Editoriale. Il dovere di un/una insegnante

Carissime lettrici e lettori benvenute/i al mio ultimo editoriale per il progetto Vitamine per leggere, l’ottavo numero. Abbiamo percorso un bel pezzo di strada assieme e vorrei lasciarvi con una domanda a cui proveremo a dare una risposta o perlomeno qualche spunto: qual è il dovere più importante per un/una insegnante? Proverò a rispondere a questa domanda viaggiando articolo per articolo, riportando da ognuno di essi un insegnamento. Partiamo da due articoli, quelli di Modesta Abbandonato e Sara Rossetti, entrambi analizzano da posizioni diverse il casus del libro della casa editrice Raffaello, che in un manuale per la primaria propone due vignette di un bambino e di una bambina di origine africana che sembrano prese direttamente dai repertori dei documentari dell’istituto Luce. Modesta ci porta ad approfondire cos’è lo stereotipo, quella modalità così istintuale di semplificare la realtà e incasellarla in categorie statiche e ripetibili, mentre Sara Rossetti ci aiuta a riconoscere come la mobilitazione sociale in rete sia utile per smantellare sul nascere e individuare stereotipizzazioni dannose e fermarle in tempo. Questo non è soltanto contrastare ma è anche un processo mitopoietico e generativo di racconti e storie nuove e diverse come Romeno e Giulietta di Chiara Baldini. Rovesciare gli stereotipi significa dare alla nostra mente flessibilità e spazi di azione nuovi. Dovere di un/a insegnante è guardare oltre ciò che sembra innocente e scontato, essere una sentinella della società, contro tutte le discriminazioni togliendone i semini uno a uno. Internet da strumento di liberazione sta diventando sempre più strumento di controllo e soprattutto attraverso la creazione di vere e proprie echo-chambers, uno strumento fortissimo di radicalizzazione delle opinioni e dei punti di vista. Ognuno/a di noi è coccolato/a dall’algoritmo che non fa altro che confermare il nostro punto di vista, consegnarci un mondo semplificato e ridotto in cui tutto è conforme ai nostri desideri e non ci contraddice mai. L’ambiente perfetto per venderci prodotti, e Donatella Caione attraverso l’analisi del documentario The Social Dilemma ci porta ad approfondire la questione. Il dovere di un/una insegnante è quello di conoscere e utilizzare le tecnologie con approccio etico, in questo caso, rovesciando la massima di Immanuel Kant, utilizzarle sempre come mezzo e mai come fine, consapevoli dei rischi intrinseci al loro funzionamento. Sempre la rete e i media con la loro iper semplificazione della realtà sono alla base della riflessione di Antonio Lupoli sui risultati del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, in questo articolo vediamo come debunking e fact-checking sono le fondamenta del pensiero critico in grado di andare oltre gli slogan della politica. Il dovere di un/una insegnante è quello di verificare le fonti, di essere scientifici e di sviluppare per sé e per gli/le apprendenti il pensiero critico. Giovanna Nastasi invece, ci avrebbe voluto parlare del senso del pudore, ma ha deciso di regalarci non un puntuale “trattatello” ma un dialogo vivo con il figlio sedicenne sul tema. Un confronto intergenerazionale ironico e fruttuoso. Dovere di un insegnante è saper cambiare i propri piani per dar spazio ai/alle giovani sapendo che possiamo e dobbiamo imparare tantissimo da loro, con umiltà. Sara Marsico ci porta dentro le ultime novità del mondo della scuola, esponendoci il lungo travaglio che ha portato finalmente l’educazione civica come materia al pari di tutte le altre, e non qualcosa riservata a insegnanti fissati/e e pedanti. Dovere di un/una insegnante è essere esempio di cittadinanza viva. Alessia Bulla ci porta come di consueto all’interno della disabilità considerata, ricordiamo dall’International Cases of Diseases niente di tragicamente escludente, distinguendola dall’handicap che è invece frutto di una cattiva interazione tra il problema psichico o fisico e la società, e nel particolare parlandoci delle cecità ci mostra come il braille faccia sì che la persona cieca non abbia l’handicap di non poter leggere, un esempio virtuoso di come con le dovute attenzioni una disabilità non si traduce per forza e necessariamente in una limitazione tragica e predeterminata. Dovere di un insegnante e far sì che i bisogni educativi dei/delle discenti non si trasformino in limiti e handicap all’apprendimento. Chiudiamo con le Giuste di questo numero Lise Meitner, Fisica, con la F maiuscola e non come spesso la si fa passare semplice nota a margine nella storia della scienza e Marry Harrys “Mother” Jones lottatrice per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, antica, forte e coraggiosa. Dovere di un/una insegnante e mostrare la faccia per troppo tempo nascosta della luna dell’umanità. Le donne che hanno fatto la storia della scienza, dell’arte e della politica. Non capitoletti da saltare ma parte integrante della conoscenza e dei tesori dell’umanità. Chiudiamo con una “Giusta” in più, speciale e inaspettata, Elettra Lamborghini, cantante e donna di spettacolo, a prima vista pienamente inserita in quello che è il mercato aberrante del corpo femminile in Italia, ma in realtà secondo Sara Rutigliano capace di un imprevisto rovesciamento dall’interno degli stereotipi, di un’ incredibile vitalità dissacrante e ironica, che ha una certa forza liberatrice per le donne. Dovere di un/una insegnante è anche essere capaci di imparare da chi meno ce lo aspettiamo. Sì anche dalla cultura pop-mainstream. Sì anche da Elettra Lamborghini.

Il dovere di un/una insegnante è essere sempre un/una apprendente, senza mai pensare di aver raggiunto una qualche conoscenza superiore e assoluta da travasare. Dobbiamo essere consapevoli che siamo tutti e tutte ignoranti e in cammino. Questo per me è il dovere più importante, premessa a tutti gli altri.

Buona lettura e buon insegnamento/apprendimento a tutte e tutti.

Editoriale di Antonio Clemente

OeR22asbDocente di Italiano, storia e geografia, appassionato di Linguistica e Didattica, laureato magistrale in Letteratura italiana, Filologia moderna e Linguistica. Ho una seconda Laurea magistrale in Scienze dell’informazione, della Comunicazione e dell’Editoria. Cofondatore di Vitaminevaganti e responsabile del progetto editoriale di Vitamineperleggere.

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