecipato, oggi messo a rischio da dinamiche politiche ed economiche.
Ancora uno sguardo alla Giornata Internazionale della Donna con 8 marzo e dintorni che ripercorre le numerose attività organizzate in Toscana tra mostre, incontri, spettacoli e momenti di sensibilizzazione. Le iniziative mirano a valorizzare il ruolo delle donne, promuovere consapevolezza e contrastare stereotipi ancora radicati.
Proseguiamo con Tutta mia la città. La mobilità a Lodi che descrive la terza tappa del progetto di Toponomastica femminile nel programma europeo Erasmus+AzioneKA154-YOU svoltasi nel febbraio 2026. Le partecipanti hanno esplorato la storia locale e tra laboratori d’arte, itinerari di genere e riflessioni sul sistema universitario, l’evento ha ribadito l’importanza di recuperare la memoria storica femminile.
Restiamo ancora in città con Vai pure di Carla Lonzi ai Venerdì dell’arte a Lodi che riporta l’incontro dedicato al libro “Vai pure – Dialogo con Pietro Consagra” di Carla Lonzi, presentato dalla filosofa Annarosa Buttarelli per la quale l’opera mostra i limiti ancora presenti nel rapporto tra uomini e donne in una cultura patriarcale e invita a riflettere sul diverso modo di intendere autorità, relazioni e potere femminile.
Vediamo, ora, le figure femminili riscoperte in questo numero.
La donna di “Calendaria” è Janice Mayman, giornalista freelance australiana nota per le sue inchieste a difesa delle comunità aborigene. Nel corso della sua carriera denunciò anche il razzismo istituzionale, la corruzione politica e lo sfruttamento dei territori indigeni. Voglia di storie, voglia di racconti. Conversazione con Elena Goatelli, regista e sceneggiatrice presenta una donna che, grazie alla sua curiosità e alla passione per le storie, ha lavorato nel mondo dei documentari e ha collaborato con il regista e montatore Angel Esteban. L’intervista mette in luce il suo impegno nel raccontare storie, soprattutto di donne, attraverso il cinema documentario come strumento di memoria, consapevolezza e cambiamento sociale. Scopriamo il progetto di studio dell’Archivio di Ilaria Alpi, giornalista d’inchiesta, promosso dall’università degli Studi del Molise per valorizzare i documenti lasciati dalla reporter: Ilaria Alpi lavorò a lungo come corrispondente dal Cairo e analizzò importanti eventi politici dell’area Mena. Fu uccisa mentre indagava su traffici illegali di armi e rifiuti tossici tra Somalia e Italia.
Esploratrici dell’Artico più remoto descrive la mostra sulle donne che hanno partecipato alle esplorazioni dell’Artico, spesso dimenticate dalla storia ufficiale dominata da figure maschili. Attraverso diverse biografie emerge il ruolo fondamentale di esploratrici, guide, scienziate e interpreti nelle spedizioni polari.
Ancora di una mostra trattiamo in “Alchimiste” a Palazzo Reale di Milano dell’artista Anselm Kiefer. La mostra curata da Gabriella Belli rende omaggio a donne scienziate e alchimiste dimenticate dalla storia che contribuirono allo sviluppo del pensiero scientifico e invita a riflettere sul ruolo delle donne nella storia della conoscenza e sull’alchimia come simbolo di trasformazione e ricerca del sapere.
Per le nostre rubriche, il nuovo appuntamento con “Lupe” analizza il ruolo delle figure femminili nei miti delle origini di Roma in Donne al bivio. La guerra e l’amore. Dopo la fondazione della città da parte di Romulus, i Romani rapirono le donne sabine per poter popolare la nuova comunità, episodio noto come ratto delle Sabine. Queste, inizialmente vittime, diventano però protagoniste e il mito mostra due modelli femminili opposti nella tradizione romana: la donna virtuosa e mediatrice e quella considerata traditrice.
Per “Leggere e scrivere” “Trabandan all’armi!” Il gioco della storia presenta il libro scritto da Barbara Tutino e Nicola Alessi, che racconta la Resistenza italiana in Valle d’Aosta attraverso lo sguardo dei giovani. La Resistenza viene mostrata non solo come lotta armata, ma anche come difesa dei valori umani, della creatività e della dignità, evidenziando il ruolo e la forza delle giovani generazioni in un periodo drammatico della storia.
Giornate di primavera del Fai. La Fondazione Edmund Mach e il Conservatorio di Santa Elisabetta presenta le Giornate Fai di Primavera 2026, dedicate alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano grazie all’impegno di volontari e studenti. Le visite offrono un percorso tra storia, cultura e innovazione, con l’obiettivo di promuovere conoscenza e tutela del territorio.
Concludiamo con un nuovo viaggio attraverso fotografie in bianco e nero con Scatti urbani. Budapest e con una nuova ricetta che propone una salsa spesso gustata ma in una variante più sana: Sottovetro. Ketchup.
Buona lettura a tutte e tutti!
Sara Fusco
***
Articolo di Rosanna Oliva de Conciliis

Cavaliere di Gran Croce. Nel 2010, dopo le celebrazioni dei cinquant’anni della sentenza n. 33/1960 della Corte costituzionale, provocata da un suo ricorso, che ha aperto alle donne le principali carriere pubbliche, ha fondato la Rete per la Parità – APS, di cui è Presidente onoraria, per arrivare all’uguaglianza formale e sostanziale tra donne e uomini. È autrice di varie pubblicazioni sui diritti civili e sull’ambiente.

Studente dell’Università La Sapienza di Roma, iscritta al corso di studi Letteratura, musica e spettacolo, sono un’amante dei libri e della lettura e un’appassionata di tutto quello che riguarda l’editoria e la scrittura.
